Monchi in tribunale… per Enzo Maresca: ecco il perché

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Il d.s. della Roma ieri è stato avvistato a Salerno, ma Monchi non stava monitorando alcun giocatore: lo spagnolo in aiuto del suo ex giocatore

Metti un giorno il direttore sportivo della Roma a Salerno. Vacanza? Tutt’altro. Monchi ieri mattina non era a Trigoria, ma è stato avvistato nel tribunale della città campana. Lo spagnolo è stato infatti chiamato a  testimoniare nel processo che vede l’ex calciatore Enzo Maresca, oggi allenatore, opposto al Palermo, una delle sue vecchie squadre. L’ex centrocampista, originario proprio della provincia di Salerno, ha infatti deciso di intentare una causa per mobbing nei confronti della società rosanero: il riferimento è ai fatti del dicembre 2015, quando Maresca fu messo fuori rosa su decisione del presidente Maurizio Zamparini, che l’aveva indicato – lui come Rigoni e Daprelà – come «indegno di vestire la maglia», poi come «ignorante» per aver difeso il tecnico Iachini. «Qui stiamo sfiorando il mobbing», dichiarò pubblicamente ai tempi l’agente di Maresca, Candido Fortunato. Dalle parole si è passati ai fatti.

TESTIMONE SPAGNOLO – Cosa c’entra Monchi in tutto questo? Lo spagnolo è stato dirigente di Maresca ai tempi del Siviglia: fu lui a portarlo in Andalusia, club con il quale l’allora centrocampista ha giocato 141 partite (segnando 21 gol, vincendo tra gli altri trofei anche due coppe Uefa e una Supercoppa europea). I due sono legati da un rapporto di amicizia. Secondo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport”, ecco perché quando l’ex calciatore l’ha chiamato a testimoniare in suo favore, il dirigente giallorosso non ha potuto dire di no.