2009
Ranieri come Mancini: “Dopo il mio ciclo a Roma voglio la Nazionale”
Claudio Ranieri ha rilasciato una lunga intervista a Il Romanista, dove il tecnico dei giallorossi ha fatto il punto della situazione sull’ambiente che ha trovato al suo arrivo come tecnico della società capitolina. L’ex allenatore della Juventus ha ammesso che, dopo tutti i polveroni sollevati dai media, si aspettava una situazione ben più disastrata al suo arrivo: “Mi aspettavo uno spogliatoio molto problematico e invece dopo una settimana mi sono reso conto che c’erano dei bravissimi ragazzi. Dovevo soltanto aiutarli a ritrovare serenità . Sapevo che la Roma era una grossa squadra, bisognava solo capire se era finito un ciclo o si poteva ancora provare a raggiungere cose importanti con questo gruppo. Si può fare ancora tanto, cercando anche di migliorare la rosa. Obiettivi adesso? Mi auguro di poter inaugurare un nuovo ciclo, questo mi è stato chiesto. Sapete tutti qual è la nostra situazione, questo abbiamo e questo possiamo fare per andare avanti. Servono le mosse giuste con un occhio al bilancio. Io ci credo”.
Sulla possibilità di arrivare allo scudetto, Ranieri chiosa: “Sono abituato a lavorare sulle cose che sento, che posso raggiungere. Non posso illudere la gente perchè poi illuderei me stesso. L’Inter è di un altro pianeta. In nove contro undici con la Sampdoria meritavano loro di vincere, non scherziamo!”.
Per colmare il gap con i nerazzurri, più che tempo, servirebbero soldi: “Semmai quanti soldi! Guardate Abramovich, è arrivato, ha messo fior di milioni e ha vinto. Il Manchester City lo stesso: ha cambiato tecnico, ora dategli tempo. Ormai i soldi la fanno da padrone. Il bello del calcio è che il più forte non sempre vince ma a gioco lungo una squadra come l’Inter vince di più”.
Prima o poi Francesco Totti dovrà smettere, ma Ranieri ammette che non c’è la necessità di trovare un vero e proprio dopo-Totti: “Stiamo andando avanti anche senza di lui. Totti smetta più tardi possibile, il problema non è adesso. Avevamo preso Toni per dargli un po’ di riposo e avrebbero dovuto giocare insieme. Poi stava a me riuscire a farli coesistere con Vucinic”.
Sulle poche presenze di Mexes, utilizzato con meno continuità rispetto all’era Spalletti, a Roma ci si chiede se è ancora parte del progetto: “Un pilastro? Anche per me. Ha soltanto bisogno di recuperare fisicamente. Ho tre titolari più un giovane come Andreolli che meriterebbe di giocare. Una cosa che va bene perchè devo cambiarla?”.
Non poteva mancare un comment su Mourinho: “Cosa mi piace di lui? Un po’ tutto, è molto italiano come Benitez. Mettono in campo la squadra bene, è difficile prenderli in castagna e come sbagli ti fanno gol. Con me è stato maleducato? Riguarda la sua persona e in questo non voglio entrare. Le battute fanno parte del carattere di ognuno di noi. Semmai m’è dispiaciuto molto quando ha detto che la Roma fa la furba. Tu vuoi cambiare alla pari Burdisso con Baptista, e no, dacci qualcosa…”.
Infine, chiusura su un possibile approdo in Nazionale in futuro: “Vorrò. L’ho detto, a prescindere dalla Roma. à? un mio sogno allenare una nazionale per un Mondiale o un Europeo, se poi è l’Italia meglio. Ora ho questo progetto con la Roma da portare avanti fino a che lo sento mio e società e tifosi mi vogliono”.