Agnelli e l’ascesa della Juve: dal “no” di Di Natale all’arrivo di CR7

Agnelli e l’ascesa della Juve: dal “no” di Di Natale all’arrivo di CR7
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La crescita della Juve: dal no di Antonio di Natale all’acquisto di Cristiano Ronaldo. Ecco come Agnelli ha cambiato i bianconeri in otto anni

Dall’inferno al Paradiso in soli otto anni: c’era un tempo in cui anche alla Juventus si è sentita dire di no. Al suo primo anno di presidenza in bianconero, Andrea Agnelli, aveva scelto per il proprio reparto offensivo Antonio Di Natale, attaccante dell’Udinese. Il giocatore, però, respinse l’offerta della Juve, scegliendo – in modo rispettabilissimo – di restare in Friuli, squadra in cui poi ha concluso la propria carriera da calciatore. Quella Juve, quella del no di Totò Di Natale, era però diversa: veniva da Calciopoli, il fatturato non era da top club europeo, e soprattutto non aveva ancora vinto.

La società che conosciamo oggi è del tutto diversa: in otto anni Andrea Agnelli ha riportato la Juventus ai vertici del calcio italiano e europeo. Ha conquistato 7 scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia e tre Supercoppe, sfiorando per due volte anche la vittoria in Champions League. Il fatturato è aumentato in modo esponenziale: passando dai 172,1 milioni ai 562,7. Una crescita che ha permesso ai bianconeri di mettere a segno il colpo del secolo: portare a Torino CR7.