Pagina 178 – Calcio News 24

Friedkin, arriva una clamorosa indiscrezione dagli USA: si apre un nuovo capitolo! Tutti i dettagli

Friedkin, dagli Stati Uniti trapela un’indiscrezione destinata a pesare: si va verso una svolta. Tutti i dettagli che stanno circolando

La crescita del Friedkin Group nello sport globale continua senza confini. Dopo aver consolidato la propria presenza nel calcio europeo con gli investimenti su Roma, Everton e Cannes, la proprietà giallorossa è pronta a compiere un nuovo passo storico, questa volta negli Stati Uniti e nel mondo della Major League Baseball.

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Secondo il Wall Street Journal, Dan Friedkin sarebbe vicino a entrare nell’operazione di acquisizione dei San Diego Padres, una delle franchigie più rilevanti della MLB. Un affare destinato a segnare un punto di svolta: l’ingresso ufficiale del gruppo texano in un nuovo segmento sportivo di livello globale. L’investimento complessivo sfiorerebbe i 4 miliardi di dollari, cifra che stabilirebbe un nuovo record per il baseball americano. L’operazione, attesa alla chiusura nelle prossime settimane, coinvolgerebbe un consorzio di investitori di altissimo profilo, tra cui José E. Feliciano, Kwanza Jones e Joe Lacob, proprietario dei Golden State Warriors.

Si tratta di un tassello coerente con la strategia di espansione internazionale del Friedkin Group, sempre più orientato a diversificare la propria presenza oltre il calcio. Non è infatti il primo tentativo di sbarco oltreoceano: nel 2025 il gruppo aveva provato a rilevare i Boston Celtics con un’offerta superiore ai 6 miliardi di dollari, senza però arrivare alla chiusura. Ora, con i Padres, Friedkin sembra pronto a colmare quel vuoto, entrando ufficialmente nel mondo della MLB e rafforzando ulteriormente la propria posizione tra i grandi player dello sport globale.

Palestra Inter, pista calda: i nerazzurri ci provano, ma l’operazione presenta diversi ostacoli! Cosa può succedere

Palestra Inter, il corteggiamento nerazzurro è iniziato: ma sullo sfondo restano ostacoli pesanti. Tutti i dettagli

Il futuro di Marco Palestra continua a far discutere, e non solo per quanto mostrato in campo. Dopo il 3‑0 dell’Inter sul Cagliari, uno dei momenti più commentati è stato l’abbraccio a fine gara tra Cristian Chivu e il giovane esterno, di proprietà dell’Atalanta ma in prestito ai sardi. Un gesto semplice, ma sufficiente — come evidenziato da La Gazzetta dello Sport — ad alimentare nuove suggestioni di mercato attorno a uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano.

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La rosea descrive Palestra come il profilo ideale per un club che voglia investire su qualità, corsa e prospettiva. Il classe 2005 ha già attirato l’attenzione degli osservatori grazie alla sua capacità di unire gamba, lucidità e personalità sulla corsia. Resta però un punto fermo: il cartellino è dell’Atalanta, che finora non ha lasciato trapelare segnali di apertura a una cessione semplice o immediata. L’immagine di San Siro, però, ha inevitabilmente acceso la fantasia dei tifosi nerazzurri, che hanno letto il saluto con Chivu come un indizio di mercato.

La realtà, al momento, è più prudente. Il nome di Palestra potrebbe restare caldo nei prossimi mesi, ma ogni sviluppo dipenderà dalle strategie dell’Atalanta, che mantiene il pieno controllo sul futuro del giocatore. Non ci sono conferme su trattative avviate con l’Inter: esistono interesse, segnali e un frame diventato virale, ma il mercato resta nel campo delle valutazioni. Nel frattempo, il Cagliari si gode un talento che continua a far parlare di sé e che sembra destinato a restare al centro delle discussioni estive.

Prandelli sicuro: «Lewandowski o Bernardo Silva? Ecco chi prenderei. La Juventus il grande centravanti lo ha già in casa: è Vlahovic! Sul Milan dico questo»

Prandelli: «Lewandowski o Bernardo Silva? Ecco chi prenderei. La Juve il grande centravanti lo ha già in casa: Vlahovic»

Cesare Prandelli, ex commissario tecnico della Nazionale ed ex allenatore della Fiorentina, ha tracciato la sua personale mappa della corsa all’Europa che conta, analizzando lo stato di forma e le prospettive delle principali squadre italiane — Napoli, Milan, Juventus, Roma e Como — in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Un quadro ampio, che tocca ambizioni, limiti e margini di crescita delle pretendenti alla Champions.

Tra i temi centrali affrontati dall’ex ct, grande spazio è stato dedicato a Dusan Vlahovic, attaccante che Prandelli conosce bene dai tempi della Fiorentina. Il serbo è al centro delle strategie della Juventus, impegnata nella trattativa per il rinnovo, ma continua a essere seguito con attenzione anche dal Milan di Massimiliano Allegri, pronto a inserirsi qualora si aprissero spiragli di mercato. Di seguito, le parole e le riflessioni di Prandelli, che ha analizzato il presente e il futuro del centravanti bianconero e il ruolo che potrebbe avere nella corsa europea delle big italiane.

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JUVE BOLOGNA – «Non scherziamo. Per qualsiasi allenatore, l’unica partita che conta è quella che deve affrontare quel giorno. Programmi e tabelle lasciano il tempo che trovano. L’unico calcolo della Juventus deve essere quello di provare a vincere contro il Bologna. Un successo contro il Bologna regalerebbe a Spalletti un jolly per le ultime cinque giornate: sembrano poche, ma in realtà non è così. Al di là degli ultimi risultati, non mi aspetto che il Como molli: Fabregas può vincere tutte le ultime cinque giornate. Nemmeno Gasp frenerà, anche se una vittoria sull’Atalanta sarebbe stata fondamentale per accantonare le tensioni dell’ultimo periodo con Ranieri. Stimo sia Claudio che Gian Piero, ma da allenatore mi è sembrata una brutta storia, spiazzante»

RINNOVO SPALLETTI – «Luciano è un allenatore completo e ha meritato il rinnovo. L’ufficializzazione del prolungamento può dare una mano perché i giocatori sanno che resterà lui e si giocheranno la permanenza alla Juventus nelle ultime giornate»

LEWANDOWSKI O BERNARDO SILVA – «Tra i due, prenderei Bernardo Silva. La Juventus il grande centravanti lo ha già in casa: Vlahovic. Dusan ha dimostrato di essere da Juve con prestazioni, goal e leadership. L’ho allenato e lo conosco bene: se sta bene, con Spalletti può fare una stagione da 25-30 goal»

MILAN – «Rallentamento strano, ma alla fine paghi il conto se ti manca la punta centrale che la butta dentro. Quando sei costretto a schierare le ali come centravanti non ti può andare sempre bene»

VLAHOVIC MILAN «Allegri con Dusan magari non avrebbe vinto lo scudetto, ma di sicuro avrebbe lottato con Chivu fino all’ultima giornata. L’Inter ha una rosa superiore e alla fine i valori sono venuti fuori. Vanno fatti complimenti a Chivu: ha rivitalizzato diversi giocatori proponendo un calcio diverso da Simone Inzaghi, che comunque aveva vinto».

Sampdoria, tensione ai vertici: Manfredi‑Tey, rottura sempre più evidente. Ecco gli ultimi sviluppi

Sampdoria, esplode il caso societario: distanza crescente tra Manfredi e Tey. Ecco tutte le ultime e gli aggiornamenti

La pesante sconfitta per 0-3 contro il Monza non ha lasciato soltanto scorie tecniche, ma ha riportato in primo piano le tensioni interne alla Sampdoria. Davanti a oltre 28 mila spettatori, il Ferraris ha fatto da cornice a un quadro societario sempre più complesso, come riportato da Il Secolo XIX. Il ko non è stato l’unico elemento a far rumore: anche i segnali provenienti dai vertici del club hanno alimentato interrogativi e preoccupazioni.

