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Batistuta svela: «Fiorentina? Se potessi io scenderei anche in campo per aiutare! Se mi chiamassero…»

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Batistuta racconta: «Fiorentina? Se potessi io scenderei anche in campo per aiutare! Se mi chiamassero…». Le parole

La Fiorentina rappresenta per Gabriel Omar Batistuta un legame profondo, quasi viscerale. Eppure, anche in un momento complicato come quello che il club sta attraversando, nessuno sembra aver preso in considerazione l’idea che la sua esperienza potesse rivelarsi utile o significativa per la società viola.

In un’intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio, l’ex bomber argentino ha raccontato il rapporto attuale con la Fiorentina, lasciando emergere un sentimento di distanza crescente. Batistuta ha spiegato come, negli ultimi anni, si sia spesso sentito messo da parte, quasi “dimenticato”, nonostante il peso della sua storia e del suo contributo al club.

Il risultato è un Batistuta visibilmente deluso e amareggiato, che fatica a nascondere la propria frustrazione per la scarsa considerazione ricevuta. Un malessere che aggiunge un’ombra ulteriore al momento già delicato vissuto dalla squadra.

PAROLE – «La chiamata della Fiorentina? Dopo Cecchi Gori sono passate due società: nessuno mi ha chiamato. Questo mi ha fatto male. Se mi chiamassero mi sentirei non dimenticato, ma ricordato e preso in considerazione. Mi darebbe vita. Vorrebbe dire che tutti i sacrifici che ho fatto sono valsi la pena»

«Se potessi io scenderei anche in campo per aiutare la Fiorentina. È quello che sento. A Firenze sono amato. Lo so. E la stessa cosa che loro provano per me, io la provo per loro e per tutta la città. Lo sentivo quando giocavo e lo sentirò fino alla morte. È così. Però i tifosi non sono i dirigenti della Fiorentina, che prendono le decisioni nella squadra in cui io ho dato molto»

«Non mi stanno prendendo in considerazione: questo mi dispiace. Credevo di poter aiutare la Fiorentina anche fuori dal calcio, con la mia conoscenza dell’ambiente e tutto. Io se voglio andare allo stadio a vedere la partita della Fiorentina non so nemmeno a chi chiedere il biglietto. La chiamata me l’aspettavo quando avevo smesso. Ora mi farebbe comunque piacere, la riceverei volentieri, sarebbe una bella cosa certo, ma non sono uno che la chiede per piacere. Io quello che sto raccontando è la realtà»

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