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08:33 | mercoledì 09 luglio 2014

Olanda, Sneijder: «Classe e concentrazione: Messi, possiamo batterti»

L'ex giocatore dell'Inter: «Ora faccio da gregario a Robben e Van Persie»

di Giovanni Maffeis - twitter:@giomaff092
©imagephotoagency.it
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OLANDA SNJIDER MONDIALE- Quattro anni dopo è cambiato tanto, probabilmente tutto. Tranne i risultati: battendo l'Argentina, l'Olanda può tornare in finale al Mondiale. Nel 2010 gli Orange arrivarono all'ultimo atto, per poi essere piegati da una magia di Andres Iniesta: «Ho un nuovo ruolo - ha spiegato Wesley Sneijder alla Gazzetta dello Sport - e non mi pesa affatto lavorare per Robben e Van Persie. Mi pare di essere tornato indietro a quattro anni fa, il clima in squadra è molto buono e questa è la cosa che mi dà più fiducia». Perdere la fascia di capitano è stato durissimo, ma ho superato. Sono cose che possono capitare e ormai tutto questo non conta più. Cerco di essere influente e di aiutare la squadra quanto posso anche senza fascia».

NOVITA' - Con Van Gaal è cambiato tanto, a partire dal modulo: «Giochiamo in questo modo perché ne abbiamo parlato tanto fra di noi ed è una soluzione che piace a tutti. La nostra non è un squadra che può vincere facilmente, dovevamo trovare qualcosa che ci rendesse più solidi. All’inizio per me non è stato facile, ma ora teniamo di più la palla e mi sto abituando al nuovo ruolo. Due anni fa è andato tutto male. Ora la situazione è diversa e al passato non voglio pensare. L’importante è fare bene in questa coppa, dove i protagonisti sono altri, ma come avete visto c’è spazio per tutti. Una volta faccio gol io, una volta Huntelaar, una volta risolve Krul alzandosi dalla panchina per i rigori».

CHE AVVERSARIO! - Contro, però, ci sarà l'Argentina di Lionel Messi, non uno qualunque: «Possiamo batterli con le armi che abbiamo usato finora: la concentrazione, la determinazione e la classe dei nostri attaccanti. L’Argentina ha Messi, un campione pazzesco, ma noi abbiamo il Messi d’Olanda, che si chiama Arjen Robben e sta facendo un Mondiale fantastico. Arjen è importante per noi quanto Messi è importante per l’Argentina. Io spero che Arjen vinca tutto, non c’è nessuna invidia in me. Non è soltanto per il giocatore che lo dico, perché Arjen è anche un mio amico. E poi se vince il Pallone d’oro magari vuol dire che abbiamo vinto il Mondiale, quindi tutto perfetto».

SODDISFATTO - Poi, dopo la parentesi Mondiale, per Sneijder sarà tempo di ripartire dalla Turchia. Con Prandelli in panchina: «Lì sto bene. In Turchia gioco sempre, e visto che dovevo lasciare l’Inter non mi pento della scelta che ho fatto. Il Gala lotta sempre per il campionato, c’è la Champions League, il campionato turco sta crescendo. Va bene. Ormai mi manca soltanto di vincere qualcosa con la nazionale, per questo sono qui. Sono dispiaciuto per l’addio di Mancini, con lui e con il suo staff si era creato un rapporto di amicizia. Però credo che Prandelli sia l’uomo giusto: al Galatasaray serve non soltanto un tecnico, ma uno che sappia far crescere e cambiare la mentalità della squadra. Mi pare che Prandelli sia questo tipo di persona».

 

 

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