Muriel è un fenomeno: ora con Di Natale, poi c?è Radamel

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Dopo il pesante infortunio all’anca che lo ha estromesso dai campi da gioco per oltre tre mesi, Luis Muriel è tornato a disposizione di Francesco Guidolin e si è reso immediatamente protagonista delle fortune della sua Udinese: due partite da titolare, due reti. Ma questo dato è solo per dare da mangiare agli affamati di statistica: c’è tanto, troppo, in più nelle movenze del fenomeno colombiano.

LUIS MURIEL: I CARATTERI DEL FENOMENO – Un fuoriclasse si distingue dal gran giocatore per la sensazione che dà a chi lo osserva quando ha la palla tra i piedi. L’attaccante sudamericano, pur ancora a mezzo servizio perché condizionato da una forma fisica giocoforza ancora da ottimizzare, quando prende palla ed accelera è mostruoso. Ama svariare sull’intero fronte dell’attacco, contro l’Inter Guidolin gli ha ritagliato una posizione centrale alle spalle di Di Natale – si è praticamente piazzato tra le linee nerazzurre – ed ha letteralmente spaccato la retroguardia avversaria, costringendo Juan Jesus all’espulsione e i suoi compagni di reparto a continui falli per arginarne le iniziative. Oltre a tutto questo c’è un innato senso del gol: alla prima palla utile Luis Muriel ha trafitto Handanovic, così come aveva fatto nell’ultima gara del 2012 in casa dell’Atalanta. Un attaccante completo e brillante sotto il profilo della tecnica di base e del talento, a cui non manca davvero nulla per sfondare in palcoscenici di rilievo ancora maggiore.

ATTESO DA UNA ENORME CRESCITA – Ad impressionare è la sua decisività in condizione atletica ancora palesemente debole. Quando Luis Muriel avrà ritrovato una fisicità eccellente i margini di crescita risultano sconfinati: presto potrà abbinare il suo enorme bagaglio qualitativo alla costanza nelle accelerazioni ed in velocità sul lungo, fattori che lo collocheranno inevitabilmente tra i crac del nostro campionato. L’attaccante dell’Udinese ha un intero girone di ritorno per rilanciarsi alla grande, confermare le impressioni qui proposte e smentire gli scettici sul suo scarso impegno: alle volte è anche giusto lasciarsi andare alle sensazioni, e in Muriel si intravedono già i crismi del fuoriclasse vero. Udine è senza ombra di dubbio il luogo perfetto in questo momento: una piazza in cui si può lavorare al netto della pressione e crescere con calma e costanza, guidato peraltro da un allenatore che, in quanto a gestione di giovani potenziali, ha poco da apprendere.

CON DI NATALE ORA, CON FALCAO POI – L’Udinese ha ritrovato l’attaccante che le mancava e con il solito Totò può nascere una coppia devastante: Di Natale-Muriel ha tutte le qualità per rappresentare uno dei tandem più attrezzati e completi dell’intero panorama nazionale, sta al lavoro di Guidolin ed alla disponibilità al sacrificio del secondo trovare l’intesa e affinarla nel tempo. Certo è che i friulani ora hanno un’arma in più e sarebbe delittuoso non approfittarne per rilanciarsi con determinazione. Luis Muriel ha un anno e mezzo a disposizione per guadagnarsi la fiducia di Josè Pekerman: commissario tecnico della Colombia, ha già convocato l’attaccante dell’Udinese in due occasioni – un’amichevole non ufficiale contro la Guyana vinta per 7-1 con doppietta di Muriel, e nel suo debutto ufficiale (10 giugno 2012) nella sconfitta contro l’Ecuador – salvo poi dover rinunciare a causa del noto infortunio. Ora i problemi fisici sono alle spalle ed è iniziata la corsa di Luis Muriel verso Brasile 2014: ad attenderlo c’è quel Radamel Falcao da tanti ritenuto il centravanti più forte del mondo, il movimento calcistico colombiano è in enorme crescita – come dimostrano i diversi calciatori militanti nei campionati europei di spicco, vedi Yepes, Zapata, Armero, Zuniga, Cuadrado, Rodriguez, Guarin, Quintero, Martinez, lo stesso Falcao – e può spiccare il volo su una coppia gol di primissimo ordine.