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A colpire è stata soprattutto la presenza solitaria in tribuna del presidente Matteo Manfredi, che ha assistito alla partita lontano dal vice-presidente Francesco De Gennaro e dall’amministratore delegato Raffaele Fiorella. I due dirigenti, infatti, hanno seguito il match dalla tribuna superiore e non dal consueto box presidenziale, scelta interpretata dal quotidiano genovese come una vera e propria “spaccatura pubblica” ai vertici. Un’immagine che stride con il momento delicatissimo della stagione, in cui la Samp avrebbe bisogno di compattezza e chiarezza per programmare il futuro.

A rendere la serata ancora più pesante è stata la contestazione della Gradinata Sud. Manfredi ha lasciato lo stadio intorno alle 22:15, prima del terzo gol di Petagna, ma non prima di aver visto lo striscione esposto all’intervallo e un’immagine con il suo volto barrato in rosso, simbolo di un malcontento ormai evidente. Il risultato del campo fa male, ma ciò che emerge fuori dal rettangolo verde pesa forse ancora di più: la Sampdoria attraversa un passaggio critico, tra distanza ai vertici e protesta del tifo, e il clima attorno al club resta tutt’altro che sereno

Spalletti Juve, spunta il ‘patto Champions’ con i bianconeri! Il tecnico in allenamento martella sempre la stessa frase

Spalletti Juve, il tecnico stringe il patto Champions con i bianconeri: in allenamento una frase ripetuta senza sosta

In una settimana in cui una squadra fragile avrebbe potuto perdere la bussola, la Juventus di Luciano Spalletti ha invece mostrato solidità mentale e una maturità da grande gruppo. Nonostante i risultati favorevoli arrivati dagli altri campi — il doppio passo falso del Como e il successo di Bergamo — il tecnico toscano non ha permesso alcun rilassamento. Tra allenatore e squadra vige un patto chiaro: la corsa Champions deve essere portata avanti senza rimpianti, qualunque sia l’esito finale. È questo il messaggio ribadito alla Continassa, come riportato da Tuttosport.

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Spalletti si fida dei suoi uomini, ma pretende un ulteriore salto di qualità. Il mantra degli ultimi giorni è stato uno solo: “Serve di più, soprattutto più intensità”. I tre punti contro l’Atalanta non bastano, perché ora che i bianconeri sono stabilmente quarti l’obiettivo si alza. I passi falsi del Milan di Allegri hanno riacceso l’ambizione di un terzo posto che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile. Battere il Bologna stasera non è solo un obbligo per blindare l’Europa, ma il requisito necessario per presentarsi allo scontro diretto di San Siro con la possibilità concreta di agganciare il Diavolo.

Nella testa di Spalletti non ci sono calcoli né tabelle: c’è solo la cura maniacale della tenuta mentale. Durante le partitelle e i duelli, il tecnico ha scandito il ritmo con un continuo “Ancora di più”, convinto che replicare — o aumentare — l’intensità vista a Bergamo possa trasformare una buona stagione in una grande stagione. La sfida di stasera contro il Bologna pesa forse più della stessa gara col Milan: vincere significherebbe accorciare anche sul Napoli di Conte. La Juve dovrà essere spietata, lucida nella gestione e letale quando serve, evitando quei blackout difensivi che a dicembre fecero tremare Spalletti. È il momento dello scatto decisivo: guardare avanti, sempre, per costruire una mentalità vincente.

Bastoni guarda al Barcellona: esclusi i motivi economici e ambientali. Ecco cosa lo spinge davvero

Bastoni sogna il Barcellona: non c’entrano i fischi né l’Inter. Svelato il vero motivo della scelta e del possibile addio

Il calciomercato internazionale si infiamma attorno a uno dei punti fermi dell’Inter e della Nazionale: Alessandro Bastoni. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il difensore avrebbe manifestato il desiderio di misurarsi in futuro con il Barcellona, una scelta professionale più che una rottura con l’ambiente nerazzurro. Bastoni, infatti, non avrebbe alcuna intenzione di lasciare Milano per motivi economici o polemici, ma per completare un percorso di crescita che ritiene ormai pronto per un salto internazionale.

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La volontà del centrale non sarebbe legata né a offerte milionarie né al clima ostile vissuto in alcuni stadi italiani. In passato ha già rifiutato proposte faraoniche, come quella dell’Al Hilal, e nonostante i fischi ricevuti dopo gli episodi del 14 febbraio, non sembra intenzionato a lasciarsi condizionare dalle polemiche. La scelta del Barcellona risponderebbe invece alla volontà di compiere quello che considera il passo decisivo della carriera: a 27 anni, Bastoni sente l’esigenza di confrontarsi con un contesto tecnico diverso, in un club che storicamente valorizza difensori dotati di qualità, visione e costruzione dal basso.

Per l’Inter, però, questo scenario apre un bivio complesso. Il giocatore non vive alcun malessere a Milano, ma la sua ambizione di misurarsi con la Liga potrebbe costringere la dirigenza a valutare scenari finora impensabili. Trattenere un pilastro della squadra o cedere di fronte a un’offerta importante, reinvestendo poi sul mercato per rinnovare la rosa: è questo il dilemma che si profila all’orizzonte. E mentre Bastoni riflette sul futuro, l’Inter si prepara a una possibile estate di decisioni pesanti.

Sarri torna al Napoli? Il tecnico spiazza tutti in conferenza! Ecco cosa ha detto e i possibili scenari futuri

Sarri Napoli, ritorno possibile? Il tecnico sorprende tutti in conferenza: le sue parole aprono nuovi scenari

E se davvero Maurizio Sarri tornasse sulla panchina del Napoli? La suggestione, che fino a poche settimane fa sembrava pura fantasia, ha ripreso forza negli ultimi giorni, alimentata dal legame profondo che il “Comandante” ha sempre mantenuto con l’ambiente azzurro. Le voci si sono moltiplicate soprattutto in relazione al possibile approdo di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale: uno scenario che aprirebbe inevitabilmente un vuoto pesante a Castel Volturno.

Proprio Sarri, al termine di Napoli‑Lazio, è stato chiamato a commentare l’ipotesi in conferenza stampa. Il tecnico, che a Napoli ha lasciato un’impronta indelebile e un rapporto speciale con i tifosi, non si è sottratto alla domanda, alimentando ulteriormente il dibattito sul suo futuro.

Il suo nome resta così uno dei più chiacchierati in vista della prossima stagione, complice un intreccio di panchine che potrebbe ridisegnare gli equilibri del calcio italiano. Napoli osserva, Conte riflette, e Sarri resta sullo sfondo: una possibilità che continua a far discutere e che, per molti, avrebbe il sapore di un ritorno romantico.

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PAROLE – «Sono stato accostato al Napoli? Se è un sogno chiedetelo a chi mi ha accostato. Questa è un’eventualità molto remota, mi fa piacere ma è remota e lo sapete. Ho un contratto di altri due anni con la Lazio»

PRIMA VOLTA A NAPOLI – «Come ho sempre detto, non abbiamo vinto niente ma abbiamo fatto un viaggio bellissimo. Senza arrivare da nessuna parte, ma è stato bellissimo»

VITTORIA LAZIO «Non credo alla gestione delle partite, vanno aggredite altrimenti le subisci. Ho chiesto questo ai ragazzi, se avessimo pensato alla Coppa Italia avremmo fatto una brutta partita. Ho fatto giocare i più adatti, martedì faremo la conta su chi potrà giocare” ha spiegato Sarri».

