È ancora Allegri vs Adani: «Il calcio non è scienza», «Ok a confronto senza monologhi»

allegri adani
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Il tecnico della Juventus prova a motivare la propria tesi: «Io ho imparato dai vecchi allenatori, non si vince con i numeri»

Dopo il Derby della Mole il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri si è regolarmente presentato ai microfoni di “Sky Sport” motivando il suo punto di vista nella querelle con l’opinionista ed ex calciatore Daniele Adani, in un clima molto più disteso della prima volta. Il nuovo confronto inizia con una battuta sulle preferenze in fatto di donne: «Meglio Claudia Schiffer o Cindy Crawford? Belle tutte e due», ha risposto Allegri. «Meglio sempre le more», ha replicato scherzosamente Adani. Poi però il discorso si fa serio ed entra nel merito della lite che c’è stata.

«Quello che è successo sabato mi è dispiaciuto, ma penso che i vecchi insegnamenti non vadano buttati, – ha sostenuto il tecnico livornese – il patrimonio calcistico che ci è stato tramandato dai vecchi maestri va conservato e studiato. Credo che bisogna modificare la formazione dei nostri giovani tecnici».

«Fare l’allenatore è difficile, – ha aggiunto il tecnico livornese – ma non può dipendere da quello che viene scritto. Bisogna tornare un po’ indietro, serve avere la sensibilità per capire i momenti, altrimenti tutti potrebbero fare gli allenatori. Diversamente diventerebbe una cosa scientifica e non è così, poi vengo giustamente criticato, ma serve miscelare un po’ tutto. Il calcio non è una scienza esatta, è un arte. I principali attori sono i giocatori, noi dobbiamo metterli nelle giuste condizioni. Quando parlavo dei tre mediani al Milan volevo spiegare che in quel momento lì servivano alla squadra. Nella formazione generale di tutti bisogna tornare un po’ indietro in Italia».

«Che ne so che prendo gol da una rimessa laterale? – ha detto ancora Max- I dati… C’è chi è fissato con i dati ma chi mi spiega perché con l’Ajax abbiamo avuto più il possesso palla e hanno vinto loro? Le partite non si vincono con i numeri ma attraverso la costruzione dell’annata. Io ho imparato dai vecchi allenatori, non si vince con i numeri».

«Avete uno al pari di Messi, ovvero Ronaldo. – ha osservato Adani dallo studio – Però con l’Ajax avete proposto troppo poco…»«Con l’Ajax abbiamo preso il primo tiro sul gol di Van de Beek, li siamo andati in difficoltà. – ha risposto Allegri – C’era un timore troppo grosso, bisognava mantenere la serenità. C’erano circostanze sfavorevoli, con questo non voglio dare giustificazioni alla nostra eliminazione. Abbiamo forzato e giocato in fretta, serviva rimanere più uniti. Nel secondo tempo alle prime palle sbagliate sono andati in porta, abbiamo perso sicurezza».

«Ti faccio allora la stessa domanda dell’altra volta: avete tempo per preparare la stagione: come si fa a migliorare in propositività? – lo ha incalzato Adani – Anche voi avete uno del livello di Messi: con l’Ajax avete proposto troppo poco avendo uno come Ronaldo. La Juve ha fatto troppo poco per una squadra come la vostra…».

«La Champions è un obiettivo come Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa. È però difficilissima. – ha replicato Allegri – Non cerco giustificazioni, ci son momenti che va tutto bene, ma è vero che l’Ajax ha trovato noi in emergenza, il Tottenham in emergenza… Loro sono una buona squadra, ma Barcellona, Manchester City e Liverpool, che si è migliorato molto sono forti. Con l’Ajax c’era da soffrire, tenere e poi colpire. Poi avremmo recuperato i giocatori. Devo avere l’intelligenza e la strategia per non uscire alla prima curva».

«Confermi quindi che ci sono varie strategie», ha ribattuto Adani al tecnico della Juventus. «Gli allenatori che vincono sono pochi, i giocatori che vincono sono pochi, gli allenatori che retrocedono sono sempre quelli che non vincono. E anche fra quelli che vincono ci sono diverse categorie. Io in studio da voi? Volentieri. Ma ripeto, dovevo portare a casa il risultato e la squadra era in difficoltà. Abbiamo vinto cinque scudetti e conquistato due finali di Champions, non credo abbiamo sempre giocato male, poi ci sono le mode… Per me comunque la questione si è chiusa sabato, pensavate che io non venissi ma per me il rispetto è una cosa fondamentale. Al Milan mi hanno quasi esonerato mentre parlavo, quindi figuratevi…».

Il tecnico della Juventus lascia quindi i microfoni di “Sky” e arriva la conclusione di Adani: «Mi farà piacere se Allegri verrà qua in studio, – ha detto l’ex difensore – basta che il diritto di parola sia diviso equamente. In una tavola rotonda, se siamo in quattro parliamo il 25% a testa senza fare monologhi. Deve essere giusto che ognuno abbia lo stesso tempo per esprimere le proprie idee e i propri concetti».