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Commisso: «Vorrei tornare in America e vendere la Fiorentina ai fiorentini…»

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Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso ha fatto il bilancio della stagione viola

Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, ha parlato questa mattina in conferenza stampa facendo il bilancio della stagione della squadra viola che si è matematicamente salvata.

IACHINI – «Voglio ringraziare il lavoro di Beppe Iachini innanzi tutto tutto. Ci ha salvati l’anno scorso e anche quest’anno, dobbiamo ringraziarlo tutti. Avevamo una squadra terrorizzata quando se ne è andato Prandelli. I giornalisti non sono stati gentili coi calciatori e continuano a non esserlo. I fiorentini dovrebbero fare una statua a Iachini».

FUTURO – «Prossimo allenatore? Uno che vinca». 

VLAHOVIC – «In tanti volevano che si facesse le ossa altrove. A me ha sempre fatto una grande impressione, vogliamo tenerlo ed accontentarlo. Ci siamo incontrati negli ultimi mesi, ma non nelle ultime settimane. Una soluzione la troveremo a stagione finita». 

BILANCIO – «Mai potevo credere di dover mettere tutti questi soldi dopo due anni. A Firenze di questo nessuno ne parla, ai giornalisti non conviene. Ho comprato la Fiorentina e dopo 8 mesi è iniziato il Covid, negli ultimi due anni abbiamo perso 38 milioni di Euro operativi. Poi 44 milioni per i trasferimenti dei calciatori. Siamo arrivati a mettere 82 milioni nelle casse Viola. Soldi veri, ma nessuno ne parla. Come è possibile cambiare tutto questo sistema? Io voglio ‘vendere’ la Fiorentina. Mi è costata 100 milioni ed ho speso tantissimo fra trasferimenti e centro sportivo. Vorrei tornare in America e vendere la Fiorentina ai fiorentini. Riuscireste a fare meglio di quanto ho fatto io? Perché avete fatto tutte queste critiche su di me che ho portato tutti questi soldi? Io esporto il marchio Viola in America e qui a Firenze fate queste cacate. Solo perché siamo arrivati decimi invece che ottavi? La Fiorentina è una delle poche società senza debiti, non so se altri in Serie A possono dirlo, parlo di Milan, Inter ed altre. Io sono orgoglioso di questo».