Alessio Tacchinardi: «Partita equilibrata. La differenza la faranno Tevez e Ronaldo»

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L’ ex centrocampista bianconero esamina la super sfida di questa sera dello Juventus Stadium

Ci siamo, finalmente. Sta per scattare l’ ora x per la Juventus. Stasera a Torino andrà in scena l’ attesissima semifinale di andata di Champions League contro i campioni in carica del Real Madrid e dell’ ex Ancelotti. Ma che partita sarà? Noi della redazione di calcionews24.com abbiamo provato a scoprirlo insieme ad Alessio Tacchinardi, uno che ha vissuto queste sfide galattiche.

 

Il Real Madrid parte favorito, ma la Juve ha sicuramente le sue chance. Che partita prevede?

«Sulla carta i blancos partono avanti, ma hanno delle defezioni importanti. Quindi non dico che la Juve ne può approfittare alla grandissima, però c’è la possibilità di avere un Real non al 100% e giocando in casa bisogna provarci, senza avere rimpianti, anche se la qualificazione si ottiene nei 180 minuti. Comunque negli undici titolari non so quanto gli spagnoli siano effetivamente superiori, perché se togliamo Cristiano Ronaldo, il resto non mi sembra fatta di assoluti marziani. Io ho la sensazione che sarà una sfida molto bloccata, ma dalle parole degli allenatori l’ intenzione sembra essere quella di provare a fare la partita e avere coraggio, di conseguenza c’è tanta curiosità e tanta attesa, in una gara dove la posta in palio è altissima».

 

Entrambe le squadre avranno delle assenze. Su quale formazione peseranno di più?

«Tutte e due hanno perso i propri motori, mi riferisco a Pogba e Modric e quindi non credo sia facilitata più una rispetto all’ altra, ma sicuramente ne perderà lo spettacolo. L’ assenza di Benzema, in una partita come questa, a mio avviso può pesare meno rispetto ad un’ assenza come quella di Modric, perché il croato è il fosforo dei madrileni».

 

Il Real Madrid fino a qualche mese fa era in assoluto la squadra da battere, ora forse si avverte un po’ più di fragilità. Cosa è cambiato?

«Se il Real è quello di sei mesi è ancora una super squadra. L’ 11 titolare riusciva grazie al suo possesso di palla a mantenere le redini del gioco, mentre oggi non ha più quel possesso così costante e di conseguenza vengono fuori i limiti che ha, soprattutto nel reparto arretrato».

 

Chi può essere l’ uomo chiave della Juve?

«Per esperienza di queste partite la differenza la faranno o Tevez o Ronaldo, perché sono due fuoriclasse assoluti, però ci possono essere delle sorprese. Pereyra in quella posizione di campo ad esempio, soprattutto con il fatto che Ramos giocherà a centrocampo, può essere l’ ago della bilancia e tatticamente potrebbe essere determinante, però penso che a decidere la sfida saranno i giocatori più navigati, in particolare in questo genere di partite».

 

Ancelotti ha allenato la Juventus in passato, ed ha comunque allenato a lungo in Italia. Quanto può contare la sua profonda conoscenza del nostro calcio?

«Io penso che inciderà tanto e, una paura in più, può essere proprio avere come avversario in panchina un allenatore come Ancelotti, che conosce vita, morte e miracoli dei giocatori. Ecco perché non sarei sbalordito nel vedere un Real non totalmente votato all’ attacco, ma un Real che tenterà di arrivare in finale senza per forza cercare di stravincere. Sa che la sua squadra non è nel miglior momento e quindi se può aspettare di più la Juve, sapendo che tanto quelli che ha davanti qualcosa lo possono sempre creare, lo farà. Non penso che vedremo un allenatore che richiederà un estremo possesso e avrà sette giocatori sopra la linea della palla».

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