Serie A: il paracadute per le retrocesse, ecco come funziona

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Il paracadute della Serie A per le squadre che scendono in Serie B: ecco come funziona e quanto andrebbe inoltre a guadagnare ogni singolo club retrocesso in questa stagione

Ultime giornate, tempo di verdetti per la Serie A. Anche e soprattutto in ottica retrocessione: scendere di categoria è di per sé una sciagura, ma non davvero tale se consideriamo che tutte squadre a retrocedere potrebbero guadagnarci. Sì, avete capito bene perché, non è un mistero ormai, andare in Serie B per moltissime squadre può essere un vero e proprio affare. Merito del cosiddetto “paracadute”, ovvero il sistema congegnato dalla Lega per aiutare le squadre che, perdendo i diritti televisivi della Serie A, rischiano di essere fagocitate dalla crisi. A loro dunque viene assegnato un vero e proprio tesoretto, proporzionale rispetto al numero di stagioni passate in Serie A. Per questo il paracadute in Serie A non è in verità solo uno. Ci sono tre paracaduti, ovvero tre fasce di incassi destinate alle squadre che retrocedono per ogni anno:

PARACADUTE FASCIA A
(squadre che retrocedono dopo un anno in Serie A) – 10 milioni di euro

PARACADUTE FASCIA B
(squadre che retrocedono dopo due anni in Serie A, anche non consecutivi, nell’ultimo triennio) – 15 milioni di euro

PARACADUTE FASCIA C
(squadre che retrocedono dopo tre anni in Serie A, anche non consecutivi, nell’ultimo quadriennio) – 25 milioni di euro

Paracadute Serie A: quanto guadagnerebbero i club retrocessi

Rispetto al recentissimo passato la Lega di A non ha fissato un budget massimo per il paracadute. Due anni fa, per esempio, l’importo per le retrocesse in totale non poteva superare i 60 milioni di euro: se per esempio andavano in B tre squadre di fascia C (25 per tre), la Serie A non era in grado di sborsare 75 milioni di euro e quindi andava a ridurre il budget di ogni squadra proporzionalmente fino ad arrivare alla soglia di 60. Da un paio i stagioni invece il discorso è cambiato: si potrà arrivare a spendere anche il massimo (75 milioni, appunto) qualora tre squadre di ultima fascia dovessero salutare la A. Va ricordato come il paracadute, da regolamento, va pagato alle retrocesse in tempi brevissimi: il 40% va versato il giorno successivo alla fine del campionato (quest’anno il 27 maggio) in ottica calciomercato estivo, il restante 60% entro quindici giorni dalla disputa della prima partita ufficiale (una di Coppa Italia ad agosto) della nuova stagione. Facile a questo punto fare due conti sulle squadre retrocesse o che rischiano seriamente di retrocedere in questa stagione.

Ecco dunque qual è il quadro per la stagione 2018/2019 tra le squadra in lotta per non retrocedere o già retrocesse:

  • CHIEVO (fascia C, in Serie A per undici stagioni consecutive): 25 milioni di euro
  • FROSINONE (fascia A, in A solo quest’anno nell’ultimo triennio): 10 milioni
  • EMPOLI (fascia B, in A due volte non consecutive nell’ultimo triennio): 15 milioni
  • UDINESE (fascia C, in A per ventiquattro stagioni consecutive): 25 milioni
  • GENOA (fascia C, in A per dodici stagioni consecutive): 25 milioni di euro
  • PARMA (fascia A, in A solo quest’anno nell’ultimo triennio): 10 milioni di euro
  • BOLOGNA (fascia C, in A per quattro stagioni consecutive): 25 milioni di euro
  • SPAL (fascia A, in A due volte consecutive nell’ultimo triennio): 15 milioni