Genoa, in arrivo l’aumento di capitale: poi la cessione?

Genoa, in arrivo l’aumento di capitale: poi la cessione?
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Preziosi convoca improvvisamente per il 31 dicembre l’assemblea straordinaria dei soci: perdite del Genoa superiori a un terzo del capitale, urge ripianare in fretta e fare un aumento, ma le cessioni del calciomercato di gennaio salvano i rossoblu. Dilemma Fondazione Genoa:  il presidente rossoblu può riprendersi il 25% delle azioni e vendere tutto

In arrivo l’aumento di capitale: le ultimissime? – 2 gennaio

Il presidente del Genoa Preziosi ha convocato una assemblea degli azionisti straordinaria. Convocazione che ha fatto sussultare tifosi e addetti ai lavori. All’ordine del giorno le perdite di gestione e in particolare il capitale da ricostituire come previsto dall’articolo 2447. Il presidente effettuerà un aumento di capitale, come ogni anno, e il prossimo 21 gennaio dovrebbe acquistare il restante 25% della azioni del Genoa. «Acquirenti? Ogni volta che ho chiesto garanzie e trasparenza da chi voleva comprare il Genoa diventavano trasparenti tutti» ha detto il presidente. Ancora in voga le voci di un possibile passaggio a degli investitori americani legati all’industria della birra. A riferirlo è “Tuttosport“.

Preziosi si riprende la Fondazione Genoa, poi? – 30 dicembre

Ancora voci sul futuro del Genoa in vista dell’assemblea degli azionisti convocata dal presidente Enrico Preziosi per domani in fretta e furia. I contatti proseguono tra il numero uno rossoblu e gli stessi azionisti, che vogliono vederci chiaro. La possibilità numero uno, prima di tutto, è che l’assemblea stessa venga spostata al 21 gennaio, come vi avevamo già anticipato, per prendere tempo. Di base resta la volontà di Preziosi di coprire il rosso della società e dare luogo ad un aumento di capitale, come prescritto da legge, di circa 10 o 12 milioni di euro (parte di quelli incassati dalle cessioni di Leonardo Pavoletti al Napoli e Tomas Rincon alla Juventus). Il nodo cruciale resta però quello relativo al ruolo di Fondazione Genoa, che detiene il 25% delle azioni rossoblu e che dovrebbe partecipare all’aumento di capitale proporzionalmente a quelle azioni. La Fondazione, in mano a dei reggenti, è tecnicamente di proprietà di Preziosi stesso, che però non metterà mano al portafogli come in passato per aiutarla nell’aumento di capitale (c’era un accordo decennale che prevedeva proprio questo, ma è scaduto lo scorso anno), dunque? L’altra possibilità è che Preziosi si riprenda il 25% della Fondazione di fatto estromettendola dalla proprietà del Genoa, ma perché? Alcuni ventilano l’ipotesi che Preziosi, con il quasi 100% delle azioni del Genoa tutte a suo nome, venda poi l’intero pacchetto ad un terzo, cedendo i rossoblu così come già fatto intendere più di una volta in passato. Si parlava di possibili investitori di Qatar, ma finora le voci tali sono rimaste…

Preziosi convoca l’assemblea del Genoa

La vigilia di Capodanno del Genoa sarà all’insegna dei numeri: convocata tra ieri e l’altro ieri infatti una assemblea straordinaria dei soci in casa rossoblu. A volerla, quasi d’improvviso, proprio a ridosso del calciomercato di gennaio, il presidente Enrico Preziosi, obbligato di fatto dalla legge e dal famigerato articolo 2447 del codice civile, con cui i tifosi rossoblu da anni hanno in qualche modo a che fare. L’articolo prescrive che, qualora le perdite di una società siano pari o superiori a un terzo del valore intero della società stessa, si debba procedere alla convocazione di una assemblea dei soci d’emergenza per deliberare la perdita di capitale ed annunciare un nuovo aumento. Detto, fatto: Preziosi ha convocato la prima assemblea per il 31 dicembre, alle ore 9 del mattino, la seconda invece per il 16 gennaio. In genere del bilancio genoano si discuteva il 30 aprile, quando quest’ultimo (come successo qualche mese fa) veniva pure approvato. Stavolta invece la situazione economica rossoblu andrà discussa subito, perché le perdite sono urgenti, ma saranno comunque ripianate. Come? Ovviamente dalle cessioni di Leonardo Pavoletti al Napoli e Tomas Rincon alla Juventus che, a questo punto pare chiaro, non erano semplici scelte tecniche, ma mosse obbligate per evitare il rosso profondo di bilancio alla chiusura della stagione (tant’è che è possibile un ulteriore rimando ad una assemblea il 21 gennaio, quando le due cessioni saranno ufficialmente messe a bilancio, dunque materialmente ci saranno i soldi per ripianare).

Preziosi convoca l’assemblea: dilemma Fondazione Genoa

Tutto prevedibile, tant’è che già in estate la stessa assemblea aveva suggerito al presidente rossoblu di cedere qualcuno per mettere al riparo il bilancio proprio in vista di fine anno: Preziosi aveva preferito soprassedere, lasciando alla squadra i suoi pezzi pregiati (mossa che, di fatto, ha portato i rossoblu ad una comoda posizione di classifica già a metà campionato, quindi comprensibile), ma adesso non potrà fare altro che vendere, a meno che non voglia ripianare le perdite di tasca sua. Il presidente genoano non lo farà ovviamente, ma non lo farà nemmeno Fondazione Genoa, che detiene il 25% delle azioni rossoblu e che appartiene sempre a Preziosi, anche se da qualche mese è stata affidata a dei reggenti. Di regola la Fondazione, quindi Preziosi, come da accordi presi una decina di anni fa, avrebbe dovuto coprire per il 25% le perdite e per il 25% l’aumento di capitale, ma l’accordo decennale è scaduto, quindi adesso bisognerà trovarne un altro in poche settimane (ecco il motivo dell’altra assemblea, quella del 16 gennaio). Preziosi sente la necessità di aumentare il capitale del Genoa, lo ha già detto, ma non ha abbastanza fondi per farlo, da qui la scelta di vendere giocatori e rateizzare i debiti con il Fisco (60 milioni in cinque anni). Negli ultimi mesi un risanamento della società c’è effettivamente stato, ma tutto passa sempre per cessioni importanti, anche a campionato in corso.