Albertini: «Squadre B? Devono funzionare così»

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L’ex vicepresidente FIGC spiega come dovrebbe essere il tutto

Demetrio Albertini, ex vicepresidente della FIGC, fu uno dei primi dopo il fallimento azzurro in Sudafrica a parlare di seconde squadre. Lo stesso Albertini è tornato sul tema all’indomani dell’apertura della Lega alle squadre riserve: «Speriamo che sia la volta buona. Mi fa piacere l’orientamento della Lega di A, anche se non bisogna correre perché per rifare tutto l’establishment ce ne vuole. Sei anni fa, guardandomi in giro e riflettendo sulla mia esperienza in Spagna, pensai che le seconde squadre fossero la cosa perfetta per far crescere talenti e ancora lo credo».

IL FUNZIONAMENTO – Perché le seconde squadre? Albertini è chiaro: «Prendete la nazionale tedesca che ci ha battuto quattro a uno, 18 giocatori su 23 sono passati dalle seconde squadre; nelle ultime convocazioni spagnole, ben 20 su 23 hanno esordito nelle seconde squadre». La finalità non deve essere né politica né economica ma solamente tecnica, prosegue Albertini a La Gazzetta dello Sport. L’ex rossonero spiega come dovrebbe essere il funzionamento delle squadre B: «Il progetto deve essere formativo e non si può prescindere dalla classifica, le seconde squadre dovrebbero avere gli stessi diritti sportivi delle altre, con promozioni e retrocessioni, escluso ovviamente che si trovino due squadre nella stessa categoria. Dico no anche ai passaggi tra una squadra e quella riserve se non in apposite finestre».