Milan, le fasce sono un problema: anche Calabria non convince

Infortunio Calabria
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Milan, anche contro l’Empoli sono emersi i soliti problemi. Fra questi c’è il rendimento del giovane Calabria, gravemente insufficiente come nel derby: il terzino classe ’96 non ha convinto, quali soluzioni per il futuro?

Il Milan continua ad essere alle prese con i soliti problemi di organico. Su tutti, quelli più evidenti, riguardano le fasce. Perché i terzini non stanno minimamente convincendo la nuova dirigenza rossonera, che in estate potrebbe varare una vera e propria rivoluzione, con diverse partenze in agenda (De Sciglio in direzione Juve su tutte) e qualche nuovo innesto (mai nascosto l’interesse per Kolasinac e Ghoulam). Abate è out per infortunio e così stanno trovando spazio De Sciglio, oggetto delle feroci critiche di San Siro, e soprattutto Davide Calabria, che da quattro partite si è guadagnato il posto da titolare sulla corsia di destra. Ma nelle gare contro Pescara, Palermo, Inter ed Empoli il terzino destro classe ’96 non ha mai convinto. Anzi, i problemi maggiori per la banda di Montella sono arrivati proprio dalla destra, fascia in cui Calabria ha evidenziato diversi limiti di tenuta difensiva. Nel derby Perisic ha avuto vita facile, mentre nell’ultima batosta interna contro l’Empoli sono stati Pasqual, Thiam e Mchedlidze a mettere in apprensione il giovanissimo terzino milanista, nettamente insufficiente in fase di copertura e quasi nullo in fase di spinta. Per il presente non sembrano esserci soluzioni: Calabria giocherà fino al termine della stagione perché Montella non ha valide alternative presenti in rosa, vista e considerata le perdurante assenza di Abate. Ma per il futuro la nuova dirigenza deve trovare una soluzione. Il giocatore, ancora troppo acerbo per poter essere preso in considerazione dal Milan, potrebbe essere spedito in prestito (a Cagliari per esempio) per macinare minuti preziosi in Serie A. Anche perché, il Calabria visto finora, non è pronto per giocare in una grande squadra. Per evitargli la messa alla gogna (un film già visto con De Sciglio) è necessario un intervento serio da parte della società, che deve valorizzare un patrimonio altrimenti destinato ad impoverirsi con il passare dei mesi.

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