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Editoriale

Stadi e calcetto con gli amici, tracce di normalità

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Le parole del Premier Draghi hanno rincuorato gli italiani che tra pochi giorni potrebbero di nuovo popolare gli stadi e rispolverare il calcetto con gli amici

Finalmente uno spiraglio di normalità dopo lunghi mesi a intristirsi di fronte a stadi vuoti o sospirando al pensiero di una partita di calcetto con gli amici. L’annuncio del Presidente del Consiglio Mario Draghi ha colto per certi versi di sorpresa, scatenando un’ondata di insospettabile entusiasmo.

Obiettivo zona gialla, dunque, per provare a riscoprire antichi piaceri che un tempo ci parevano quasi banali. Ora che invece tutto o quasi assomiglia a chimere, per definizioni irraggiungibili, il countdown è scattato in maniera semplice e naturale.

Nella prima metà di maggio la data cerchiata sul calendario per entrare nuovamente negli stadi, con un capienza limite fissata a 1000 o 2000 unità. Per quanto il sottosegretario alla Salute Costa si sia affrettato a frenare la libidine, smontando il concetto di ufficialità, la sensazione è che l’accelerata sia stata nettissima e decisiva.

E ancor prima, addirittura già dal 26 aprile, potrebbero ottenere il via libera gli sport di contatto a livello dilettantistico e amatoriale. In totale controtendenza rispetto al recente passato, quando calcetto e affini sostanzialmente erano stati bloccati per direttissima. Un’inversione di marcia, ragionando sui molteplici studi che scagionano le attività all’aria aperta quale probabile veicolo di contagio.

Ma toccando ferro, avevamo davvero tutti bisogno di una boccata d’aria fresca dopo sei mesi di colori, lockdown intermittenti e disperazione più o meno continuativa. Questo non significa che improvvisamente spariranno ansie e timori, ma se non altro sarà un messaggio di speranza per quei milioni di atleti, giovani e meno giovani, di fatto discriminati. Perché questo virus colpisce chiunque senza distinzioni dal punto di vista sanitario, ma non allo stesso modo sotto il profilo sociale. Stadi e calcetto, mai come stavolta il primo passo per tornare a vivere.

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