Lewandowski Milan, incastro decisivo per Vlahovic? Tre scenari che possono ribaltare il mercato

Lewandowski Milan, intreccio di mercato con Vlahovic: tre scenari che possono cambiare l’estate di Serie A

Il prossimo mercato estivo di Serie A potrebbe essere sconvolto da un intreccio Torino‑Milano destinato a generare un vero effetto domino. Al centro di tutto c’è Robert Lewandowski, il cui futuro rischia di influenzare direttamente le strategie di Milan e Juventus, ma soprattutto la posizione di Dusan Vlahovic. Secondo La Gazzetta dello Sport, il Milan sta valutando seriamente l’idea di affondare il colpo per il centravanti polacco: un’operazione che, se concretizzata rapidamente, toglierebbe ai bianconeri la principale concorrente per Vlahovic, facilitando così la trattativa per il suo rinnovo. Con il ruolo di numero 9 coperto, la Juventus avrebbe infatti margini più ampi per blindare il serbo.

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Lo scenario cambia radicalmente se fosse invece la Juventus a muoversi con decisione su Lewandowski. L’arrivo del polacco all’Allianz Stadium renderebbe complicata la convivenza tecnica ed economica con Vlahovic, aprendo di fatto la porta a un trasferimento del serbo proprio al Milan. I rossoneri, da tempo alla ricerca di un centravanti giovane e già pronto per guidare il nuovo ciclo, accoglierebbero Vlahovic come perno del progetto tecnico, sfruttando l’occasione generata dall’eventuale scelta bianconera.

Esiste però anche un piano alternativo, nel caso in cui Lewandowski decidesse di non approdare in Serie A. In questo scenario, il Milan continuerebbe a monitorare Vlahovic, ma avrebbe già individuato un’opzione parallela in Premier League: Nicolas Jackson del Chelsea. L’attaccante senegalese, apprezzato per fisicità e margini di crescita, rappresenta il profilo scelto dalla dirigenza rossonera per non farsi trovare impreparata qualora gli incastri con Juventus e Barcellona non dovessero andare a buon fine. Un triangolo di mercato che promette scintille e che potrebbe ridisegnare gli equilibri offensivi del campionato.

Lukaku Napoli, conto alla rovescia per il rientro del belga: domani il ritorno in sede dopo un mese di stop

Lukaku Napoli, il belga verso il rientro: domani il ritorno a Castel Volturno dopo un mese di lavoro personalizzato

Romelu Lukaku è atteso domani a Castel Volturno, pronto a rientrare dopo un mese trascorso in Belgio per seguire un programma personalizzato, lo riporta il Corriere dello Sport. Il centravanti aveva annunciato il suo ritorno attraverso il suo agente, Federico Pastorello, che insieme al ds Manna ha gestito la vicenda con grande discrezione sin dalla sosta di marzo. Tutto era nato dalla decisione di Big Rom di rinunciare alla tournée della nazionale belga negli Stati Uniti, spiegando sui social di essere alle prese con un problema all’ileopsoas. Da lì, la scelta – non condivisa dal Napoli – di proseguire il recupero tra Bruxelles e soprattutto Anversa.

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Il club ha reagito aprendo un procedimento disciplinare e multando il giocatore per aver disatteso due convocazioni ufficiali. Una frattura importante nei rapporti con Antonio Conte, che pure è stato costantemente aggiornato sulle tabelle di lavoro e sulle condizioni fisiche dell’attaccante. L’ultimo confronto diretto tra i due risale alla trasferta di Cagliari del 20 marzo: Lukaku non entrò in campo, così come era accaduto contro il Lecce. Dopo il gol al Verona – l’unico di una stagione complicata – ha giocato appena sei minuti contro il Torino.

Il rientro a Castel Volturno rappresenta dunque un passaggio cruciale per capire se e come Lukaku potrà reinserirsi nel progetto tecnico di Conte. Il Napoli attende risposte sul piano fisico, ma soprattutto sul piano comportamentale, dopo settimane di tensione e scelte non condivise. La palla torna ora a Big Rom, chiamato a dimostrare sul campo di voler ancora essere parte del progetto azzurro.

Real Sociedad campione di Coppa del Re: Atletico Madrid battuto ai rigori. Marrero para tutto, fatali Sorloth e Julian Alvarez

Coppa del Re, trionfo Real Sociedad: Atletico ko ai rigori. Sorloth e Julian Alvarez sbagliano, Marrero diventa l’eroe della notte

La finale di Coppa del Re alla Cartuja ha regalato spettacolo fin dal primo minuto, con Real Sociedad e Atletico Madrid protagoniste di un 2‑2 ricco di colpi di scena. Dopo appena 14 secondi, Barrenetxea ha portato avanti i baschi, ma l’Atletico ha risposto con un gran diagonale di Lookman al 18’. Nel finale di primo tempo, il rigore trasformato da Oyarzabal ha riportato avanti la Real, che però si è vista raggiungere all’82’ da una prodezza di Julian Alvarez, autore di un sinistro sotto l’incrocio che ha mandato la sfida ai supplementari.

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Nei tempi extra non è mancata l’emozione: tra il 96’ e il 100’ prima Oskarsson si è visto negare il gol da Musso su un tap‑in ravvicinato, poi Julian Alvarez ha sfiorato la doppietta colpendo l’incrocio con un destro potente dal limite. La ripresa dei supplementari è stata invece più bloccata, con entrambe le squadre stanche e concentrate a non commettere errori, fino ad arrivare ai calci di rigore.

Dal dischetto, la serata si è tinta di biancoblù grazie al protagonista inatteso: Marrero, decisivo nel parare i rigori di Sorloth e dello stesso Julian Alvarez. Per la Real Sociedad hanno segnato Soler, Nico Gonzalez, Sucic, Almada, Munoz e Baena, mentre Oskarsson si è fatto ipnotizzare da Musso. A chiudere la serie è stato Marin, che ha trasformato il penalty decisivo consegnando alla squadra di Pellegrino Matarazzo una Coppa del Re memorabile contro l’Atletico di Simeone.

Holm Joao Mario, due percorsi che si incrociano e due destini ancora da definire: Spalletti punta forte sullo svedese

Holm Joao Mario, incastri, valutazioni e scenari aperti. Spalletti vede in Emil qualcosa di unico. Verso Juve Bologna…

Il destino di Joao Mario ed Emil Holm si è intrecciato dal 2 febbraio, quando Juventus e Bologna hanno deciso di scambiarsi i due esterni in cerca di una scossa alle rispettive stagioni. Il portoghese, arrivato a Torino solo in estate, è volato in Emilia per ritrovare continuità; lo svedese, protagonista a Bologna dal 2024, è approdato in bianconero anche per volontà di Spalletti, che lo stimava già ai tempi dello Spezia. Due opportunità colte al volo, senza voltarsi indietro, per dimostrare di essere molto più di una parentesi complicata. Le formule dei trasferimenti parlavano chiaro: prestito secco per Joao Mario, riscatto fissato a 18 milioni (bonus inclusi) per Holm. Tradotto: se ne riparla a fine stagione. Lo riporta Tuttosport.

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Le valutazioni, infatti, dipenderanno dalle prestazioni e dagli incastri di questo finale di campionato. Joao Mario ha saputo imporsi subito, conquistando la fascia destra del Bologna e diventando un titolare affidabile. Holm, invece, ha avuto un percorso più accidentato: un infortunio al secondo spezzone giocato ne ha frenato l’inserimento, lasciandolo titolare solo una volta. A Bergamo, però, ha mostrato di poter reggere il peso della maglia e delle responsabilità, segnale che nulla è perduto. La Juventus non sembra intenzionata a investire i 18 milioni pattuiti, ma potrebbe aprire a formule alternative. Allo stesso modo, il Bologna proverà a trattenere Joao Mario chiedendo un nuovo prestito con obbligo di riscatto a cifre più contenute, sotto i 10 milioni.

