Quanti Europei di calcio ha vinto l’Italia?

Italia Europei 1968
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Quella del 2020 sarà l’undicesima edizione cui prenderà parte la Nazionale azzurra: ma quanti Europei di Calcio ha vinto l’Italia?

Vincendo il Gruppo J a punteggio pieno, l’Italia di Roberto Mancini ha staccato il pass per la fase finale di Euro 2020. Per gli Azzurri sarà l’11ª partecipazione alla fase finale del torneo. Ma quanti Europei di calcio ha vinto l’Italia?

L’Italia agli Europei di calcio: un unico grande trionfo

Alla prima edizione, quella del 1960, l’Italia non partecipa. La Nazionale è reduce dalla cocente delusione dell’eliminazione ai Mondiali del 1958 e la FIGC decide di non iscrivere la squadra al nuovo torneo, che pensavano non fosse destinato a un radioso futuro, e pensare ad una rifondazione dopo l’era degli Oriundi. La prima volta della Nazionale azzurra agli Europei è dunque quella dell’edizione del 1964. Il debutto è morbido e arriva nel Primo turno contro la Turchia. Gli Azzurri passano in scioltezza con un 6-0 in casa (poker di Orlando e doppietta di Rivera) e si impongono 1-0 anche a Istanbul con una rete di Sormani. L’avversario agli Ottavi di finale è tuttavia di ben altro livello: l’URSS campione uscente. L’andata si gioca a Mosca e i sovietici passano a condurre con Ponedelnik.

La risposta degli Azzurri non si fa attendere: Pascutti si invola in contropiede verso la porta avveraria e viene steso dal terzino Dubinski. L’attaccante del Bologna quando si rialza sferra un pugno al suo avversario e viene espulso, lasciando in 10 uomini la squadra di Fabbri. L’URSS raddoppia con Cislenko e al ritorno il pareggio per 1-1 a Roma sancisce la qualificazione ai quarti di finale dei sovietici.

L’occasione buona arriva dunque nell’edizione del 1968 che si gioca proprio nella penisola. L’Italia di Valcareggi supera la Bulgaria nei quarti di finale (4-3 a Sofia e 2-0 a Napoli), poi deve affrontare nuovamente l’URSS in semifinale. Il risultato resta inchiodato sullo 0-0 e non si sblocca nemmeno nei tempi supplementari. A decidere il passaggio del turno è dunque il sorteggio con la monetina, che premia gli Azzurri. La finale si gioca a Roma l’8 giugno e termina 1-1, con Domenghini che a 10 minuti dalla fine pareggia il gol iniziale di Dzajic. È necessaria dunque la ripetizione della partita. Valcareggi cambia faccia agli Azzurri con 5 volti nuovi, fra cui Riva, che sblocca la partita. Anastasi chiude i giochi e per l’Italia arriva la festa per quello che resterà l’unico trionfo nei Campionati europei.

Gli Azzurri si presentano all’edizione del 1972 come Campioni d’Europa in carica, ma nel frattempo, nell’ottobre del 1970, nel match di qualificazioni contro l’Austria, Gigi Riva si rompe il perone della gamba destra, con distaccamento dei legamenti della caviglia, a causa di un’entrata killer del mediano avversario Hof al Prater di Vienna. Valcareggi, rimasto alla guida tecnica dopo il 2° posto ai Mondiali Messicani del 1970, riesce comunque a trovare in Pierino Prati una valida alternativa a Rombo di Tuono e l’Italia stacca il pass per i quarti di finale. Intanto rientra anche Riva: proprio la leggenda del Cagliari segnerà su rigore l’unica rete azzurra contro il Belgio, che vola in semifinale grazie ai goal di Van Moer e Van Himst.

Dopo il flop dei Mondiali del 1974 in Germania Ovest, la Nazionale riparte dal nuovo Ct Fulvio Bernardini, che si incarica della rifondazione. Gli Europei del 1976 sono il primo banco di prova, ma non viene superato. Olanda e Polonia precedono gli Azzurri nel Girone di Qualificazione e decretano la loro eliminazione. Nel 1980 la fase finale si gioca in Italia e la Nazionale, passata sotto la guida di Enzo Bearzot, è fra le grandi favorite. Gli Azzuri però, dopo aver battuto l’Inghilterra di Kevin Keegan grazie ad una rete di Tardelli, impattano 0-0 con il solito Belgio, che li precede per maggior numero di goal realizzati, e devono accontentarsi della finale per il 3° posto, poi persa dopo una serie interminabile di calci di rigore contro la Cecoslovacchia (9-10).

Quattro anni più tardi, all’edizione del 1984, l’Italia è assente ingiustificata: la squadra di Bearzot, Campione del Mondo in carica dopo il trionfo in Spagna nel 1982, viene clamorosamente eliminata nel Gruppo 5 in un girone sulla carta non irresistibile con Romania, Svezia e Cecoslovacchia, oltre al fanalino di coda Cipro. Proprio i rumeni, che battono 1-0 gli Azzurri a Bucarest con goal di Boloni, staccano il pass per la fase finale. Alla Nazionale azzurra, passata sotto la guida del nuovo C.t. Azeglio Vicini, va decisamente meglio nel 1988 in Germania Ovest. La squadra, profondamente rinnovata, apre un nuovo ciclo arrivando fino alle semifinali, dove soltanto l’URSS del ‘Colonnello’ Lobanovskyi riesce a sbarrarne la strada verso la finale.

