Sampdoria, Atzori: “Voglio 26 leader in rosa”

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Il nuovo tecnico blucerchiato si presenta: Ã?«La base esiste già , ma per affrontare un campionato come quello di Serie B sono fondamentali le motivazioni. Vorrei un gruppo leader di sè stesso. Il modulo? Lo fanno i giocatoriÃ?».

“Quella della Sampdoria è una panchina ambita da tantissimi miei colleghi e adesso spetterà  a me portare avanti più a lungo possibile questa avventura”. Un’avventura che un’avventura non vuole essere. Vuole diventare qualcosa di più. Già  stamattina, nella Sala Colombo dello Starhotel President, già  nel primo contatto ufficiale con la nuova realtà , Gianluca Atzori avrebbe una voglia matta di gridarlo: la Serie A non è una promessa ma è quel che sarà . Non può farlo, ma insieme con le persone che siedono accanto lui, il vicepresidente Edoardo Garrone e il d.s. Pasquale Sensibile, ha già  cominciato a lavorarci. “Ci aspetta un compito non facile, ma nello stesso tempo bellissimo – spiega in conferenza stampa il tecnico di Collepardo -. à? l’occasione della mia vita e darò il 120 per cento per questa causa”.

Mister, una bella sfida la sua.
“Essere qui è un motivo d’orgoglio per me, ma lo considero anche un punto di partenza. L’allenatore Atzori è ambizioso e questa ambizione voglio metterla in gioco per far sì che la Sampdoria torni quella che tutti conosciamo, riportandola innanzitutto dove merita di stare. La base per poter iniziare col piede giusto esiste già , ma per affrontare un campionato come quello di Serie B sono fondamentali le motivazioni”.

Motivazioni che andrete innanzitutto a ricercare tra chi è già  sotto contratto?
“Guardando la rosa attuale credo che questa squadra abbia qualità  tecniche ed esperienza per vincere un campionato di B. à? fuori dubbio che poi quello che conterà  sarà  la motivazione, la voglia di rimanere in questa Sampdoria. Andremo ad affrontare una competizione difficile, dove non basta avere il nome alle spalle. Palombo, ad esempio, è in Nazionale, è un giocatore straordinario che tutti vorrebbero ed è normale che lo vorrei anch’io. A patto che lui, così come tutti gli altri, sia convinto di restare e mi trasmetta questa idea”.

Le è già  capitato di allenare suoi ex compagni. Al Doria ne troverà  qualcuno. Ha già  avuto modo di contattarli?
“Agli ex compagni con cui ho lavorato ho sempre detto fin da subito: “Il passato non conta, oggi sono il vostro allenatore”. Ed ho sempre scelto senza favori o pregiudizi. In carriera ho giocato con Lucchini, Accardi, Pozzi e Maccarone. Ho già  parlato con loro al telefono, poi parlerò anche con tutti gli altri singolarmente, per capire al più presto il loro perchè e magari trovarlo insieme. Mi reputo un tecnico che privilegia il dialogo: faremo colloqui, mi incontrerò con tutti, compresi coloro che ho visto all’opera quest’anno in B e rappresentano il futuro di questa società . E valuteremo di conseguenza”.

Confrontandosi ovviamente con la società . Avete già  avuto modo di delineare i programmi?
“Credo che in fase di costruzione di un progetto il confronto sia fondamentale. Con Edoardo Garrone e Pasquale Sensibile ci siamo incontrati questa mattina e abbiamo accennato la prima bozza, la prima idea di squadra. In questi giorni cominceremo a capire quali saranno le soluzioni migliori. Fermo restando che il risultato finale dipende da tutte le componenti: le grandi cose si fanno tutti insieme”.

Con quale modulo provare a costruire una grande cosa in blucerchiato?
“Le esperienze che ho avuto sono state tutte tappe di crescita. Ognuna ha fatto sì che oggi sia più preparato. Riguardo al modulo, ho fatto il 4-4-2 a Ravenna, il 4-3-3 a Catania e il 3-5-2 a Reggio Calabria. Ritengo che il sistema di gioco debba esaltare le caratteristiche dei calciatori e non viceversa. In base alle entrate e alle uscite del mercato cercheremo il modo migliore di far rendere al meglio la rosa che avrò a disposizione”.

La rosa perfetta per Atzori da quanti elementi deve essere composta?
“Un numero preciso non ce l’ho. Vorrei avere una rosa di 26 leader, un gruppo leader di sè stesso. Il mix giusto è quello di una squadra che ha equilibrio, dall’allenatore alla società . La forza di una squadra però consiste soprattutto in chi va in campo. L’anno scorso ho lavorato con ragazzi giovani, caricati all’ennesima potenza, capaci di sopperire all’inesperienza con la motivazione e la corsa. Più leader avremo, più uomini di responsabilità  ci saranno, più ci avvicineremo al risultato”.

Le farebbe piacere ritrovare qualche ex allievo della sua Reggina? E attingerebbe anche dal miracoloso Novara costruito da Sensibile?
“Nomi non mi piace farne. Con tutto il gruppo amaranto ho avuto un rapporto eccellente e se potessi li porterei tutti con me. Passando al Novara, se ha ottenuto la promozione, i meriti vanno divisi tra tutte le componenti, societarie e tecniche. Bertani e Gonzalez hanno segnato 40 gol in due e naturalmente la loro coppia di attaccanti era la più invidiata; ma tutta la squadra era composta da bravi giocatori”.

Bernardini diceva che con un portiere che para e un centravanti che segna, la squadra è pressochè fatta. Condivide?
“Certo, portiere e attaccante sono ruoli fondamentali. Il portiere forte può darti quei 10 punti in più a campionato che non sono pochi, mentre gli attaccanti, come i due che avuto il direttore a Novara, ti fanno fare la differenza. Dobbiamo ancora metterci seduti e fare alcune considerazioni in merito, senza dimenticare che già  al momento abbiamo le carte in regola per tornare in Serie A”.

Magari divertendosi e divertendo?
“Cercheremo di raggiungere i risultati attraverso il bel gioco, facendo combaciare entrambe le cose, perchè con un’organizzazione e una buona prestazione è più facile fare punti. Ma va bene lo stesso se qualche volta non ci riusciremo e faremo punti lo stesso”.

Ai tifosi andrebbe bene comunque…
“Considero la tifoseria della Samp come una delle migliori d’Italia. Io mi auguro che attraverso i risultati e il bel gioco, si possa far tornare il piacere di venire allo stadio. Saper contare sull’apporto della Gradinata e dell’intero stadio è qualcosa di molto importante: spetterà  a noi coinvolgerli e riportare in loro l’entusiasmo”.

Fonte: Sampdoria.it