Molto dipenderà anche dagli scenari di aprile: una Juventus qualificata in Champions avrebbe un budget diverso per pianificare il mercato, mentre un Bologna in Conference League avrebbe bisogno di rinforzare la rosa per reggere il triplo impegno. Intanto, l’impatto di Joao Mario è stato evidente: con la gara di Torino raggiungerà le 13 presenze stagionali in rossoblù, le stesse accumulate in sei mesi alla Juventus, dove era finito ai margini prima con Tudor e poi con Spalletti. Le ragioni? Differenze di interpretazione del ruolo e una fase difensiva non sempre convincente nel contesto bianconero. A Bologna, invece, ha trovato l’ambiente ideale per esprimersi.

Holm, al contrario, deve ancora convincere Spalletti. Per essere considerato all’altezza della Juventus servono altri test, più minuti, ulteriori prove. La prestazione di Bergamo è stata un assaggio, ma il vero esame sarà il finale di stagione, con la squadra lanciata verso l’assalto Champions. Spalletti vede in lui un potenziale importante, un salto in avanti possibile, ma che richiede ancora tempo, continuità e una rincorsa da completare. In palio non c’è solo il futuro dei due esterni, ma anche un pezzo delle strategie estive di Juventus e Bologna.

Carnesecchi svela: «Non ho dormito per una settimana dopo l’errore con la Juventus. Sentivo di aver deluso i miei compagni»

Carnesecchi: «Non ho dormito per una settimana dopo l’errore con la Juventus. Sentivo di aver deluso i miei compagni». Le parole

Marco Carnesecchi ha ritrovato subito certezze dopo l’errore commesso contro la Juventus. Il portiere dell’Atalanta è stato infatti uno dei grandi protagonisti dell’1‑1 ottenuto dai nerazzurri all’Olimpico contro la Roma, al punto da essere premiato come MVP della partita grazie a una serie di interventi decisivi che hanno tenuto a galla la squadra di Gasperini nei momenti più delicati.

Al termine della gara, intervistato da Sky Sport, Carnesecchi è tornato proprio sull’episodio della settimana precedente, sottolineando come la prestazione contro la Roma rappresenti una risposta importante dopo il passo falso con la Juventus. Le parole:

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PAROLE – «Non ho dormito per una settimana. Stasera mi farò una bella dormita. Sabato scorso mi sono sentito male, sentivo di aver deluso i miei compagni e avevo bisogno di una partita così»

COPPA ITALIA E SERIE A – «E’ stata una grandissima partita, in Serie A se ne vedono poche con questa intensità. Ci prendiamo il punto e ora testa alla Coppa Italia che può svoltare la stagione. Ci giochiamo tutto anche noi. È la via più breve per andare in Europa League: non vediamo l’ora di giocare contro la Lazio».

Infortunati Roma, due tegole per Gasperini! Si fermano quei due giocatori: ecco le loro condizioni e le ultime

Infortunati Roma, notte complicata per Gasperini: due giocatori ko contro l’Atalanta. Ecco come stanno

La serata dell’Olimpico si è complicata al 60’, quando Gianluca Mancini ha chiesto il cambio per un indurimento muscolare. Il difensore giallorosso, appena rientrato dopo lo stop accusato contro l’Inter, ha preferito non rischiare e ha chiesto la sostituzione in via precauzionale, come riportato da Angelo Mangiante di SkySport. Gasperini ha inserito Ghilardi, ma la sensazione è che il problema sia stato gestito in tempo, evitando ricadute più serie. Mancini aveva saltato la gara con il Pisa dopo l’infortunio di San Siro, dove era comunque riuscito a segnare prima di uscire anzitempo.

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La Roma, però, non ha fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo che un nuovo allarme è arrivato al 77’, quando Devyne Rensch si è fermato per un problema muscolare alla coscia destra. Anche in questo caso è stato necessario il cambio immediato, con Tsimikas chiamato a subentrare. Un doppio stop che complica ulteriormente la gestione delle rotazioni per Gasperini, già alle prese con un’emergenza prolungata sul fronte infortuni.

Il tecnico giallorosso, infatti, deve fare i conti con un elenco di indisponibili che continua ad allungarsi: Dybala, Koné, i lungodegenti Ferguson e Dovbyk, oltre a Wesley, ormai vicino al rientro ma non ancora disponibile. In un momento cruciale della stagione, la Roma si ritrova così a fronteggiare un’altra serata segnata dagli infortuni, con due titolari costretti a lasciare il campo e nuovi accertamenti in programma nei prossimi giorni per valutare l’entità dei problemi muscolari.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 19 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Né Allegri, né Conte: “Klopp ct dell’Italia”

Il nome del prossimo commissario tecnico della Nazionale continua ad animare il dibattito: il tedesco è il profilo ideale

Non si conosce ancora il nuovo presidente della Figc, non se ne conoscono idee e programmi, eppure il dibattito è incentrato soprattutto su un aspetto: il nuovo ct della Nazionale.

Di candidati ne sono stati fatti tanti, qualcuno però in maniera più concreta di altri. È il caso di Conte che sembrava il favorito fino a qualche giorno fa. Il Napoli però non è intenzionato ad aspettare un addio troppo ritardato ed allora l’allenatore potrebbe anche di decidere di restare in azzurro, per non rischiare di rimanere con il cerino in mano.

Si è parzialmente tirato fuori anche Allegri, un altro dei candidati forti per il ruolo di commissario tecnico. Lui come Roberto Mancini, un ex che potrebbe tornare in Italia per cancellare il brutto ricordo della mancata qualificazione ai Mondiali 2022 e soprattutto della fuga in Arabia Saudita.

Ma potrebbe anche esserci un ct straniero e c’è un nome che piace più di tutti gli altri: Jurgen Klopp.

Italia, Di Gennaro propone Klopp: “È un idolo”

Il tedesco non allena ormai da qualche anno e, accostato anche alla panchina del Real Madrid, non sembra intenzionato ad accettare l’incarico in un club. Discorso diverso potrebbe essere per una Nazionale e il suo nome è fatto da Antonio Di Gennaro.

Conte a Dazn dopo una partita
Conte tra i candidati per la Nazionale (Screen youtube Dazn) – Calcionews24.com

L’ex calciatore a ‘TuttoSport’ parla proprio della vicenda relativa al nuovo commissario tecnico e caldeggia la candidatura di Klopp. “Conte ct sarebbe una garanzia – le sue dichiarazioni – come Allegri, ma per prima cosa deve esserci la struttura, come in una società. E serve pazienza”.

Quella che il Liverpool ha avuto con Klopp: “Ricorda i primi anni di Klopp al Liverpool? Ecco, a proposito di Klopp, lui per me è un idolo – afferma Di Gennaro -. Fosse per me lo porterei subito in nazionale, tutta la vita uno come lui!”.

Una sponsorizzazione che, al momento, non trova riscontro nei pensieri dei potenziali presidenti Figc in corsa (Malagò e Abete su tutti). Ci sono Conte, Allegri e Mancini in cima alle preferenze ed è probabile che da uno di questi nomi esca il prossimo allenatore dell’Italia. Salvo sorprese e Klopp potrebbe essere una di quelle che fanno davvero rumore.

