Bologna News
Bologna, Fenucci contro la deriva del VAR: «Serve la chiamata». Lo sfogo dell’ad rossoblù
Bologna, Fenucci contro la deriva del VAR: «Serve la chiamata». Lo sfogo e la presa di posizione dell’amministratore delegato rossoblù
Il clima in casa Bologna è incandescente e Claudio Fenucci ha deciso di alzare la voce. L’amministratore delegato dei Felsinei non ha digerito la gestione arbitrale nella recente sfida contro il Parma, in particolare l’espulsione comminata a Tommaso Pobega. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il dirigente considera il cartellino rosso sventolato al centrocampista ex Milan un errore palese, aggravato da un intervento della sala VAR di Lissone che ha trasformato la tecnologia in una “moviola in campo” ormai ingestibile. Per Fenucci, l’attuale protocollo sta snaturando il calcio, intervenendo su ogni minimo contatto e scontentando tutte le componenti del gioco.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
La proposta del club emiliano è chiara: serve un summit urgente tra società e classe arbitrale per introdurre il “VAR a chiamata” o arbitri professionisti dedicati, una riforma necessaria per la prossima stagione. Nel frattempo, però, c’è un campo da onorare. Il patron Joey Saputo non nasconde la preoccupazione per il calo di rendimento della squadra, prosciugata dalle energie mentali di un calendario serrato. Tuttavia, la società rinnova la piena fiducia a Vincenzo Italiano: la semifinale di Coppa Italia contro la Lazio è individuata come la scintilla ideale per riaccendere l’entusiasmo.
Sul fronte societario, arrivano rassicurazioni importanti: anche senza qualificazione europea, non ci sarà ridimensionamento. Il sacrificio sul mercato di Giovanni Fabbian, gioiello della mediana, finanzierà la campagna acquisti estiva, mentre l’addio di Emil Holm, laterale svedese, è stato una scelta tecnica condivisa. Capitolo infrastrutture: confermato l’investimento da 100 milioni per il restyling del “Dall’Ara”, ma il club pretende tempi burocratici certi. Intanto a Casteldebole, il tecnico ex Fiorentina cambia registro: dopo la sfuriata post-Milan, ha scelto la via del dialogo, elogiando la tenuta difensiva in inferiorità numerica ma vietando ai suoi giocatori di utilizzare gli errori arbitrali come alibi per le sconfitte.