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Lotta scudetto, Lippi: «Un nuovo 5 maggio? Non credo. Inter rabbiosa e determinata»

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L’ex c.t. della Nazionale Marcello Lippi ha parlato della lotta scudetto in Serie A

Marcello Lippi, ex commissario tecnico della Nazionale campione del mondo nel 2006, ha parlato della lotta scudetto in una intervista al Corriere dello Sport.

5 MAGGIO – «Un nuovo 5 maggio? Vedo tanto equilibrio anche adesso, ma non so se durerà fino all’ultimo turno come quella volta. Non parlo di favoriti o non favoriti. Dico solo che la squadra che ho visto giocare meglio nelle ultime 2-3 partite è stata l’Inter. Ho notato che è rabbiosa, determinata, viva e concentrata. Contro il Verona sabato ha fatto una grande prestazione. Quei tre punti a Torino hanno ridato la carica ai nerazzurri e hanno frenato i bianconeri. Se la Juve avesse vinto, si sarebbe giocata lo scudetto fino alla fine e magari… Adesso invece la lotta è ristretta a quelle tre in testa e ritengo improbabile un recupero della Juventus».

MILAN – «Pioli merita i complimenti per come ha fatto giocare la squadra durante l’arco della stagione. Un momento così così ci sta, ma non è ancora finita e comunque il Milan è sempre davanti».

NAPOLI – «Sconfitta con la Fiorentina? Fallimento è termine che piace a voi giornalisti. Io dico che ha sbagliato una gara, che ha offerto una prova negativa e ha perso contro un’ottima Fiorentina, ma mancano sei giornate alla fine. E se il Napoli le vincesse tutte?».

EQUILIBRIO – «Un equilibrio che in Italia nelle ultime stagioni non c’è mai stato perché a questo punto la Juventus o l’Inter lo scorso anno avevano, più o meno, ipotecato il titolo. Adesso non ci sono più scontri diretti e avranno un valore incredibile gli incontri che l’Inter, il Milan e il Napoli giocheranno con le medio-piccole. Non c’è niente di scontato e l’impresa della Fiorentina al Maradona lo conferma: chi vuole vincere lo scudetto non potrà permettersi errori. Anche se ultimamente ho visto l’Inter meglio delle altre due, tutte e tre hanno chance di conquistare il tricolore. La differenza la faranno i dettagli».

ATTACCANTI SERIE A – «Osimhen mi piace. Idem Abraham che con la Roma ha fatto benissimo. Per certi aspetti hanno caratteristiche simili. Vlahovic alla Juve? L’ha migliorata e sicuramente le ha dato un potenziale maggiore in fase realizzativa».

MANCINI – «Ha fatto un ottimo lavoro finora, a parte la partita con la Macedonia. Se c’è qualcuno che conosce il calcio italiano è lui. Trovo giusto che sia rimasto. Rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti. Io al suo posto? Avevo già preso la mia decisione due anni fa quando sono tornato dalla Cina: ho chiuso con il calcio a qualsiasi livello e con qualsiasi ruolo. Non ho ricevuto nessuna telefonata e, anche se l’avessi ricevuta, avrei detto di no. Mantengo fermo il mio proposito. Da qui in avanti mi dedico solo… al tiro a volo».

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