Spalletti: «Ritroviamo spirito e rispetto»

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Prima intervista del nuovo allenatore giallorosso: progetti e obiettivi

Il legame con la Roma non si è spezzato, anzi ora Luciano Spalletti ha modo di rinsaldarlo. L’ex tecnico dello Zenit San Pietroburgo è, infatti, il successore di Rudi Garcia. La società giallorossa ha da poco ufficializzato il ritorno dell’allenatore toscano, che ha rilasciato la sua prima intervista da nuovo allenatore della Roma ai microfoni del sito ufficiale del club capitolino: «Non ho mai lasciato la Roma nel mio sentimento. Sono emozionato perché so quello che è il valore di questa città, di questa Società e di questa squadra: lavorare con gente di valore mi emoziona. Per me la speranza c’era perché Roma è un posto stupendo. Quando ho creduto alle voci? Quando ho ricevuto la telefonata del direttore, Walter Sabatini».

ENTUSIASMO E PROGETTI – Spalletti ha poi parlato dell’incontro con il presidente James Pallotta e dei progetti ambiziosi a cui sta lavorando: «Ho trovato una persona che ha un entusiasmo eccezionale e che nonostante la distanza ha a cuore le sorti della nostra squadra, della nostra città e dei nostri colori. Ho trovato una persona che fa discorsi di programmazione futura e questo è l’aspetto più importante da trasferire del nostro Presidente. La gente spesso pensa che chi vive lontano possa prendere queste esperienze come un gioco, un divertimento, ma per lui la Roma una cosa di cuore e questa è la cosa più importante. Mi ha descritto tutta la sua programmazione e le sue ambizioni di crescita della Società: il Presidente è uno che guarda al futuro e vuole lavorare bene sin da adesso. Dettaglio molto importante per noi. Conosco diverse cose, è cambiata molto la squadra, so che è stato fatto un bel lavoro di ristrutturazione, in generale, e per certi era anche una cosa necessaria».

SPIRITO E CARATTERE – L’allenatore della Roma ha poi ripercorso la sua prima esperienza in giallorosso, come le notti vissute con l’Olimpico pieno per la Champions League. Ma preferisce guardare avanti: «Voglio lavorare bene sin da subito, attingere alle esperienze passate, certo, ma un momento in particolare è bene non elencarlo e lo tengo per me. Quest’anno non abbiamo altra scelta, il campionato ha evidenziato che ci sono squadre che giocano bene: la nostra è buona e bisogna giocare un buon calcio per essere al livello degli altri. Abbiamo fatto dei passi avanti su quello che è il confronto in Europa, lì molte squadre iniziano con la palla dal dietro, stanno corte sul campo, sanno fare il fuorigioco, sanno pressare alto: questo gruppo ha le caratteristiche per farlo e lo ha fatto con Garcia. La mia attenzione va in questa direzione: diventare una squadra che gioca un buon calcio. Penso che questo momento della Roma sia soprattutto mentale. Spero che ritoccando i tasti giusti e parlando in maniera pulita e chiara alla squadra si possa ritrovare quello spirito e quel carattere, aspetti che vanno in evidenza prima dei numeri e dei moduli».

RISPETTO, NON CHIACCHIERE – Spalletti, che ha parlato anche del rapporto con i tifosi, ha confermato che quello giallorosso è un ambiente difficile: «Ci sono molti innamorati della Roma e quando c’è un sentimento così forte dobbiamo saper esibire una professionalità importante, perché loro vogliono questo e allo stesso tempo può influenzare e creare un disturbo all’interno della squadra. È una situazione avvolgente quella dei nostri tifosi, che ti può dar tanto ma allo stesso tempo togliere molto». Anche per questo preferisce non parlare di scudetto: «Abbiamo la nostra situazione e dobbiamo riguadagnarci il rispetto di tutti quelli che ci guardano. Sento fare troppi discorsi a troppa gente. Dobbiamo lavorare in maniera seria e far sì che poi il nostro lavoro determini una serie di possibilità future. Non dipenderà, però, solo da noi. Quando si è dietro di qualche punto come in questo momento dipenderà anche dall’andamento avversarie, ma noi abbiamo l’obbligo di provare a dare il massimo sempre».