Roma, Gasperini nel post gara: «Ranieri? Sono stato tirato dentro a questa cosa, non ho mai dato risposta e continuo a non farlo, non mi sembra una cosa bella»

Roma Atalanta, nel post gara Gasperini è intervenuto ai microfoni di Dazn per analizzare la sfida disputata all’Olimpico

Al termine di Roma Atalanta, Gian Piero Gasperini è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «Abbiamo prodotto di più abbiamo cercato di vincere la partita più dell’Atalanta, abbiamo cercato di fare risultato pieno fino alla fine. Ci sono state partite in cui ci siamo trovati in vantaggio e abbiamo fatto ottime gare. A Como eravamo in 10, le altre non le abbiamo perse tranne l’Inter. In questi scontri diretti abbiamo fatto bene»

CAMBIAMENTI SQUADRA – «Fino a metà dicembre abbiamo avuto continuità di formazione che ci ha garantito una grande tenuta difensiva. Quando è arrivato Malen abbiamo migliorato la frase offensiva ma abbiamo perso pezzi contemporaneamente. Quando è successo abbiamo pagato un po’ di più, ma era anche difficile la media punti iniziale»

RANIERI – «Sono stato tirato dentro questa cosa, Non ho mai dato risposta e continuo a non farlo, non mi sembra una cosa bella»

CHAMPIONS E PRIMA STAGIONE ALLA ROMA– «Abbiamo ancora 5 partite e lottiamo per dei traguardi. Abbiamo fatto un bel percorso, lottiamo ancora con Como e Juve, anche altre squadre come il risultato del Napoli. Io sono concentrato su questa situazione, dobbiamo concludere benissimo questo campionato. Prima stagione? È stata un’esperienza straordinaria, sono arrivato con tanto scetticismo e un po’ di sana rivalità. Ho una squadra che mi segue e sono grato ai giocatori e ai tifosi. Ciò che sarà tra un mese si affronterà a fine campionato».

Atalanta, Palladino non ha dubbi: «La partita più importante dell’anno sarà contro la Lazio in Coppa Italia»

Roma Atalanta, nel post gara Palladino è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare la sfida disputata all’Olimpico

Al termine di Roma Atalanta, Raffaele Palladino è intervenuto ai microfoni di Sky Sport . Queste le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro:

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PAROLE – «È stata una bella partita, giocata da due squadre che hanno messo intensità e coraggio, mi sono divertito. Non direi che abbiamo sciupato, abbiamo recuperato un punto sul Como e rimaniamo a -4 dalla Roma»

OBIETTIVI – «Noi come abbiamo sempre detto non molleremo fino all’ultimo secondo del campionato, ora i valori che stiamo dimostrando vengono fuori: con Juve e Roma abbiamo fatto due grandi prestazioni, ce la giochiamo con tutti e sono soddisfatto. Ora abbiamo probabilmente la partita più importante dell’anno contro la Lazio in Coppa Italia»

PRESTAZIONE – «Venire qui e giocare con personalità e spirito non era facile, ho fatto i complimenti ai ragazzi. Potevamo andare sul raddoppio quando eravamo sull’1-0, ma anche la Roma ha avuto occasioni, ci prendiamo questo punto e credo sia un risultato giusto: ora pensiamo subito alla Coppa Italia»

KRSTOVIC E SCAMACCA – «Nikola sta facendo bene, negli ultimi due mesi ha alzato il livello di score, Gianluca ora sta trovando meno spazio ma sa di avere la mia fiducia: deve continuare a lavorare. Oggi mi serviva un giocatore che tenesse a bada i difensori sui duelli, invece Gianluca viene incontro e palleggia di più. Prossima stagione? Pensiamo bene a finire questa e poi si vedrà».

Tottenham beffato ancora nel recupero: il Brighton agguanta il 2‑2 al 95’, notte amara per De Zerbi

Tottenham, altra notte da incubo per gli inglesi: il Brighton trova il 2‑2 al 95’ e frustra De Zerbi ancora una volta

Il Tottenham cercava disperatamente una vittoria per interrompere un digiuno che dura da mesi e, soprattutto, per uscire almeno momentaneamente dalla zona retrocessione. Invece, nel 33º turno di Premier League, è arrivata l’ennesima beffa. La squadra di Roberto De Zerbi, avanti per due volte davanti al proprio pubblico, si è vista raggiungere sul 2‑2 al 95’, vedendo sfumare una vittoria che avrebbe avuto un peso enorme nella corsa salvezza. A negare il primo successo dell’era De Zerbi è stato proprio il Brighton, la squadra che il tecnico italiano aveva guidato tra il 2022 e il 2024.

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Il match si era acceso già nel primo tempo: al 39’ Pedro Porro aveva portato avanti gli Spurs con un inserimento perfetto su assist di Xavi Simons, ma in pieno recupero Mitoma, entrato al 20’ per l’infortunato Gomez, aveva ristabilito la parità con uno splendido sinistro al volo. Nella ripresa il Tottenham era tornato avanti al 77’ grazie a un gran tiro di Xavi Simons, che dopo aver colpito l’interno del palo aveva battuto Verbruggen per il 2‑1. Sembrava il gol della svolta, ma ancora una volta il recupero si è rivelato fatale: al 95’, dopo un errore in uscita di Danso, Rutter ha trovato il pareggio con un tiro a giro che ha gelato lo stadio.

Il 2‑2 finale prolunga così l’incredibile astinenza da vittorie del Tottenham in campionato. Per ritrovare l’ultimo successo degli Spurs bisogna tornare al 28 dicembre, allo 0‑1 sul campo del Crystal Palace. Da allora, la squadra londinese ha raccolto appena sei punti ed è l’unica formazione della Premier League a non aver ancora vinto nel 2026.

Pagelle Roma Atalanta: Krstovic apre, Hermoso risponde! Perfetta parità all’Olimpico – I VOTI

Pagelle Roma Atalanta: i Top e Flop tra i protagonisti del match, valido per la 33a giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Roma Atalanta: i giudizi sui protagonisti del match, valido per la 33a giornata di Serie A 2025/26. Ecco i voti:

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I VOTI

ROMA (3-4-2-1): Svilar 6.5; Mancini 6 (60′ Ghilardi 6), Ndicka 6, Hermoso 7; Celik 6, Cristante 6, El Aynaoui 5.5 (60′ Pisilli 6), Rensch 6.5 (77′ Tsimikas sv); Soulé 6.5 (71′ Vaz 6), El Sharaawy 6 (60′ Venturino 6); Malen 6.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; Scalvini 6 (46′ Kossounou 6), Djimsiti 6, Kolasinac 6 (46′ Ahanor 6); Bellanova 6 (54′ Bernasconi 6), De Roon 6, Ederson 6.5 (80′ Pasalic sv), Zappacosta 6; De Ketelaere 6 (46′ Zalewski 6), Raspadori 6; Krstovic 7.

Moviola Roma Atalanta, l’episodio chiave del match di Serie A diretta dall’arbitro Marcenaro! Ecco cosa è successo all’Olimpico

Moviola Roma Atalanta, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 33ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Roma Atalanta, valido per la 33ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Marcenaro.

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LA MOVIOLA

La partita dell’Olimpico vive un primo tempo ricco di episodi e interventi arbitrali. L’Atalanta passa in vantaggio al 12’ con Krstovic, bravo a trasformare un filtrante con un tiro preciso sul palo sinistro, rete poi confermata dal VAR al 14’. La Roma reagisce con decisione: Malen e Soulé impegnano più volte Carnesecchi, mentre Svilar salva i suoi su un’occasione clamorosa di Ederson. Al 45’ arriva il meritato pareggio: Mario Hermoso svetta sul cross e insacca nel sette, firmando l’1‑1 che chiude la prima frazione. Nel mezzo, tanti duelli fisici, diversi falli fischiati da Marcenaro e una lunga serie di corner per entrambe le squadre, con la Roma più pericolosa ma imprecisa sotto porta.

