Borriello si racconta: «Mandai al diavolo Milan e Roma, con Belen…»

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Borriello ripercorre la sua carriera a “9- Storie di Bomber”. Tutte le clamorose rivelazioni sui periodi al Milan e alla Roma, ma anche su Juve e Belen, poi Conte e Gasperini

Marco Borriello sta vivendo una seconda giovinezza da quando è andato al Cagliari, e ora si sta godendo delle meritate vacanze da vero bomber quale è stato nella stagione appena conclusa. Ma come mai invece nella sua prima giovinezza, quella passata vestendo le maglie importanti di Milan, Roma e Juventus, le cose non sono andate altrettanto bene? Ce lo spiega direttamente lui nell’intervista a tutto campo rilasciata a Trezeguet per Mediaset Premium nel programma “9- Storie di Bomber”.

MILAN E ROMA- «Con Leonardo in panchina ho segnato 15 gol. Lui aveva tanta fiducia in me e lasciava spesso Huntelaar e Inzaghi in panchina. Arriva l’estate, il Milan poteva prendere Ibra e Robinho, ma doveva liberarsi di me e Huntelaar: non volevo andare via, non lo perdono a Galliani e me lo comunica nel modo sbagliato minacciandomi di escludermi dalla lista Champions, così con un po’ d’orgoglio mando tutti al diavolo e andai a Roma firmando un contratto importante da 5 anni. A Trigoria ebbi un’accoglienza importante, segno 17 gol in 6 mesi, poi arriva Montella, dopo l’esonero di Ranieri. Sbaglio un rigore in Champions, si crea polemica intorno a me e io sono stato messo fuori. Successivamente ritorno ancora alla Roma, sono protagonista delle 10 vittorie consecutive, ma a gennaio torna Destro e loro mi dicono che sarei stato il terzo attaccante. ‘Ma come? – dico – Sono stato titolare finora!’. Mando tutti al diavolo, accettai la prima squadra che uscì fuori. Ero schifato da tutto».

BELEN E LA JUVENTUS- In mezzo, la storia con Belen e l’altra grande occasione con la Juventus: «Firmo un contratto importante di 5 anni col Milan, vado lì e quell’anno accuso dolore al flessore, ma dicono che non ho niente, facendolo passare come se avessi un problema psicologico per la storia con Belen. Invece ero stirato e sono arrivato a un punto in cui mi sono strappato il muscolo. Alla Juve segno un gol importante al Cesena per la conquista dello scudetto, ma tra contratto importante e cartellino la Juve decide di investire su altri». In una carriera da girovago per l’Italia e senza farsi mancare nemmeno l’estero (al West Ham), Borriello ha avuto sempre un porto sicuro in cui tornare: il Genoa, dove Gasperini è stato quello che lo ha lanciato e fatto rendere più di chiunque altro «per me, assieme a Conte, uno dei migliori allenatori mai avuti».

GLI ULTIMI E ANNI E L’APPRODO AL CAGLIARI– Le ultime estati sono state travagliate per Borriello, non da bomber. Un giocatore che sembrava aver imboccato definitivamente la via del tramonto «Ho fatto 3 mesi di vacanza per staccare completamente, ma allenandomi. Si fa avanti il Carpi, inizio bene, ma la squadra non è forte, capiscono che non ce l’avrebbero fatta a salvarsi e decidono di mettere fuori rosa tutti quelli che guadagnavano di più. Ho un ricordo dei dirigenti del Carpi davvero orribile, della gente no. Da lì vado a Bergamo, mi sono trovato da Dio. In estate ho lanciato un appello a Ibiza: ‘Chi vuole allenarsi con me?’. Ne arrivano a centinaia. Arriva la chiamata del Cagliari, dopo due giorni ho fatto 4 gol, io ero allenato davvero». Marco Borriello ora è tornato, e pazienza una carriera piena di rimpianti: l’ultimo Re dei Bomber per adesso è lui.