Si torna indietro nell’edizione 1992, quando una vecchia bestia nera degli Azzurri, l’URSS, prima di dissolversi politicamente e di scomparire anche come entità sportiva, elimina la squadra di Vicini nel Girone di qualificazione. Decisive in negativo il k.o in Norvegia dell’Italia e il doppio pareggio proprio con l’Unione Sovietica, con il clamoroso palo colpito a Mosca da Rizzitelli che segna di fatto la fine delle speranze della Nazionale di partecipare alla fase finale in Svezia e la conclusione dell’era Vicini in azzurro.

Nel 1996 la Nazionale italiana con il Ct. Arrigo Sacchi alla guida, si presenta ai nastri di partenza della fase finale in Inghilterra con concrete ambizioni di vittoria finale. La squadra parte bene battendo 2-1 la Russia. Sacchi sceglie tuttavia di attuare un ampio turnover nella seconda sfida con la Repubblica Ceca e viene punito: i cechi vincono 2-1 con la rete iniziale di Nedved ed eliminano gli Azzurri, complice anche lo 0-0 finale della squadra di Sacchi contro la Germania, con un calcio di rigore fallito da Gianfranco Zola e parato da Köpke.

L’Italia si rifà con gli interessi nell’edizione del 2000, quando, sotto la guida di Dino Zoff, è protagonista di un’entusiasmante cavalcata fino alla finale. Epica resta l’impresa in semifinale contro l’Olanda, quando in inferiorità numerica per l’espulsione di Zambrotta poco dopo la mezzora, riesce a mantenere lo 0-0 per 120′ e si impone 3-1 ai rigori. Sugli scudi il portiere Toldo, che para un rigore nei tempi regolamentari e 2 nella lotteria finale. In mezzo, il rigore calciato sul palo nella ripresa da Kluivert, quello mandato sulla traversa da Stam nella serie finale e quello segnato a Van der Sar con il celebre ‘cucchiaio’ da Francesco Totti. In finale però per gli Azzurri le cose vanno diversamente: Delvecchio porta in vantaggio la Nazionale italiana, ma in pieno recupero, a tempo praticamente già scaduto, Wiltord gela Toldo trovando il diagonale vincente. Si va ai supplementari, e il futuro bianconero Trezeguet consegna la Coppa Henry Delaunay alla Francia, battendo l’Italia al Golden Gol.

Trapattoni eredita la panchina e guida la Nazionale ad Euro 2004 in Portogallo. L’Italia non parte in prima fila e paga il doppio pareggio con Danimarca e Svezia per essere eliminata nel Gruppo C anche a causa del presunto ‘biscotto scandinavo’ fra Danimarca e Svezia, che pareggiano 2-2 ed estromettono gli Azzurri dal torneo. Meglio va nell’edizione 2008 in Austria, quando la Nazionale di Roberto Donadoni arriva ai quarti di finale. Dopo aver battuto la Francia e aver perso con l’Olanda nel proprio girone, gli Azzurri escono ai calci di rigore con la Spagna, che poi si aggiudicherà il torneo.

Italia nuovamente grande protagonista ad Euro 2012. Gli Azzurri di Cesare Prandelli, trascinati dal miglior Balotelli di sempre, eliminano l’Inghilterra agli ottavi e la Germania in semifinale, guadagnandosi il diritto ad affrontare ancora la Spagna nella finalissima. Le Furie Rosse si rivelano però troppo forti per la Nazionale italiana, che soccombe a Kiev per 4-0 e vede sfumare il sogno di conquista del secondo europeo.

Il resto è cronaca recente: con il ruolo di C.t. affidato ad Antonio Conte, ad Euro 2016 l’Italia si comporta bene fino ai quarti di finale. Con la Germania campione del Mondo in carica di Löw i tempi regolamentari si chiudono 1-1, e dopo che anche i supplementari mantengono inalterato il punteggio tutto si decide ai rigori. I tiri dal dischetto stavolta premiano i tedeschi, che passano vincendo per 6-5. La storia dell’Italia agli Europei di calcio è fatta di alti e bassi, con l’unico grande trionfo del 1968: a Roberto Mancini, che da calciatore ha disputato gli Europei del 1988, e ai suoi giocatori, toccherà provare provare a conquistare un trofeo che manca ormai nella bacheca della Nazionale da ben 52 anni.

L’Italia campione d’Europa: la formazione del 1968

  • 1ª Finale, ITALIA: Zoff, Burgnich, Castano, Guarneri, Domenghini, Lodetti, Ferrini, Facchetti, Juliano, Anastasi, Prati. Ct. Valcareggi
  • 2ª Finale (ripetizione), ITALIA: Zoff, Burgnich, Facchetti, Rosato, Guarneri, Salvadore, Domenghini, Mazzola A., Anastasi, De Sisti, Riva. Ct. Valcareggi

Quanti Europei di calcio ha vinto l’Italia? Le partecipazioni della Nazionale

  • 1960: Non iscritta
  • 1964: Eliminata agli ottavi di finale
  • 1968: Campione d’Europa
  • 1972: Eliminata ai quarti di finale
  • 1976: Eliminata nelle Qualificazioni (3° posto)
  • 1980: 4° posto
  • 1984: Eliminata nelle Qualificazioni (4° posto)
  • 1988: Semifinalista
  • 1992: Eliminata nelle Qualificazioni (2° posto)
  • 1996: Eliminata nella Fase a Gironi (3° posto)
  • 2000: 2° posto
  • 2004: Eliminata nella Fase a Gironi (3° posto)
  • 2008: Eliminata nei Quarti di finale
  • 2012: 2° posto
  • 2016: Eliminata nei Quarti di finale