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2009

Il Milan che sogna lo scudetto con Oddo, Favalli, Zambrotta e Mancini

Avatar di Redazione CalcioNews24

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Benchè il calcio non sia matematica e ogni sorpresa sia possibile – come dimostrò il Milan di Zaccheroni che 11 anni fa, con Helveg e Guly, Sala e Ganz, soffiò lo scudetto ad una Lazio di mostri sacri che annoverava Vieri e Mihajlovic, Veron e Salas, Nedved e Mancini, Stankovic e Nesta, Boksic e Almeida -, il pareggio del Milan contro il Napoli (con abortito sorpasso dell’Inter in classifica) sembra quasi voler dire che anche nel calcio a tutto c’è un limite. E insomma: va be’ il cuore, va be’ la tradizione, va be’ la classe, ma pensare che il Milan di Leonardo possa spezzare le reni all’Inter di Mourinho forse è troppo. Anche se la classifica “? lo ribadiamo – autorizza qualsiasi sogno: con l’Inter a 60, il Milan a 59 e la Roma a 56 “? e un caldissimo Roma-Inter alle porte “? parlare di corsa a tre è più che lecito. Ci mancherebbe.

E però. Nel giorno del tanto atteso (e poi sfumato) sorpasso, il Milan si è presentato alla sfida col Napoli con una formazione che definire imbarazzante è dire poco. Accanto a Thiago Silva, la difesa schierava Oddo, Favalli e Zambrotta, e cioè il ricordo di tre giocatori (sia detto con tutto il rispetto). Detto che dei tre il più presentabile è parso Favalli “? che viaggia verso le 39 primavere -, gli esiti sono stati fin da subito comici: e il gol dell’1-0 per il Napoli, con Lavezzi che indisturbato arriva sul fondo e mette in mezzo, Oddo che si schianta contro Abbiati e lo tramortisce e Campagnaro che mette dentro a porta vuota, mentre i difensori del Milan tutt’attorno cadono come birilli di un bowling impazzito, è stato un capolavoro di comicità  involontaria. Una gag, per l’appunto.

Se Lavezzi, Hamsik e Quagliarella fossero stati i giocatori della stagione scorsa, il primo imprendibile nella corsa, il secondo letale negli inserimenti, il terzo ispirato nelle conclusioni, l’attacco del Napoli avrebbe fatto strame del Milan. Fortuna ha voluto invece che Lavezzi “? al rientro dopo un lungo infortunio “? sia al 40 % del suo potenziale, che Hamsik sia l’ectoplasma di se stesso e che Quagliarella “? che a Napoli cominciano a non sopportare più – sia in piena crisi d’identità , in clamorosa e inspiegabile involuzione. Così, dopo che 8 giorni fa aveva vinto una partita (1-0 al Chievo) che era andato molto vicino a perdere, stavolta il Milan ha pareggiato una partita che è andato molto vicino a perdere nel primo tempo e molto vicino a vincere nel secondo: per merito esclusivo di Ronaldinho, in assoluto il migliore in campo, tonico e atletico e guizzante come ai tempi belli; e di Pippo Inzaghi, che non ha fatto rimpiangere Borriello e al cui cospetto Mancini e Huntelaar, quand’è entrato, sono apparsi per l’appunto autentici nani.

A proposito di Mancini, che Leonardo ha mandato in campo quasi subito al posto di Pato infortunato: assieme a Oddo, Favalli e Zambrotta ha contribuito a far rivivere, al Milan, il leggendario gruppo dei Brutos (qui manca il bello del quintetto) che negli anni 60 spopolò in tivù per la sventatezza e l’approssimazione delle sue esibizioni comico-canore. Grasso e lento come un over 40 che torna in campo per una partita di beneficienza, l’ex interista si è divorato un gol fatto dopo che Seedorf era riuscito nell’impresa di metterlo comodo a tu per tu con De Santis. Sbagliare un gol capita a tutti, ma il 2-1 “non realizzato” da Mancini “? con palla sparacchiata ad occhi chiusi addosso al portiere “? grida vendetta.

Ora il calendario dice: Inter-Livorno, Parma-Milan e Bologna-Roma mercoledì, Roma-Inter e Milan-Lazio sabato e domenica. Vedremo quel che succederà , ma una cosa è certa: più del Milan, ci sembra la Roma la squadra con l’organico più adatto a opporsi all’Inter. A parte i claudicanti cronici Toni e Totti, comunque a disposizione di Ranieri a differenza di quanto non accada per Nesta e Beckham, ormai persi alla causa di Leonardo, i giallorossi che vanno in campo non hanno l’età  di Matusalemme e Menez è meglio di Mancini, Cassetti di Oddo, Riise di Zambrotta, Burdisso di Favalli.

P.S. Intanto, come da tempo segnalavamo, la Juventus massacrata dalla gestione Blanc-Lippi-Ferrara comincia a pagare anche il peso di un calendario difficilissimo “? che Zaccheroni ha soltanto ereditato – perdendo partite e posizioni in classifica. Dopo il k.o. in casa della Sampdoria, ora i bianconeri sono sesti a 3 punti effettivi dal Palermo (2 + 1 per svantaggio nei confronti diretti) e a 1 dalla Sampdoria (2 “? 1 per vantaggio nei confronti diretti). Siccome in casa-Juve c’era addirittura chi pensava, fino a ieri, di mettere le mani non sul 4Ã?°, ma sul 3Ã?° posto “? quello della qualificazione diretta alla Champions -, vale la pena di ribadire che un 4Ã?° posto finale avrebbe del miracoloso. A 9 giornate dalla fine la Juve deve giocare 5 partite fuori e 4 in casa, e in trasferta è attesa tra le altre da Napoli (giovedì), Inter e Milan. Inutile dire che da queste partite sarà  difficilissimo tornare con punti, fermo restando che non sarà  facile farne anche a Udine e a Catania. Insomma, per quanto amaro sia, sarà  il caso che il mondo-Juve “? a partire dai pessimi dirigenti attuali fino all’ultimo dei tifosi “? cominci ad accettare la realtà  delle cose. Che in questo momento, mettendola in percentuali, dice: 4Ã?° posto valido per il preliminare-Champions, 10%; qualificazione all’Europa League (con 5Ã?° o 6Ã?° posto), 70 %; 7Ã?° posto con uscita da ogni competizione europea, 20 %.

Paolo Ziliani – www.paoloziliani.it

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