La ripresa si apre con una raffica di cambi dell’Atalanta, che inserisce Bernasconi, Kossounou, Ahanor e Zalewski già all’intervallo. La Roma risponde con personalità, sfiorando il vantaggio con Hermoso (traversa al 75’) e con Malen, fermato ancora da un ottimo Carnesecchi. Al 63’ il portiere atalantino salva i suoi su un tiro sotto la traversa dell’olandese, mentre Svilar si oppone bene ai tentativi ospiti. La gara si accende anche sul piano disciplinare: ammoniti Pisilli e Ederson, con l’arbitro costretto più volte a calmare gli animi. Nel finale, l’infortunio di Rensch costringe la Roma al cambio forzato con Tsimikas, mentre l’Atalanta inserisce Pasalic. Nonostante le tante occasioni e un ritmo elevato, la partita scivola verso un secondo tempo senza gol, segnato da interventi decisivi dei portieri e da una gestione arbitrale attenta nei momenti più caldi del match.

Calciomercato Lazio, arriva Pedraza! Il terzino spagnolo conferma l’addio al Villarreal e prepara lo sbarco in Serie A

Calciomercato Lazio, colpo a parametro zero: Pedraza annuncia l’addio al Villarreal e conferma il trasferimento

Alfonso Pedraza ha ufficializzato il proprio futuro annunciando che dalla prossima stagione vestirà la maglia della Lazio. Durante la presentazione del Trofeu Villarreal CF, il terzino sinistro ha comunicato l’addio al club che lo ha cresciuto e accompagnato per tutta la carriera, confermando quanto riportato dall’agenzia EFE. Pur avendo già scelto la sua prossima destinazione, Pedraza ha garantito massimo impegno fino all’ultima giornata.

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PAROLE – «Giocherò nella Lazio ma fino all’ultimo minuto darò tutto come ho sempre fatto; sono qui da tutta la vita e sono orgoglioso di ciò che ho realizzato, per questo sarò un professionista fino alla fine»

In scadenza di contratto, il laterale spagnolo lascerà il Villarreal a parametro zero, chiudendo un lungo ciclo in maglia gialla e aprendo una nuova fase della sua carriera in Serie A. La Lazio si assicura così un rinforzo di esperienza internazionale e grande affidabilità, mentre Pedraza si prepara a salutare il suo pubblico con la promessa di onorare fino all’ultimo giorno la maglia che ha indossato.

Gasperini Ranieri, esplode il dibattito: i tifosi della Roma si schierano e commentano la settimana di tensione

Gasperini Ranieri, il caso accende l’ambiente: la reazione dei tifosi allo stadio e la posizione del popolo giallorosso

«Qualsiasi sia il ruolo che uno occupa all’ombra di questo nome siamo tutti obbligati a garantire romanismo, impegno e valore. L’AS Roma è una cosa seria»: con queste parole, il tifo giallorosso ha sintetizzato il clima della settimana appena trascorsa, una delle più delicate degli ultimi mesi. Al centro del dibattito sono finite le dichiarazioni di Claudio Ranieri, senior advisor della famiglia Friedkin, e quelle di Gian Piero Gasperini, che hanno acceso discussioni e riflessioni sull’identità e sulla direzione del club.

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Tutto è iniziato prima della gara contro il Pisa, quando Ranieri aveva affrontato temi legati alle scelte di mercato e alla guida tecnica della Roma. A distanza di sette giorni è arrivata la replica di Gasperini, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, chiudendo il cerchio di una settimana intensa e seguita con grande attenzione dall’ambiente romanista.

PAROLE RANIERI – «Io sono senior advisor della proprietà, non di Gasperini. Io ho scelto 5-6 allenatori, tre non sono venuti. La società ha preso Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta: partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici».

PAROLE GASPERINI – «C’è stata un’intervista venerdì scorso di Ranieri che ha creato delle situazioni, per me è stata una sorpresa incredibile. Non c’è mai stato un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che abbiamo fatto, che nei rapporti tra noi due. Non me lo aspettavo».

Scudetto Inter, fissata la data del possibile trionfo: ecco quando può diventare matematico

Scudetto Inter: ecco quando può arrivare la matematica certezza del 21º titolo per i nerazzurri. Lo scenario

L’Inter vede ormai il traguardo vicinissimo e tra i tifosi rimbalza una domanda inevitabile: lo scudetto può arrivare già la prossima settimana? La sconfitta del Napoli al Maradona contro la Lazio ha ampliato il divario in classifica, portandolo a 12 punti quando mancano solo quattro giornate alla fine. Un margine enorme che consegna alla squadra di Cristian Chivu il primo vero match point per chiudere i giochi e cucirsi sul petto la storica seconda stella.

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Il calendario indica una data chiave: 26 aprile, giorno della trasferta contro il Torino all’Olimpico Grande Torino. In caso di vittoria, i nerazzurri potrebbero festeggiare matematicamente il 21º scudetto, ma a una condizione: il Napoli non deve vincere. Perché il trionfo diventi realtà già quel giorno, infatti, servirà non solo il successo dell’Inter, ma anche una mancata vittoria degli azzurri.

Ed è proprio il Napoli a determinare il primo snodo di questo possibile epilogo anticipato. Due giorni prima della gara dei nerazzurri, gli uomini di Calzona affronteranno la Cremonese nell’anticipo del venerdì: un successo partenopeo rimanderebbe la festa interista, mentre un pareggio o una sconfitta spalancherebbero a Chivu la possibilità di chiudere i conti già a Torino. Già venerdì sera, dunque, si capirà se l’Inter potrà presentarsi al match point con la chance concreta di coronare un campionato dominato dall’inizio alla fine.

Milinkovic-Savic una sentenza come para-rigori: record europeo, in Napoli Lazio ha raggiunto questo traguardo clamoroso! Il dato

Milinkovic-Savic si è confermato una sentenza come para-rigori: record europeo in virtù del penalty neutralizzato in Napoli Lazio

Il calcio moderno esige portieri in grado di incidere in ogni singola fase del match, e neutralizzare un tiro dagli undici metri rappresenta senza dubbio l’apice dell’esaltazione per un estremo difensore. La recente sfida di campionato ha messo in luce, ancora una volta, le straordinarie doti da pararigori di Vanja Milinkovic-Savic. L’estremo difensore serbo ha confermato di essere un vero e proprio incubo per i tiratori avversari, respingendo un penalty fondamentale. Un gesto atletico superbo che lo proietta in cima alle speciali classifiche continentali, pur non avendo portato punti alla sua squadra in un match molto complicato.

Il primato nei top 5 campionati europei: raggiunto David Soria

Analizzando i dati a partire dalla stagione sportiva 2021/2022, emerge un dettaglio impressionante sulle capacità del portiere. Considerando i maggiori cinque campionati europei, nessuno è riuscito a neutralizzare più penalty rispetto al colosso serbo. Con l’ultimo intervento decisivo, il numero uno ha raggiunto l’incredibile quota di otto rigori parati nelle ultime cinque stagioni agonistiche.

Si tratta di un traguardo statistico eccezionale che gli permette di condividere la vetta di questa prestigiosa graduatoria internazionale esclusivamente con l’estremo difensore spagnolo David Soria. La sua imponente stazza fisica, unita a un formidabile istinto e a uno studio meticoloso dei rigoristi avversari, lo rende un ostacolo quasi invalicabile dagli undici metri.

