Nasce Enrico Chiesa – 29 dicembre 1970 – VIDEO

Il 29 dicembre 1970 nasce Enrico Chiesa, uno degli attaccanti più talentuosi osservati sui campi della Serie A negli anni ’90

Enrico Chiesa è senza ombra di dubbio uno dei giocatori più talentuosi che abbiano calcato i campi della Serie A negli anni ’90. Annoverato tra i migliori attaccanti italiani della sua generazione, ha vestito la maglia della Nazionale tra il 1996 e il 2001, disputando l’Europeo 1996 e il Mondiale 1998. Le sue grandi qualità calcistiche gli sono valse due candidature per il Pallone d’oro, nel 1996 e nel 1997, gli anni in cui ha raggiunto il punto più alto della sua carriera. Generalmente schierato come centravanti o seconda punta, al suo esordio in Serie A con la maglia blucerchiata della Sampdoria coprirà anche il ruolo di esterno destro. Ambidestro e abile su calcio di punizione, era anche portato nei panni di suggeritore. La sua velocità lo rendeva molto efficace nelle manovre offensive di squadra.

Enrico Chiesa, gli anni di gavetta e l’esordio con la Samp

Originario di Genova, Chiesa si fa le ossa in alcune serie minori vestendo la maglia del Teramo e del Chieti, per esordire in Serie A con i blucerchiati nella stagione 1992-93. Disputa una buona stagione, ma viene girato nuovamente in prestito per due anni. Prima al Modena in Serie B, in cui segna 14 gol in 36 partite; e poi alla Cremonese in Serie A, dove ripete lo stesso score in 34 presenze e contribuisce in maniera decisiva a salvare la squadra dalla retrocessione. Le buone prestazioni spingono la Sampdoria a riprenderlo in squadra ed è a questo punto che Chiesa comincia a destare l’interesse dei club più altolocati, esplodendo letteralmente nella stagione 1995-96 con 22 gol in 27 partite, giocando al fianco di un altro talento nostrano come Roberto Mancini.

La consacrazione al Parma e l’approdo a Firenze

Tra le squadre più influenti e ricche di quegli anni figura anche il Parma, che compra il giocatore al termine di quella stagione. Con i gialloblu Chiesa raggiunge il punto più alto della sua carriera, tre anni intensi e ricchi di successi per lui, come la Coppa Italia e la Coppa Uefa nel 1999. Al Parma Chiesa forma una coppia d’attacco di grande caratura con Hernan Crespo e si laurea capocannoniere con 8 reti nella competizione europea di quell’anno.

Lascerà i parmensi a malincuore per trasferirsi a Firenze, dove complici numerosi infortuni non riuscirà a confermare le ottime prestazioni degli anni passati. Influirà negativamente sul suo rendimento anche una collocazione tattica a lui poco congeniale, ma riesce comunque ad eguagliare il proprio record personale di reti stagionali tra il 2000 e il 2001, segnando 22 gol in 30 partite ed entrando nel cuore dei tifosi viola, che versavano ancora in lutto per la perdita del fenomenale Gabriel Batistuta. Il suo contributo sarà fondamentale per la vittoria della Coppa Italia, ma sarà l’ultimo successo per l’attaccante.

Gli ultimi anni e il figlio d’arte

Il 30 settembre 2001, dopo un grave infortunio al ginocchio, inizia una lenta parabola discendente. La Fiorentina, senza il suo bomber, retrocede in Serie B, prima di essere declassata in C2 per dichiarato fallimento. Chiesa, ormai svincolato, trascorrerà le sue ultime stagioni alla Lazio e al Siena, per poi salutare la Serie A e ricominciare in Seconda Divisione con il Figline, dove chiuderà la sua carriera a causa di un nuovo grave infortunio.

Il maggiore dei suoi tre figli è il giovane Federico Chiesa, che sta emergendo come talento di grandi prospettive con la maglia della Fiorentina. Il figlio d’arte è già stato riconosciuto dalla collettività come uno dei giocatori chiave da cui ripartire nella rifondazione della Nazionale Italiana e il 23 marzo 2018 fa il suo debutto su convocazione di Luigi Di Biagio nell’amichevole contro l’Argentina persa per 2-0. Federico Chiesa sarà poi confermato anche dall’attuale ct Roberto Mancini, ex collega e compagno del padre ai tempi di Genova.


Il contenuto video fa parte della serie web Almanacco del Calcio, prodotto da Sport Review srl.