Tavecchio molla la FIGC, ma non il calcio: ecco quale futuro per lui

tavecchio figc
© foto www.imagephotoagency.it

Tavecchio molla la presidenza della FIGC, ma non il mondo del calcio. Per l’ex numero uno federale restano ancora alcuni ruoli non di secondo piano ed il futuro potrebbe essere nuovamente in LND

Difficilmente uno come Carlo Tavecchio si perderà nei ricordi del passato in breve tempo. Un po’ perché il nome dell’ormai quasi ex presidente della FIGC è indissolubilmente legato alla terribile esclusione dell’Italia dai Mondiali a sessant’anni dall’ultima volta. Un po’ perché Tavecchio c’è ancora e, prevedibilmente, ci sarà per un po’. Tradotto in altro modo: l’ex numero uno federale di andare in pensione non ha assolutamente voglia, e lo ha rivendicato anche ieri, nel corso della furente conferenza stampa che ha sancito il proprio addio. Tavecchio è sembrato battagliero più che mai, ha anche confermato di sentirsi ancora nel pieno delle forze fisiche, nonostante i 74 anni compiuti. Difficilmente l’ex presidente FIGC accetterà dunque di andare via così, senza sbattere la porta: dalle parole di ieri è sembrata abbastanza evidente la volontà di Tavecchio di far pesare ancora i risultati ottenuti (dal VAR al bilancio) alla guida della Federazione anche a chi, evidentemente, gli succederà nei prossimi mesi.

Non è tutto: prima di tutto al momento il dirigente di Ponte Lambro resta in carica per l’ordinaria amministrazione, fino alla nomina del nuovo commissario (difficilmente traghetterà lui la FIGC a nuove elezioni entro novanta giorni. Leggi anche: Commissario FIGC: ecco il nome nuovo sul piatto), poi conserva comunque il posto in alcuni enti non di secondo piano come Federcalcio Servizi, LND Servizi e LND Immobiliari (le casseforti del calcio italiano e del calcio dilettantistico, per intenderci). Per il futuro prossimo, invece, chissà… Ieri Tavecchio l’amo al termine della conferenza stampa lo ha lanciato: «Resta il mio mondo, se mi vorranno potrò dare consigli per gli acquisti». Il riferimento è proprio alla Lega Nazionale Dilettanti, movimento di cui è stato al capo per quindici anni, fino alla scalata in FIGC. La stessa LND che però ieri lo ha tradito ritirandogli il sostegno sin qui indefesso, costringendolo all’addio. Dovesse diventare Cosimo Sibilia il nuovo numero uno della Federazione, si libererebbe di nuovo un posto da presidente dei dilettanti (Tavecchio gode ancora di molta stima in quel mondo) e, di conseguenza, uno in Consiglio Federale