Nasce Gonzalo Higuain, il Pipita – 10 dicembre 1987 – VIDEO

Il 10 dicembre 1987 nasce Gonzalo Higuain, attaccante argentino visto in Italia con le maglie di Napoli, Juventus e Milan

Gonzalo Higuain nasce il 10 dicembre 1987 a Brest, in Francia. Insieme al fratello Federico, è figlio d’arte: suo padre, Jorge Higuain, è un ex calciatore con una carriera sportiva trascorsa tra i più grandi club argentini, dal Boca Juniors al River Plate, passando per il San Lorenzo. Gonzalo nasce durante l’unica esperienza europea di Jorge, proprio a Brest. Dopo il suo approdo tra i professionisti e la sua ascesa nel grande panorama calcistico, è stato soprannominato El Pipita proprio in memoria di suo padre, conosciuto come El Pipa. Trascorre in Francia solo i primi mesi della sua vita, per trasferirsi in Argentina con la famiglia in seguito all’approdo di papà Jorge presso la casa del River Plate. Il suo primo anno di vita è molto travagliato, complice una meningite fulminante che lo costringe a venti giorni di ospedale e ad assumere per un lungo periodo diversi farmaci per contrastare la malattia.

Gli esordi in Argentina

Gonzalo è un attaccante completo: ha grande visione di gioco, è ambidestro e può tranquillamente trasformarsi da puro e semplice finalizzatore a vero e proprio assist-man per i propri compagni del reparto offensivo. Muove i primi passi nell’Atletico Palermo, squadra del quartiere omonimo di Buenos Aires, per poi passare al River Plate all’età di dieci anni. Esordirà in prima squadra ancora minorenne il 29 maggio 2005 contro il Gimnasia La Plata. Con l’arrivo di Passarella sulla panchina dei Los Millonarios, il giovane attaccante trova più spazio e il primo gol – il 12 febbraio 2006 contro il Banfield. Le sue prestazioni in netta crescita accendono le sirene dei Blancos del Real Madrid, che il 14 dicembre 2006 lo acquistano a titolo definitivo per 13 milioni di euro su indicazione del tecnico Fabio Capello.

L’ascesa con il Real Madrid

Le Merengues rappresentano il palcoscenico ideale per l’ascesa di Gonzalo nel grande panorama internazionale. El Pipita esordisce l’11 gennaio 2007 in Coppa del Re contro il Betis; il 21 febbraio è la volta della Champions contro il Bayern Monaco, ma segna la prima rete tre giorni più tardi in una partita molto delicata, il derby di Madrid contro l’Atletico, regalando l’1-1 al Calderón. Il secondo gol, ancor più decisivo, porterà il Real alla vittoria per 4-3 sull’Espanyol e alla conquista del suo trentesimo titolo.

Nella stagione seguente fatica a trovare spazio a causa della spietata concorrenza di Raúl e van Nistelrooij, ma riesce comunque a dispensare ottime prestazioni fino alla definitiva consacrazione nella stagione 2008-09, favorito dal grave infortunio riportato dall’olandese. La stagione 2009-10 è la migliore con gli spagnoli, con ben 27 reti su 32 presenze che gli consentono di piazzarsi secondo in classifica marcatori dietro solo a Lionel Messi e davanti al neo acquisto madrileno Ronaldo. Resterà al Real fino al 2013, collezionando 190 presenze e 107 reti complessive.

L’approdo in Italia

La concorrenza in terra spagnola spinge l’attaccante alla ricerca di nuove, stimolanti sfide. Si presenta così presso la corte di Aurelio De Laurentiis al Napoli, dove conquisterà una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Lascerà inoltre una traccia indelebile nella nostra Serie A infrangendo il record assoluto di reti in un singolo campionato, che resisteva dai tempi di Nordahl nella stagione 1949-50. Per lui saranno 36 reti in 35 gare, l’apice di una carriera incredibile.

Il 2016, però, rimarrà nella storia del calcio italiano anche per il suo clamoroso passaggio alla Juventus per 90 milioni di euro. Con i bianconeri torna a vincere due titoli nazionali, risultando decisivo nella rimonta di San Siro ai danni dell’Inter che vale il settimo scudetto consecutivo per la Juventus, il primo nell’era VAR. L’arrivo di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid, però, costringe la Juventus a cederlo al Milan, squadra in cui milita tuttora.

La carriera con la Nazionale Albiceleste

In possesso inizialmente della sola cittadinanza francese, viene convocato da Domenech nel 2006, ma rifiuta la chiamata per ottenere il passaporto argentino, conservando entrambe le nazionalità. Nel 2009 esordisce con l’Argentina di Maradona nelle qualificazioni al Mondiale in Sudafrica, segnando all’esordio. Nel 2014 partecipa ai Mondiali in Brasile, cadendo in finale e risultando protagonista negativo della serata. È solo il primo dei tre grandi fallimenti con la Nazionale Albiceleste, cui seguiranno le sconfitte contro il Cile nelle due Copa America del 2015 e del 2016.


Il contenuto video fa parte della serie web Almanacco del Calcio, prodotto da Sport Review srl.