Sassuolo, Di Francesco: «Roma? Devo tutto ai Sensi»

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L’allenatore neroverde ha parlato della emozionante sfida contro la sua ex squadra.

ROMA SASSUOLO DI FRANCESCO – Non si è spezzato il legame con la Roma per Eusebio Di Francesco, che vivrà una sfida speciale quest’oggi. L’allenatore del Sassuolo affronterà la squadra della quale è innamorato pazzo: «Devo tantissimo a questa città e alla tifoseria giallorossa. Ho vissuto annate straordinarie. La Roma mi prese, per scelta di Perinetti e Zeman, e mi offrì un’occasione irripetibile. Sarò grato per sempre alla famiglia Sensi per l’affetto che continua a dimostrarmi. Ecco perché incrociare da avversario la Roma mi fa un certo effetto, provoca emozioni speciali, anche se l’ho già affrontata due anni fa con il Lecce. Ci svegliammo tardi, nella ripresa. Della Roma resterò un simpatizzante: e dalla prossima settimana dovrà tornare a vincere…Roma mi ha fatto sentire importante. Ero un riferimento per i Sensi e sono orgoglioso di aver ricevuto la visita della signora Maria, nel giorno della finale col Verona per la promozione in B del mio Pescara. Rosella Sensi e Angela Fioravanti mi hanno telefonato dopo la conquista della A con il Sassuolo», ha raccontato il tecnico neroverde ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”.

LA SFIDA – Di Francesco è poi entrato nel merito della sfida: «Mancando Francesco (Totti, ndr), la Roma perde in imprevedibilità. Ma Garcia ha creato un mix eccezionale e sa modificare l’assetto tattico. Lavora pure in funzione degli avversari: Garcia si è rivelato subito un perfetto italiano. La sua Roma ragiona di più. Con Zeman si badava più al gioco offensivo, la squadra era più spregiudicata. Certo, Garcia ha un centrocampo nettamente superiore a tutte le avversarie. E mi meraviglia sempre più De Rossi. E’ l’anima della romanità: ragazzo fantastico, è sempre pronto a sacrificarsi per i compagni. De Rossi a parte, Pjanic, cresciuto tanto con Garcia. Dopo il k.o. con l’Inter abbiamo reagito alla grande. Bella prova a Genova, ora non dobbiamo mollare. La Roma è da scudetto e sfruttare il vantaggio di non avere impegni internazionali». 

SOGNI – Ed, infine, una battuta su un possibile futuro alla Roma: «Non è un problema di soldi. Piuttosto, mai nella mia vita mi sono proposto per lavorare».