Sarri: «Napoli, io non cambio: la tuta non si discute»

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Il tecnico: «Sono ancora legato all’Empoli. Per i prossimi dieci anni…»

«Non è che per fare il fantino devi prima aver fatto il cavallo. Tradotto: non mi monto la testa, quest’anno andava di moda il nome di Sarri, tutti venivano a Empoli a vedere gli allenamenti, come lavoravamo. Forse così si fa anche presto a passare di moda, di certo il mio modo di lavorare non cambia. E spero che possa funzionare anche a Napoli». Maurizio Sarri, ospite del Perlamora Festival, esprime le sue prime impressioni da tecnico partenopeo: «Fumo ancora come prima, e scenderò in campo in tuta. Non sono cambiato in queste cose, rispetto a quando allenavo il Faella. Semmai ho un po’ di pazienza in più, ma quella penso sia una questione d’età. Non ho vinto perché sono arrivato a Napoli: ho vinto quando ho capito di poter fare il tecnico per vivere».

RAPPORTO TOSTO – E se i primi confronti con De Laurentiis non sono stati semplicissimi («Una personalità fortissima, quella settimana di contrattazione prima della firma è stata snervante. Il presidente può fare la differenza: se è con l’allenatore, insieme si può fare benissimo»), ancor più difficile sarà dimenticare Empoli: «Per i prossimi dieci anni, sono sicuro che alla fine di ogni partita chiederò che ha fatto l’Empoli. Per me è stato difficilissimo lasciare. Lì abbiamo creato un gruppo, cresciuto alcuni giovani promettenti, lavorato per raggiungere traguardi prima impensabili».