L’illusione su Zaccagni e l’amarezza per la sconfitta

L’ennesima dimostrazione di questo talento puro è andata in scena proprio durante l’ultimo incontro ufficiale. Trovatosi a tu per tu con Mattia Zaccagni, attaccante implacabile in queste situazioni, Vanja Milinkovic-Savic ha sfoderato un intervento da vero campione, ipnotizzando l’avversario e respingendo la massima punizione.

Purtroppo per lui e per l’intero ambiente, però, questa prodezza tecnica si è rivelata inutile ai fini del tabellino finale. L’entusiasmo per l’occasione sventata non è bastato a invertire l’inerzia della gara: alla fine, infatti, la Lazio ha vinto 2-0, sbancando lo stadio e vanificando lo sforzo eroico del portiere. Resta la magra consolazione personale per un primato europeo assoluto, a testimonianza di una reattività tra i pali che ha pochi eguali nel panorama calcistico odierno.

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Infortunio Lazzari: si ferma l’esterno della Lazio contro il Napoli. Le condizioni e quanto potrebbe rimanere ai box

Infortunio Lazzari: stop per l’esterno della Lazio nel match contro il Napoli. Le condizioni e quanto rimarrà fuori

La sfida di campionato tra Napoli e Lazio lascia in dote una preoccupazione non indifferente per lo staff tecnico della compagine capitolina. Se da un lato il risultato sorride ai biancocelesti, dall’altro l’allenatore Maurizio Sarri deve fare i conti con una brutta tegola arrivata nelle battute conclusive della partita. Giunti all’82’ del secondo tempo, infatti, il mister è stato costretto a ricorrere a un cambio d’emergenza: Manuel Lazzari ha dovuto alzare bandiera bianca, lasciando il proprio posto sulla fascia a Elseid Hysaj. La causa dell’uscita anticipata dal terreno di gioco è da attribuire a un improvviso problema muscolare che ha colpito la gamba del terzino italiano, rendendogli impossibile continuare a correre e lottare sul prato dell’impianto campano.

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La dinamica dello stop e l’intervento medico

La serietà del guaio fisico è parsa piuttosto evidente fin dai primi istanti. Il cursore di fascia destro, percepita la fitta dolorosa, ha immediatamente chiesto il cambio indirizzando ampi gesti verso la propria panchina. Un segnale d’allarme chiarissimo che testimonia l’impossibilità di proseguire la gara. I sanitari del club romano si sono subito mobilitati, analizzando a caldo la situazione dell’arto colpito direttamente a ridosso della linea laterale, prima di accompagnare precauzionalmente il calciatore verso gli spogliatoi per evitare ulteriori complicazioni.

I tempi di recupero e l’attesa per gli esami strumentali

Al momento regna la massima prudenza. L’equipe medica valuterà attentamente le condizioni di Lazzari durante le prossime quarantotto ore per definire la reale gravità del danno. Attualmente non è possibile avanzare ipotesi certe sui tempi di recupero, ma questa assenza forzata rischia di pesare come un macigno sulle rotazioni della rosa, specialmente in una fase così congestionata che vede la Lazio impegnata anche sul fronte della Coppa Italia, competizione che richiede un grande dispendio di energie fisiche e nervose.

Nel quartier generale biancoceleste si respira un’aria di forte attesa. La speranza di Sarri è che il fastidio si riveli un banale affaticamento muscolare da sovraccarico e non una lesione vera e propria. Solamente i futuri esami strumentali a cui si sottoporrà l’atleta potranno sciogliere ogni dubbio e chiarire l’entità esatta dell’infortunio.

Napoli crolla al Maradona e interrompe la striscia d’imbattibilità: dalla Lazio alla Lazio, il clamoroso tabù durato oltre un anno

Napoli, perdendo contro la Lazio, ha interrotto la striscia di imbattibilità al Maradona che durava da oltre un anno

La Lazio si conferma ancora una volta la vera e propria bestia nera del Napoli. Nell’attesissimo anticipo valido per la 33sima giornata di Serie A, gli uomini guidati da Antonio Conte sono incappati in un brusco stop casalingo. Una sconfitta pesante che rischia di rimettere pericolosamente in discussione la fondamentale qualificazione in Champions, un traguardo stagionale che sembrava ormai ampiamente in ghiaccio per i partenopei.

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Cade l’imbattibilità in campionato al ‘Diego Armando Maradona’

L’aspetto più clamoroso della serata è senza dubbio il crollo del fattore campo. Prima di questo passo falso, in questo campionato il Napoli non aveva mai perso nel proprio stadio. Fino a ieri, il bilancio stagionale in Serie A tra le mura amiche era stato a dir poco eccellente: gli azzurri avevano conquistato undici vittorie, pareggiando solo quattro volte.

Le uniche amarezze stagionali davanti al proprio pubblico, per la squadra di Conte, erano arrivate esclusivamente nelle coppe: la sconfitta in Champions League contro il Chelsea per 2-3 e l’inaspettata eliminazione incassata ai calci di rigore contro il Como nei quarti di finale della Coppa Italia.

Il clamoroso precedente: un tabù durato oltre un anno

La caduta interna in campionato ha un sapore statistico molto particolare. Per rintracciare l’ultima sconfitta casalinga degli azzurri in massima serie bisogna infatti riavvolgere il nastro di oltre un anno, tornando alla Serie A 2024/2025. E l’avversario era lo stesso: l’8 dicembre 2024 fu proprio contro la Lazio che i partenopei si arresero, puniti nel finale da un decisivo gol di Isaksen. Soltanto un mese prima, la squadra aveva subìto un pesante 0-3 interno ad opera dell’Atalanta di Gasperini.

La quarta vittoria consecutiva: un record storico per la Lazio

Il dato emerso al triplice fischio certifica un dominio assoluto. Come evidenziato dai dati raccolti da Opta, nessuna squadra era mai riuscita a vincere quattro volte di fila in casa degli azzurri in Serie A.

La straordinaria striscia positiva della Lazio al ‘Maradona’ è iniziata nel 2023 con uno 0-1, a cui hanno fatto seguito altri tre clamorosi successi consecutivi (1-2, 0-1 e l’odierno 0-2). Un parziale impressionante che ha visto i biancocelesti incassare solo un gol dal Napoli in quattro sfide disputate in terra campana.

Infortunio Gnabry, tegola per il Bayern Monaco! Lungo stop per il tedesco, svelate le sue condizioni ufficiali

Infortunio Gnabry, lungo stop per l’esterno del Bayern Monaco! Le sue condizioni ufficiali e quanto rimarrà ai box

Pessime notizie per i tifosi bavaresi e per lo staff tecnico, costretti a fare i conti con un’infermeria che torna a riempirsi in una fase cruciale della stagione sportiva. Il Bayern Monaco sarà obbligato a fare a meno di uno dei suoi talenti più cristallini e determinanti nel reparto offensivo. Nelle scorse ore, infatti, è arrivata l’ufficialità riguardante lo stop forzato di Serge Gnabry, che dovrà restare lontano dai campi da calcio per diverse settimane a causa di un grave problema di natura fisica.

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L’esito degli esami: lesione alla coscia destra

Dopo i necessari accertamenti clinici e strumentali condotti dallo staff medico del club tedesco, l’esito degli esami non ha lasciato spazio a interpretazioni positive. Il forte esterno d’attacco ha riportato un doloroso strappo agli adduttori della coscia destra. Una diagnosi severa, che richiede un primo periodo di assoluto riposo e successive terapie specifiche prima di poter iniziare la delicata fase di riatletizzazione. Di conseguenza, Kompany dovrà fare a meno del proprio fuoriclasse per un periodo prolungato, perdendo una pedina tattica fondamentale, capace di scardinare le difese avversarie con strappi, tecnica e accelerazioni fulminee.

