Dimitri Bisoli, il tutto quello che non sai sul figlio d’arte che sogna la consacrazione

Dimitri Bisoli, il tutto quello che non sai sul figlio d’arte che sogna la consacrazione
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Dimitri Bisoli parte dai precedenti stabiliti dal padre Pierpaolo, ma può andare persino più in là: il Brescia è un trampolino di lancio

Di figli d’arte è pieno il calcio. E chissà quanti altri ne vedremo: basti pensare al fatto che il figlio di Cristiano Ronaldo già presenzia alle cerimonie in cui il celebre padre viene premiato e di certo verrà instradato verso il pallone. In questo senso, si hanno due strade: i figli possono ripudiare il passato (sportivo) dei padri o provare a inseguirlo e superarlo. Forse è l’obiettivo che si è posto Dimitri Bisoli, figlio del tecnico Pierpaolo (oggi a Padova). Al Brescia la rifondazione con i giovani è iniziata da diverso tempo, ma non sta per ora riportando il club in A; ciò nonostante, giovani come Bisoli jr. continuano a crescere sotto la guida di ?.

ANAGRAFICA

Nome e Cognome: Dimitri Bisoli

Data di nascita25 marzo 1994

ClubBrescia

NazionalitàItaliana

CARATTERISTICHE TECNICHE E RUOLO

Ruolo naturale: Mediano

Ruolo alternativo: Difensore centrale

Ruolo potenzialeMezzala

Piede: Destro

Punti di forza: Dimitri Bisoli è nato tatticamente come mediano davanti alla linea difensiva, capace di giocare anche da centrale di difesa. Tuttavia, con il tempo il Brescia l’ha portato a spostare persino in avanti il suo raggio d’azione, figurando spesso come centrocampista puro. Buona visione di gioco e discreto senso dell’assist, il ragazzo ha anche un buon tiro dalla distanza. E poi ha dimostrato una discreta personalità, tanto che il Brescia si è ancorato a lui nel 2016-17: senza il centrocampista, il club lombardo ha avuto un rendimento pessimo (quattro punti in sette gare, una media da 0,57 a partita; con Bisoli presente, invece, 46 punti in 35 partite, quindi 1,31). Una sorta di dipendenza dalla quale il Brescia non sembra poter (e voler) fare a meno.

Punti deboli: Sicuramente andrà aumentata l’esperienza. Stiamo sempre parlando di un ragazzo arrivato in B a soli 22 anni e che prima aveva girovagato tra i campi della Lega Pro/Serie C. Bisognerà anche definire meglio la sua posizione in campo, perché nella sua avventura a Brescia si sta ritrovando impiegato persino più alto. Il tecnico Pasquale Marino lo sta testando anche da ala nel 3-4-3, sia a sinistra che a destra.

POTENZIALE

Campionato ideale: Sembra strano a dirlo, ma Dimitri Bisoli sembra uno di quei ragazzi che potrebbe provare anche un’esperienza all’estero qualora il treno per la A non decollasse nei prossimi anni. Abbiamo visto diversi italiani tentare un’esperienza fuori dal nostro paese, seppur non nei campionati di primissima fascia: vengono in mente Nicola Leali, Luca Marrone, Samuele Longo, Stefano Napoleoni e tanti altri. Un altro di loro è Iacopo La Rocca, passato persino nel campionato australiano: non è detto che Bisoli non possa provare un’esperienza del genere in futuro più lontano, sempre che la Serie A non abbia già bussato alla sua porta.

Dove può arrivare: L’obiettivo più realizzabile sarebbe quello di giocare in A, così come ha fatto il padre (con Cagliari, Empoli, Perugia e Brescia tra il ’91 e il 2001). Recentemente Dimitri Bisoli è stato acquistato dal Brescia (precedentemente vi aveva militato in prestito dalla Fidelis Andria), Bisoli jr. ha un contratto che lo lega al club lombardo fino al 2021: la speranza è quella di affacciarsi alla massima categoria proprio con le Rondinelle, magari centrando una promozione sorprendente nelle prossime stagioni. Se così non fosse, però, lo vedremmo bene in un ambiente sereno della Serie A: Chievo Verona e Sassuolo potrebbero essere due piazze in cui crescere con calma e sviluppare il proprio potenziale.

SEGNI PARTICOLARI

Figlio d’arte, Dimitri Bisoli ha anche un fratello che tenta di seguire le orme del padre: Davide Bisoli è infatti un giocatore del San Marino, che milita attualmente in Serie D. Ha praticamente seguito le orme del padre sempre nei suoi inizi: Bisoli senior ha allenato dal 2007 al 2011 Foligno, Cesena, Cagliari e Bologna. Di fatto, il figlio l’ha seguito in tutti questi vivai, prima di separarsi e scegliere il Prato per muovere i primi passi da professionista. La Serie A l’ha quasi assaporata nel 2017: prima il Cagliari (con un accordo quasi fatto), poi l’Atalanta l’hanno avvicinato seriamente, ma per ora il ragazzo non sembra muoversi dal Brescia di Cellino, lo stesso presidente che – in Sardegna – ebbe suo padre come giocatore di quel Cagliari che arrivò in semifinale di Coppa Uefa.