Sibilia tuona: «Non ho tradito Tavecchio. I presidenti di A dimostrino maturità»

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Torna a parlare il numero uno della Lega Dilettanti, Cosimo Sibilia, sottolineando come il calcio debba cambiare da solo

Cosimo Sibilia è stato l’ago della bilancia nella caduta di Tavecchio, la sua sfiducia durante il vertice federale, unita a quella di Tommasi hanno fatto sì che l’ex presidente Figc rassegnasse le dimissioni. Ora il potentissimo numero uno della lega Dilettanti e molto vicino a Malagò torna a parlare dicendo la sua sul ipotesi di una federazione commissariata: «Noi dobbiamo dimostrare un grande senso di responsabilità. É un nostro dovere, è chiaro che se la lega di Serie A non elegge alla svelta una sua governance questo comporterà inevitabilmente a nuovi momenti di riflessione. Ma spero che già dal 27 novembre qualche casella venga sistemata con grande senso di responsabilità da parte dei presidenti dei club»

Su quali progetti bisognerebbe mettere al centro per far ripartire l’Italia, Sibilia non ha dubbi: «Ripartirei dal recupero della centralità del calcio giocato e dalla riconquista dell’unità fra tutte le componenti federali, così da ricominciare insieme con la giusta collaborazione». Si è vociferato molto sul fatto che Tavecchio abbia accusato Sibilia di averlo tradito e lo stesso presidente della lega dilettanti si dice ferito per le parole che ha dovuto ascoltare: «Sì, ci sono rimasto male. Voglio ribadire che con Tavecchio sono stato sempre estremamente chiaro e leale, anche di fronte a testimoni. Più volte gli ho detto che se si fosse tirata indietro la Lega Pro, pur a fronte del sostegno della Ldn, mai venuto meno, non ci sarebbero state comunque le condizioni necessarie per andare avanti. Su questa linea il Consiglio Direttivo della Lnd mi aveva dato mandato per comunicare a Tavecchio e al Consiglio Federale le decisioni della nostra lega. Le accuse che ho ricevute oltre che ingiuste sono del tutto infondate.»