Italia, il lato positivo ed alcune spine. Tra cui Florenzi

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Rubrica Italia Anno Zero – Azerbaigian – Italia, è il primo dei due match-point a disposizione per l’Italia di Conte: Euro 2016 ad un passo

Complice il punto di penalizzazione inflitto alla Croazia per le note vicende di Spalato – quando proprio nella sfida con l’Italia fu disegnata sul campo da gioco una svastica poi riconosciuta dagli agenti Uefa e punita in seguito dalla Disciplinare – l’Italia ha il primo dei suoi match-point qualificazione già questa sera a Baku: una vittoria degli uomini di Conte si tradurrebbe nel pass ad Euro 2016 a prescindere da quanto accada sugli altri campi del raggruppamento.

IL CAMMINO – Non brillante, senza dubbio, la proposta complessiva e soprattutto gli sviluppi negli ultimi metri hanno lasciato più di una riflessione: partiti decisamente bene in Norvegia, dove si vide all’opera una squadra reattiva e sorprendentemente già abile nelle trame offensive, qualche gara di troppo poi si è invece rivelata non all’altezza del nostro nome. Fa bene Conte poi a ricordare come la nazionale italiana provenga da due cocenti fallimenti mondiali – eliminazioni conseguite già alla fase a gironi – e che dunque alcune pretese siano legate esclusivamente al nome che ci si porta dietro. Resta la sensazione di una certa debolezza offensiva: degli 11 gol (pochi considerando il tenore di alcuni avversari) siglati, soltanto quattro portano la firma dei nostri attaccanti. Due volte Pellè, una Eder e Zaza.

IL LATO POSITIVO – Carte alla mano poco male ad ogni modo: l’Italia è al primo posto del suo Gruppo H ed è tuttora imbattuta, ha vinto cinque delle otto gare in cui è stata chiamata all’opera e vanta (con la Croazia) la migliore difesa del girone. Cinque le reti incassate che – in un percorso complessivo in cui diverse nazionali attualmente più quotate della nostra (vedi Germania) hanno sofferto non poco – sono il biglietto da visita di una solidità che si spera venga confermata quando il livello della competizione inevitabilmente aumenterà. In tal senso il commissario tecnico Antonio Conte ha lavorato al massimo delle sue possibilità: tecnico che predilige il lavoro quotidiano del campo, anche minuzioso nella stragrande maggioranza dei casi, si è ritrovato (per sua scelta) catapultato in una routine totalmente diversa. Ci si vede molto poco e si è obbligati a fare di necessità virtù: in termini di compattezza dunque la strada intrapresa sembra essere quella giusta.

IL PRIMO MATCH-POINT – Il percorso casalingo dell’Azerbaigian racconta di una vittoria con Malta, un pareggio con la Croazia e due sconfitte di misura rimediate contro Norvegia e Bulgaria: insomma impegno decisamente alla portata ma non così morbido come era lecito ipotizzare un tempo. L’assenza di Pirlo per infortunio muta i piani di Conte che però non rinuncia all’assetto ideato per l’impegno clou: 4-4-2 atipico dove sulle fasce dovrebbero agire Candreva ed El Shaarawy. Il punto chiave è unico: come trovare spazio ad Alessandro Florenzi? Che il centrocampista della Roma non venga utilizzato con costanza (o a dirla tutta con il contagocce, solo tre gare da titolare e sempre sostituito, una volta subentrato) è qualcosa che lascia alcuni dubbi e che comunque dovrà trovare una soluzione: inadeguato da terzino, lo abbiamo raccontato più volte, quando però impiegato da centrocampista (che sia mezzala in una mediana a tre o decentrato in versione prettamente offensiva) è tra gli interpreti più forti d’Europa e sarà dura lasciarlo fuori. Discorsi probabilmente rimandati alla prossima primavera: stasera conta vincere e certificare un lavoro di oltre un anno.