Spalletti duro: «Icardi non segna? Non è un mio problema. Rafinha? Può fare ciò che vuole»

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Luciano Spalletti ha commentato ai microfoni di Sky Sport il pareggio ottenuto contro l’Atalanta: «Si cerca sempre di vincere»

L’Inter non doveva assolutamente uscire sconfitta dall’Atleti Azzurri d’Italia per non perdere terreno prezioso in zona Champions. Missione riuscita a metà. Non ha perso ma non ha neanche vinto e ora si ritrova appaiata a 60 punti in compagnia di Lazio e Roma in attesa del derby di domani. Luciano Spalletti ha fatto il punto di questo trittico di gare esterne dell’Inter: «Tre partite disputate in maniera corretta al di là del primo tempo di oggi però la squadra ha tentato di fare la partita, sfruttando male alcune situazioni. Non è riuscita a far prevalere la sua qualità, ma è viva e anche oggi è cresciuta».

Ha sorpreso lo schema usato da Spalletti nella partita. Un’insolita difesa a tre che è stata messa gravemente in difficoltà nei primi quindici minuti di gara: «Hanno portato il Papu alto e Cancelo è tornato basso lasciando Skriniar dietro da solo. Ci abbiamo messo un po’ a capirlo ma poi ci siamo sistemati, loro ci hanno pressati perché sono forti e fanno della fisicità la loro arma migliore, aggredendoti. Se vieni addosso così però se hai qualità si aprono spazi come abbiamo potuto sfruttare. Molte palle vanno giocate addosso alla prima punta, creando uno contro uno. Con l’appoggio dietro si creano gli spazi».

Un fattore che è mancato è stato sicuramente il palleggio dei nerazzurri, qualità che Spalletti ricerca sembra nelle squadre che allena: «All’inizio nessuno faceva un movimento per prendere palla sui piedi. C’è lo spazio di far un velo e andare a prendere l’appoggio della prima punta senza fargli fare il duello aereo. L’Atalanta gioca sul divano se si gioca così, son maestri. Si è cominciata sempre l’azione in maniera troppo timida senza scegliere i tempi di giocata sui piedi. Gli si faceva leggere che potevano montarci addosso e serviva reggere botta dal punto di vista fisico. Primi 45 minuti abbiamo sbagliato quasi tutti i recuperi. Secondo me sotto l’aspetta della tecnica si deve migliorare, se ogni volta che si recupera palla la si ridà agli avversari. Il fattore caratteriale diventa importante, nel prendersi responsabilità in un campo così importante e rumoroso. Le volte che abbiamo scambiato palla sulla trequarti poi c’è stata possibilità di tirare in porta».