La musica non cambia: la Svezia si conferma “bestia nera” dell’Italia

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Dopo la debacle di ieri, la Svezia ha confermato di essere l’autentica bestia nera della Nazionale azzurra. Ecco tutti i “maledetti” precedenti

Ora è confermato: la Svezia è l’autentica bestia nera dell’Italia, una di quelle squadre che quando è capitata a tiro, pur non essendo una delle squadre più qualitativamente temibili, ha sempre messo in difficoltà gli azzurri. E nonostante i precedenti, curiosamente, arridano alla nostra Nazionale – su 23 match11 vittorie azzurre, 6 svedesi e 6 pareggi -, sono diversi gli incroci che hanno provocato numerosi patemi d’animo.

Per risalire al primo caso della “maledizione” bisogna andare indietro nel tempo, fino al 1958. E se questa annata ormai ci sembra famigliare, dal momento che era proprio da quei Mondiali che l’Italia non mancava una qualificazione alla fase finale, basti ricordare che i Mondiali di quell’anno si disputavano proprio lì, in Svezia. Era il 15 gennaio e l’Italia, al Windsor Park di Belfast, abdicava clamorosamente contro una non irresistibile Irlanda del Nord, perdendo il pass per la fase finale, appunto.

Per il secondo evento maledetto di stampo svedese bisogna risalire, invece, al 1992 e precisamente agli Europei: un’altra mancata qualificazione, un altro fase finale mancata. E dove si sarebbero giocati? In Svezia, naturalmente. Il palo colpito da Rizzitelli, contro l’URSS, quel 12 ottobre 1991 in quel di Mosca segnò l’altra grande debacle. E la terra svedese diventò, ancora una volta, una terra sconosciuta ai nostri connazionali.

La terza grande occasione è, invece, la più nota ai più: quella del famosissimo “biscotto” del 2004. Dopo il pareggio con la Danimarca per 0-0 e quello con la Svezia per 1-1, l’Italia riuscì a battere la Bulgaria, ma il pareggio tra le due “scandinave” per 2-2 ne costò l’eliminazione. Tutti avremmo sperato che il trend potesse cambiare, invece niente: la Svezia, sia come nome aleggiante nell’aria sia come avversario fisico, continua a essere la nostra bestia e la statistica andrà così aggiornata anche per i prossimi Mondiali di Russia 2018.