Il messaggio della società e l’affetto dei tifosi

Subito dopo aver diffuso il report medico, la dirigenza della compagine bavarese ha voluto stringersi attorno al proprio tesserato, esprimendo massima vicinanza e supporto psicologico in questo difficile momento. Attraverso i propri canali istituzionali, la società ha inviato un messaggio di sostegno inequivocabile: “Buona e rapida guarigione, Serge!”. Un augurio caloroso condiviso e amplificato immediatamente da migliaia di sostenitori sui social network.

L’impatto sulle gerarchie tecniche bavaresi

Questa pesante defezione rappresenta una vera tegola per le ambizioni della squadra, impegnata a lottare con il coltello tra i denti su più fronti, tra le ostiche sfide della Bundesliga e le magiche notti europee. L’allenatore dovrà ora correre ai ripari e rimescolare le carte nel settore offensivo, cercando soluzioni alternative valide per sopperire alla prolungata assenza dell’asso tedesco. L’obiettivo dell’equipe sanitaria sarà quello di monitorare i progressi giorno per giorno, riconsegnando il giocatore alla panchina in totale sicurezza ed evitando qualsiasi rischio di ricaduta.

Atalanta, Palladino mantiene il focus sulla Roma: «Non pensiamo alla Lazio, concentrati su questa partita. Krstovic ha superato Scamacca? Rispondo così»

Atalanta, Raffaele Palladino ha parlato così prima della Roma, sfida valida per la 33ª giornata di Serie A 2025/26

DaznRaffaele Palladino ha parlato prima di Roma Atalanta.

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PENSANO ALLA LAZIO IN COPPA ITALIA – «No, siamo concentratissimi sulla partita di stasera, perché per noi è una partita molto importante. Possiamo ovviamente riaprire i giochi per l’Europa in una posizione alta di classifica, possiamo avvicinarci alla Roma qualora la partita dovesse andare bene. È normale che per noi è un percorso che parte da cinque mesi a questa parte e ogni volta che magari facciamo un passo falso sembra che ci crolli il mondo addosso, ma noi non molliamo fino alla fine. Cercheremo di dare battaglia in tutte queste partite, perché abbiamo fatto una grande scalata, una grande rimonta e stasera è l’occasione giusta contro una grande squadra, che vuole fare punti. Ci giocheremo una bella partita, non pensando assolutamente alla partita di mercoledì, ma pensando alla partita di stasera. Poi da domani penseremo alla Coppa Italia».

SI GIOCANO TUTTO NELLE ULTIME PARTITE «No, questo lavoro è fatto di pressione, di motivazioni e di responsabilità. Noi le vogliamo, perché queste sono le partite belle da giocare. Le partite inutili non ti danno niente, non ti danno motivazioni. Invece oggi abbiamo grande ambizione e grande motivazione per confrontarci contro una squadra forte nel loro stadio. Sappiamo che sarà una bella partita, a viso aperto. Chi vincerà più duelli individuali avrà più possibilità di vincere e dobbiamo interpretare bene la gara, ma l’abbiamo preparata bene».

KRSTOVIC HA SUPERATO SCAMACCA NELLE GERARCHIE «Io credo di avere a disposizione una rosa di grandi giocatori e questo va dato merito alla società, alla famiglia Percassi e al direttore Tony D’Amico, che hanno costruito una grande squadra in questi anni. Ho tutti i ruoli doppi, con giocatori forti in ogni posizione. L’avvicendamento davanti fa parte anche delle caratteristiche che mi servono in determinate partite. Oggi mi serviva un giocatore che attaccasse di più la profondità, perché loro sono bravi nei duelli. Gianluca ha caratteristiche diverse ed è comunque un giocatore importante per noi».

Lo riporta vocegiallorossa.

Roma, Massara prima dell’Atalanta: «Settimana difficile? Situazione normale protesa a far crescere la squadra. Ecco la posizione della proprietà e cosa succede per i rinnovi»

Roma, Ricky Massara ha parlato così prima dell’Atalanta, sfida valida per la 33ª giornata di Serie A 2025/26

DaznRicky Massara ha parlato prima di Roma Atalanta.

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SETTIMANA DIFFICILE – «La squadra è concentrata, è concentrata e determinata sulla partita. Questi giocatori sono un gruppo di giocatori seri che hanno sempre dimostrato la loro capacità di focalizzarsi sul campo e sulle gare. Non è mai mancato il loro contributo in questo senso e quindi siamo molto determinati e consapevoli che la partita di questa sera è molto importante per poter raggiungere un grande obiettivo».

LA SUA POSIZIONE – «Questa è una situazione di una dialettica normale che esiste in tutte le società e che è esclusivamente protesa a far crescere la squadra, a far crescere il club. Abbiamo tutti un unico obiettivo, quello di costruire una Roma sempre più forte. È iniziato un percorso quest’anno che ci sta dando già delle soddisfazioni e lavoriamo tutti nella direzione di poter costruire qualcosa di sempre maggiormente importante».

POSIZIONE DELLA PROPRIETA‘ – «La proprietà parla con i fatti. Noi abbiamo la fortuna di avere una grande proprietà che sta facendo grandissimi investimenti e sta supportando il club in tutte le sue componenti per svilupparlo ai massimi livelli. Questa è la cosa più importante: è vicina a tutte le componenti per cercare, come ho detto prima, di costruire qualcosa di grande. Hanno già fatto moltissimo e ancora faranno. Devo dire che è un grande privilegio lavorare con questa proprietà».

RINNOVI «C’è un dialogo aperto con tutti i giocatori che sono in scadenza di contratto a giugno, un dialogo aperto con loro e con i loro agenti. Devo dire che la situazione è piuttosto fluida e comunque valuteremo insieme se ci saranno delle condizioni tecniche, economiche e una condivisione per poter proseguire insieme».

Lo riporta vocegiallorossa.

Lazio, Sarri esulta dopo il 2-0 in casa del Napoli: «Non perdiamo da un anno quindi qualche soddisfazione c’è! Ecco cosa ho detto alla squadra»

Lazio, Maurizio Sarri ha commentato così la clamorosa vittoria in casa del Napoli. Queste le sue dichiarazioni

A Dazn, Maurizio Sarri ha parlato dopo Napoli Lazio 0-2.

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PARTITE – «Questa squadra nell’ultimo mese e mezzo ha sbagliato solo a Firenze. Io ho detto ai ragazzi che le partite vanno aggredite. Dobbiamo giocare in maniera tosta e convincente anche nelle prossime sfide».

STAGIONE – «La stagione è stata pesante e ci sono state anche soddisfazioni, una partita con la Juventus l’abbiamo pareggiata con il Napoli non perdiamo da un anno quindi qualche soddisfazione c’è. Ci sono segnali di miglioramento della squadra e di altri singoli».

ADATTAMENTO – «Io penso che ci sia un adattamento alle caratteristiche dei nostri. Non abbiamo molti palleggiatori ma giocatori che hanno uno strappo. Quindi provo a metterli a loro agio e non a disagio con un calcio che non hanno nelle corde».

TAYLOR – «Mentre uscivo dal campo ho visto Hamsik. Penso che sita stato tutto quello che volevo io da avversario. Taylor è abbastanza giovane, si èa adattato al nostro calcio subito praticamente e sta facendo bene. Per essere i primi mesi che è qua che non è uno dei più belli ma è uno dei più difficili sta facendo molto bene».

CANCELLIERI – «Io penso che la scelta dei tre davanti la ho fatta perché erano i tre piè adatti a questa partita. Ha qualità fisiche immense fisiche e tecnicamente non è male deve migliorare le scelte e lo sta facendo per diventare un giocatore».

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