AIC, Tommasi: “Ecco perchè non si gioca”

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Damiano Tommasi si è presentato al faccia a faccia organizzato dalla redazione di Sky Sport con il presidente della Lega, Maurizio Beretta.
Il numero uno dell’Assocalciatori ha esposto nuovamente con chiarezza le intenzioni dei giocatori, in merito al rinvio della prima giornata di campionato: “Non siamo riusciti a trovare un accordo con la Lega, da tempo i calciatori di A e B sono senza accordo collettivo – ha dichiarato Tommasi – . Già  l’anno scorso eravamo in questa situazione, a dicembre si era giunti ad un accordo ed era stata sospesa la giornata di sciopero. Da allora non si è fatto più niente da maggio. Non è una questione di deroghe, ma di sapere che da dicembre scorso a maggio di quest’anno abbiamo giocato con la fiducia di quell’accordo: ora la fiducia sta venendo meno. Non è una questione di richieste o di proposte fatte dalla Lega, le ultime novità  del Consiglio Federale dicono che le ultime promesse della Lega sono state disattese. In Assemblea si è parlato dell’interpretazione della norma sul diritto dei calciatori ad allenarsi regolarmente tutti insieme, e la nostra integrazione non andava più bene: dopo la fine della stagione ci siamo incontrati con la Lega, con il vecchio presidente Sergio Campana che mi ha dato la delega per trattare. Dall’altra parte non c’era chi era delegato alla firma, quindi non si è potuto concretizzare l’accordo. Il presidente Abete, il presidente Beretta e il presidente Campana, a dicembre, avevano deciso di continuare a giocare perchè il 7 dicembre era stato trovato l’accordo su sei punti, mentre il settimo punto è rimasto così com’era. Bisogna chiedersi se si sa perchè si sciopera, e poi di chi è la colpa: quando i calciatori parlano, li si ascolta in maniera prevenuta. Per quanto mi riguarda, noi abbiamo deciso di non partire perchè non c’è l’accordo collettivo, e in primis non c’è la volontà  della Lega di firmarlo. Qualsiasi parola e qualsiasi discussione era volta a non trovare l’accordo collettivo, e la discussione sull’articolo 7 ne è la prova. Credo che il sogno di tutti i giocatori Primavera è quello di allenarsi con la prima squadra: il Milan, ad esempio, aveva più di 22 giocatori negli allenamenti e ha vinto lo scudetto, non credo che qualcuno abbia fatto vertenza, pertanto credo che non ci siano problemi a fare allenare gruppi di 30-40 giocatori. Io non sono allenatore, ma ciò che voleva essere inserito nell’accordo collettivo è quantomeno offensivo nei confronti degli allenatori. Nessun calciatore ha mai tirato fuori la questione del contributo di solidarietà : abbiamo detto che verrà  pagata quando entrerà  in vigore la manovra, perchè dovremmo fasciarci la testa ora?”