De Rosa: «Vi presento la Ro.An. Management ed i talenti del domani»

De Rosa: «Vi presento la Ro.An. Management ed i talenti del domani»
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Continua: «Zunno, Donati, Antonini, Penna, Retucci, Oristanio e Nappi: giovani predestinati»

Negli ultimi anni si è parlato molto dell’importanza del settore giovanile, dove la società crescono talenti destinati a diventare i campioni del futuro. Una agenzia, la numero uno in tal senso, che si occupa di giovani calciatori è la Ro. An. Football Management, gestita da Pasquale de Rosa e da Gianluca Anatriello, partner in Italia del gruppo Vigorelli e partner in Germania con Maurizio Gaudino. Calcionews24.com ha contattato Pasquale de Rosa per parlare di alcuni talenti cristallini del panorama italiano ma non solo: «Facciamo grande scouting per i giovani: oltre a lavorare con Vigorelli, siamo il cuore dell’agenzia per i giovani. Abbiamo creato una nostra accademia in provincia di Avellino, in collaborazione con il presidente e istruttore dell’accademia Antonio Peluso. E’ uno degli istruttori migliori d’Italia e non lo dico io, ma i numeri: se andiamo a vedere negli ultimi anni i ragazzi usciti dall’Accademia i conti tornano. L’accademia si chiama Peluso Academy. In Italia di settori giovanili all’avanguardia sono pochi, in particolare al Sud, praticamente inesistenti. Ci sono due esempi: Reggiana e Novara dovrebbero essere un modello. Questi ultimi hanno il centro sportivo più bello di Italia, Novarello. Ed è un peccato: il settore giovanile dovrebbe essere il fiore all’occhiello da una società. Dalla Peluso Academy sono usciti calciatore di altissimo livello: Masucci e Troianiello due esempi di quando non ci lavoravo io, ma negli ultimi anni sono usciti Sgambati, Zunno, Piccolo, Oristanio, Nappi e molti altri. Questi ultimi due sono i 2002 più forti d’Italia, usciti dalla Peluso Academy: è una bella soddisfazione. Istruttori di giovani come Antonio Peluso ne ho visti pochi. Molti pensano che fare il settore giovanile è come fare per la prima squadra, ma invece è un altro mondo».

C’è un giovane in particolare che presto vedremo protagonista?

«Dico Zunno: è un giocatore molto importante, mi ricorda tantissimo Montella alla sua età: calcia con entrambi i piedi, è un calciatore di grandissima prospettiva. Ha realizzato 70 gol in 29 parte nella scorsa stagione nei regionali. E’ alla Reggiana ed è l’unico 2001 in convitto, è stato preso direttamente dal dg Ferrara e dal responsabile scouting Armonia: poteva andare al Torino, al Napoli o al Carpi, ma abbiamo scelto la Reggiana, settore giovanile all’avanguardia. Ha 14 campi in erba naturale per il settore giovanile, con un convitto completo. Zunno per me è un giocatore molto forte, ci puntiamo tantissimo: è seguito da società molto importante. Oltre Zunno segnalo anche Francesco Donati, classe 2001 dell’Empoli: è un centrale difensivo, capitano della squadra, molto bravo ad impostare il gioco da dietro. Nel suo ruolo è senza ombra di dubbio uno dei prospetti più interessanti del panorama italiano».

Tra i numerosi calciatori che gestite c’è anche Matias Antonini dell’Inter…

«Lo abbiamo portato in Italia io e Gianluca, lui veniva dal Gremio: era sconosciuto ed aveva 13 anni e mezzo. Abbiamo iniziato con un tour al Novara, poi al Genoa e poi lo portammo all’Inter: dopo il primo giorno ci chiamarono per dirci che il ragazzo lo prendevano. Ora, da sconosciuto è arrivato alla Nazionale brasiliana. Vorrei dire una cosa su questo: è un giocatore italiano, ha doppio passaporto, e non capisco come non sia stato convocato dalla Nazionale italiana neanche per uno stage, non riesco a capirlo. E’ un giocatore italiano e può essere convocato a tutti gli effetti dalla Nazionale italiana: con il Brasile gioca titolare ed in Italia non viene convocato neanche per uno stage.  Ormai è da un anno e mezzo con l’Inter e non è arrivata ancora una chiamata. Chi mi ricorda? E’ un calciatore anomalo: è alto circa 194 cm, nell’Inter gioca mezzala destra, mentre quando si è allenato con la prima squadra Mancini lo ha schierato davanti alla difesa. Inoltre, in Nazionale gioca da difensore centrale. Lui ha una tecnica da trequartista con un fisico imponente: in Nazionale gioca dietro perché imposta meravigliosamente. E’ un brasiliano europeo: contro la Roma, nella Final Eight, ha fatto un gol strepitoso».

Uno dei giovani più interessanti in Italia è Andrea Penna del Novara…

«E’ un predestinato: è nel giro della Nazionale, arriva da un piccolo infortunio e nella passata stagione ha giocato sotto età. E’ stato richiesto da tantissime società, tra cui Inter, Milan e Juventus, ma il Novara ha deciso di tenerlo: penso che farà una delle più grandi plusvalenze degli ultimi anni, è il fiore all’occhiello del settore giovanile. E’ un interno di centrocampo, ma gioca anche dietro alle punte: ricorda Hamsik, fa tanti gol. L’anno scorso, sotto età, ha fatto 8-9 gol senza giocare gli ultimi due o tre mesi». 

E di Mattia Retucci del Palermo cosa ci puoi dire?

«Abbiamo la sua procura da un anno, è un dicembre 2000: quest’anno ha già avuto una convocazione in Primavera. E’ una prima punta con un fisico eccezionale, ha fiuto del gol. Quest’anno giocherà negli Allievi. L’anno scorso è stato convocato alle finali scudetto con i 1998, giocando una gara contro la Fiorentina. E’ alto 187 cm, ma è veloce: può giocare anche esterno d’attacco». 

Oristanio e Nappi sono diventati calciatori dell’Inter, altri due predestinati…

«Oristanio è stato richiesto da tutte le società di Serie A e diversi top club europei. E’ definito da tutti gli addetti ai lavori il 2002 più forte d’Italia. E’ uno spettacolo, non c’è niente da dire: lo conoscono tutti. Nappi ha già fatto il ritiro con l’Inter a Brunico con i 2002, insieme ad Oristanio, ed è andato anche a fare il Memorial Varani: è stato il vice-capocannoniere del Torneo e giocatore determinante nella finale contro il Barcellona. Ha fatto la differenza con PSV, Roma e Perugia, ed in finale ho ricevuto la soddisfazione più grande: vedere il mister del Barcellona che chiamava la marcatura su Nappi, con la paura dei calciatori del Barcellona quando Nappi attaccava lo spazio. Lui è un esterno di grandissima potenza e di velocità eccezionale. Giavardi è stato bravo ad assicurarseli, iniziando un percorso di crescita due anni e mezzo fa».