Tragedia Morosini: «Poteva essere salvato»

La tragedia Morosini ritorna in auge, in particolar modo per le condanne inflitte ai medici

Si torna a parlare della tragedia Morosini, Il Corriere dello Sport cita i passaggi giudiziari che hanno portato alle condanne dei sanitari: «Poteva essere salvato con il defibrillatore, c’era una probabilità alta, intorno al 60 – 70 per cento». Così ritorna alla mente quel pomeriggio del lontano 14 aprile 2012. E ancora: «Morosini è stato colpito da fibrillazione ventricolare indotta dalla cardiopatia aritmogena da cui era affetto e dallo sforzo fisico intenso. Tutti gli elementi consentono di ritenere che le probabilità di ripresa del ritmo cardiaco sarebbero quantificabili, nei primi tre minuti del collasso, qualora fosse stato utilizzato il Dae, intorno al 60 – 70 per cento». Non ci fu niente da fare per il centrocampista che si spense in ospedale, all’età di 25 anni appena.
TRAGEDIA MOROSINI: LE CONDANNE – Il Giudice del Tribunale di Pescara, Laura D’Arcangelo, ha condannato Vito Molfese del 118 ad 1 anno, Manlio Porcellini ed Ernesto Sabatini, rispettivamente a 8 mesi, perchè responsabili della morte dell’atleta. I sanitari soccorsero immediatamente Piermario, ma non utilizzarono il defibrillatore. Attribuendo a Molfese il dovere di issarsi a guida nei concitati momenti e di dirigere le operazioni di soccorso.