Calciomercato, i voti: il botto è del Milan, l?Inter dove serviva. Bene il Genoa, rischio Palermo

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Particolarmente attiva la finestra invernale di calciomercato: nata per riparare agli sbagli commessi in estate, c’è chi ha preso la palla al balzo per puntellare o stravolgere gli organici a disposizione dei propri allenatori e chi ha preferito confermare in pieno le scelte iniziali. Ecco un’analisi di quanto accaduto nel mese di gennaio e come si riconfigurano i club di Serie A.

PRIMA FASCIA – Alla Juventus (5.5) occorreva un difensore sinistro ambivalente che potesse all’occorrenza giocare da terzo a sinistra in luogo dell’infortunato Chiellini e da esterno in sostituzione dell’assente Asamoah: scelta ricaduta su Peluso, vecchia conoscenza di Conte dai tempi dell’Atalanta, le sue prime uscite non hanno fornito le garanzie uscite. Rinviato il discorso per il top player: Anelka oggi non può esserlo. Operazioni di puntellamento per il Napoli (6): Rolando è un ottimo acquisto perché valido proprio nel punto carente del Napoli degli ultimi anni – il gioco aereo – ma, considerando i metodi di Mazzarri, vanno valutati gli effettivi tempi di inserimento. Armero, Radosevic e Calaiò ad oggi rappresentano nulla più che discrete alternative. Praticamente immobili Roma e Lazio (s.v.): gli arrivi di Torosidis e Pereirinha, uniti a qualche operazione in uscita, non stravolgono di certo gli equilibri. Fuochi d’artificio in casa Milan (8): l’arrivo di Balotelli può essere devastante nell’economia del torneo e soprattutto ridare linfa vitale ed entusiasmo ad una piazza apparsa disillusa dopo la scorsa estate. Zaccardo funge da risorsa funzionale, in ottica di ringiovanimento dell’organico l’approdo di Salamon dal Brescia, un jolly tra difesa e centrocampo di cui entro un paio d’anni se ne dibatterà in termini differenti. Bene anche in uscita: dopo aver rifiutato un anno fa i 37 milioni messi sul piatto dal Psg per Pato, era impensabile oggi recuperarne 15. L’Inter (7) ha piazzato i colpi allo scadere: come il pane occorreva qualità a centrocampo ed è tale la direzione in cui si è andati. Mateo Kovacic è valore aggiunto oggi e potenziale fenomeno nel futuro, Kuzmanovic dà freschezza ad un reparto da svecchiare, qualche dubbio in più su Schelotto anche in termini tattici. Il nuovo corso della Fiorentina (7) vive sull’entusiasmo: Giuseppe Rossi è un colpo che premia la dirigenza in termini di coraggio, Sissoko dà forza fisica ad un centrocampo difettante solo in tal senso, Larrondo è un’alternativa in attacco e sono da valutare gli inserimenti di Compper, Vecino e Wolski.

SECONDA FASCIA – L’Udinese (5.5) come spesso accade si è mossa principalmente in uscita: via Armero, Willians e Barreto, dentro Merkel, Alhassan e Campos Toro, tutti piuttosto ai margini della rosa. Il vero acquisto è il recupero dall’infortunio del fenomeno Muriel. Operazioni marginali per il Catania (s.v.): arrivano Cani e Gyomber, va Morimoto. Un 6 al Parma che sostituisce Zaccardo con Mesbah e prende Strasser e Mariga per dare forza fisica al centrocampo, oltre a Coda come alternativa in difesa. Il Torino (5.5) era alla ricerca di attaccanti più funzionali alla dinamica proposta offensiva di Ventura, ma Jonathas e Barreto sembrano adeguati solo in parte. Immobile la Sampdoria (s.v.): arriva Sansone per Pozzi. Il Chievo (5.5) perde una garanzia quale Sorrentino tra i pali, con Ujkani in arrivo e destinato alla panchina in luogo di Puggioni; ritorna Acerbi che bene aveva fatto a Verona, qualche dubbio su Hauche. L’Atalanta (6) ha perso due pezzi storici della difesa – Manfredini e Peluso – compensati in parte dall’arrivo di Canini: partito anche Schelotto ma resistito alle offerte per Denis, funzionali gli acquisti di Scaloni, Contini, Del Grosso, Giorgi, Brienza e Livaja.

TERZA FASCIA – Molto convincente l’operato del Genoa (7.5): Preziosi vuole scongiurare l’ipotesi retrocessione ed è massicciamente intervenuto sul mercato, garantendo a Ballardini solidità difensiva – presi Portanova e Manfredini, ex capitani rispettivamente di Bologna ed Atalanta – e spinta sugli esterni con Cassani e Pisano: bene Rigoni, qualche dubbio in più su Olivera e Matuzalem, almeno eccellenti in termini di cattiveria agonistica. E non solo. La rivoluzione palermitana (5.5) lascia qualche dubbio: era oltremodo consigliabile intervenire con forza, ma anche rischiare di meno in una situazione così complessa. E i vari Nelson, Faurlin, Anselmo, Fabbrini, Formica e Boselli portano dietro qualche punto interrogativo di troppo. Il Bologna (5.5) ha perso Portanova – peraltro appena recuperato dalla squalifica per il calcio scommesse – sostituendolo con Naldo. Il Cagliari (6) ha il merito di aver resistito agli attacchi per i gioielli Astori e Nainggolan in una dura fase economica per le casse del club. Non trova ragion d’essere la smobilitazione del Siena (5) – con particolare riferimento a Neto e Calaiò – in una fase così estrema se non per la volontà di fare cassa. Il Pescara (5) avrebbe dovuto compensare evidenti limiti d’organico in tutti i settori, ma gli acquisti di Bianchi Arce, D’Agostino, Rizzo e Caraglio sembrano rispondere solo in parte.