Milan, Montella: «La formazione? Non mi piace anticiparla»

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Montella, allenatore del Milan, parla in conferenza stampa alla vigilia della partita con l’Udinese

Vincenzo Montella, tecnico del Milan, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di domani contro l’Udinese di Beppe Iachini: «I nazionali? Un allenatore deve fare di necessità virtà, meglio avere tanti italiani e nazionali in giro: vuol dire che stiamo costruendo qualcosa d’importante. La squadra deve essere consapevole di ciò che ha fatto e di ciò che deve fare. Abbiamo avuto la possibilità di lavorare sui singoli, guardo il lato positivo delle cose. Udinese? E’ una squadra che gioca un po’ bassa, ha calciatori di grande transizione, importanti in prospettiva, secondo la politica della società, Conosciamo i loro punti di forza e i loro punti deboli, ci abbiamo lavorato. Le nostre ambizioni? Ci verranno dette da ogni partita. Mi piacerebbe vedere una difesa molto più aiutata rispetto a quanto fatto in queste prime due partite. Sosa? Sta bene, si è allenato con continuità ed è cresciuto di condizione».

MONTELLA CONTINUA«La formazione? Non mi piace dare anticipazioni. Bonaventura sta dimostrando di poter giocare sia come centrocampista che come esterno. Il nostro obiettivo è quello di imporre il nostro gioco, dobbiamo essere bravi anche in transizione negativa. Io non credo molto nei moduli, ma nei principi di gioco. Stiamo lavorando per questo, non esiste un modulo perfetto, altrimenti vincerebbero tutti. La rosa? Non voglio avere alibi. Sono contento di avere ancora Bacca e Romagnoli a disposizione. Lapadula? Sta crescendo, ci aiuterà. Il mercato? Un allenatore deve vivere alla giornata, non m’interessa gennaio. Quando ci arriveremo ci penserò. Ora penso a fare punto con questi calciatori che hanno tutta la mia fiducia. Sono in grado di dimostrare quanto valgono, hanno bisogno di convincersi. Honda? E’ un calciatore importante per noi, ma per ora gli sto preferendo Suso».

 

Francesco Toscano
Francesco Toscano, o semplicemente "Tosky", del 1991, campano. Amante del calcio e di tutte le storie che lo circondano. Un solo sogno: "Kaizoku-ō ni ore wa naru!".
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