2009
Ferrara: “Diego da tenere, Felipe Melo supponente, e al gruppo dico…”
L’ex allenatore della Juventus, Ciro Ferrara, tramite un’intervista esclusiva ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, si è preso una piccola rivincita nei confronti dell’ambiente che lo aveva tanto criticato durante i primi sei mesi dell’ulatima stagione, ma l’ex difensore precisa: “La Juve non è migliorata? L’ha ammesso lo stesso Zaccheroni, che nei miei confronti è stato corretto. Non mi fisso sulle statistiche, mese per mese le situazioni sono diverse. Esiste però un dato certo: non era tutta colpa mia. Io non ho alcun malanimo nei confronti della Juve e della sua gente, perchè sedici grandi anni non si dimenticano per colpa di sei mesi. In settimana ho rescisso il contratto perchè voglio tornare a lavorare come allenatore, non perchè mi premeva abbandonare Torino. Detto questo, nei giorni seguenti all’esonero ho letto dichiarazioni che mi hanno ferito. I calciatori sono fatti così, però frasi come “adesso sì che ci alleniamo bene” o “Zac ci fa finalmente lavorare sulla tattica”, come se io non avessi passato ore sul campo a spiegare moduli e schemi… Diciamo che se il mio successore era così più preparato, i giocatori che comunque con lui hanno raccolto una media punti peggiore sono proprio asini. Felipe Melo? Ne ha le qualità , ma deve imparare a farsi voler bene dai compagni. E’ tutt’altro che un cattivo ragazzo, però la supponenza con la quale si allenava ha indispettito molti, e se qualcuno risulta antipatico agli altri in campo si nota. Diego? Assolutamente tenuto. E’ bravo e si allena con coscienza. Ha bisogno di due punte che vadano in profondità , perchè il suo punto di forza è il lancio; purtroppo la tendenza di quelle che avevo era venirgli incontro a dialogare. Questo è il motivo per cui non è esploso”.
Parlando di futuro, Ferrara si dice aperto a tutto: “E’ un problema che non mi pongo, se il progetto è serio vanno bene A, B ed estero. Non sono più inesperto, quei sei mesi alla Juve valgono anni di lavoro altrove. Aspetto un nuovo lavoro perchè voglio mostrare il mio calcio: simile a quello di Mourinho, per dare un riferimento. Quando riesci a far coprire in quel modo i tuoi attaccanti, non esiste obiettivo impossibile”.