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Editoriale

Mourinho e la Roma, il capolavoro mediatico dei Friedkin

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Mourinho

Un colpo di scena all’americana l’annuncio di Mourinho come nuovo tecnico della Roma: la famiglia Friedkin dà al mondo una lezione di strategia

Non lo aveva ipotizzato letteralmente nessuno lo scenario Roma per José Mourinho. Figuriamoci raccontarlo con dovizia di particolari. La narrazione giornalistica dei molteplici esperti di mercato, infatti, mai aveva tirato in ballo il nome dello Special One per la panchina giallorossa. Anzi, erano ben altri i candidati principali.

A cominciare da quel Maurizio Sarri che sino a un anonimo martedì mattina veniva sostanzialmente considerato già l’erede designato di Fonseca. Con tanto di accordi verbali pressoché trovati e fantomatici incontri con gli agenti all’orizzonte. Nulla di più falso, naturalmente, alla luce del colpo di scena organizzato dal club.

Una sconfitta nettissima per i giornalisti, un capolavoro assoluto architettato dalla famiglia Friedkin. Perché se è vero che i contatti con Mou risalgano al post esonero dal Tottenham, datato 19 aprile, riuscire a tenere top secret una trattativa di tale portata è stata un’impresa oggettivamente clamorosa, oltretutto impreziosita da depistaggi illustri.

Al netto di una carriera evidentemente in fase calante, l’ingaggio dell’asso di Setubal è un colpo che dal punto di vista mediatico merita un bel 10 in pagella. Perché innanzitutto restituisce immediato entusiasmo a una piazza ai limiti della depressione dopo i disastri recenti in Serie A e l’umiliazione di Old Trafford. D’improvviso cancellando i mal di pancia per lasciare strada al delirio collettivo grazie all’arrivo di un totem della panchina.

Chapeau davvero alla proprietà giallorossa che con una mossa in pieno american style ha catalizzato su di sé l’attenzione mondiale. Una lezione completa e trasversale di strategia, marketing e comunicazione. Dopo mesi vissuti in punta di piedi, i Friedkin hanno scelto il modo più suggestivo e dirompente per fornire il primo segnale tangibile dallo sbarco nella Capitale. Se sarà anche la scelta giusta per rendere grande la Roma, lo scopriremo solo vivendo.

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