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Editoriale

Candreva e Pobega da Nazionale, Toro e Samp ripartono

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Sampdoria e Torino ritornano al successo dopo più di un mese in Serie A trascinate dalle prestazioni super di Candreva e Pobega

Gli anticipi del venerdì hanno in copertina i volti raggianti di Antonio Candreva e Tommaso Pobega. Sono loro i protagonisti principali delle vittorie ritrovate da Sampdoria e Torino dopo un mese e oltre dalle ultime soddisfazioni. Già perché entrambe le formazioni di D’Aversa e Juric non conquistavano i tre punti dalla quarta giornata di Serie A, prima di quattro sfide consecutive senza fortune.

Nella serata del Ferraris i blucerchiati hanno allontanato gli spettri sulla panchina del loro allenatore, finito sulla graticola per un inizio di campionato balbettante ma con l’enorme giustificazione di aver già incrociato sul cammino Inter, Milan, Juve e Napoli. Così il derby ligure contro lo Spezia era diventata una buccia di banana sulla quale non scivolare, risolta da par suo da un sontuoso Candreva.

L’ex centrocampista nerazzurro è tornato determinante come non lo si vedeva da anni. Brillante atleticamente, devastante con le sue conclusioni dalla distanza, senza dubbio tra i migliori in questo scorcio di stagione. Una continuità di rendimento da Nazionale per il trentaquattrenne romano, per quanto sia difficilmente ipotizzabile che il nostro Commissario Tecnico lo ripeschi in chiave azzurra.

Chi invece alla maglia più ambita ha tutto il diritto di pensarci è Pobega. Dopo il passato campionato da rivelazione, il ventiduenne triestino continua a fornire segnali particolarmente interessanti. Nella linea mediana granata ha rapidamente scalato le gerarchie conquistando il posto fisso e confermando di avere qualità da “tuttocampista”.

L’interpretazione nelle due fasi è infatti il fiore all’occhiello del giocatore granata: fisicità e capacità d’interdizione si sposano al meglio con tempismo e fiuto nell’inserimento senza palla. Caratteristiche messe in vetrina anche nella vittoria del Toro contro il Genoa e che il Milan, proprietario del cartellino, avrà una volta di più appuntato sui taccuini. Come Roberto Mancini, probabilmente.