A tutto Boban: «Riformare il Fair Play per aiutare squadre come Inter e Milan»

A tutto Boban: «Riformare il Fair Play per aiutare squadre come Inter e Milan»
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Boban e le nuove riforme per il calcio internazionale da numero due della Fifa: dal Mondiale a 48 alla nuova competizione per club

Zvonimir Boban a tutto tondo. Una lunga intervista dell’ex numero 10 del Milan è stata pubblicata oggi su La Gazzetta dello Sport. Da numero due della Fifa, ecco le sue parole, partendo dal Fair Play: «Se non si pongono correttivi, Inter, Milan e tutte le squadre che hanno l’ambizione di competere ai massimi livelli faranno fatica a mettersi al passo con le grandi. In questi 10 anni c’è stato un grande lavoro che ha permesso di mettere in sicurezza i conti del calcio. Però le norme che impongono il pareggio di bilancio non possono impedire a nuovi imprenditori di fare ingenti investimenti. Inter, Milan e altri club sono in questa condizione». 

Boban prosegue: «Nuovi squilibri? Vigila la Uefa, ma chi porta soldi freschi nel calcio non può che produrre effetti positivi per il sistema. Il discorso sulla riforma degli agenti è a buon punto, c’è volontà di dialogo per limitare gli eccessi. Il calcio ormai è molto legato al business, forse troppo. A me piace vedere il pallone rotolare e mi impegno perché questo mondo continui ad essere affascinante. Rispetto ai miei tempi in campo è tutto più veloce, ma si gioca troppo. Bisogna disegnare il futuro rispettando la salute dei calciatori: non si possono giocare più di 55 partite a stagione». 

Il campione croato passa poi ad un’analisi del gioco del presente: «CR7 è un esempio di professionalità, si esalta grazie all’impegno negli allenamenti. Io però sono certo che il talento fa la differenza. Il sistema di gioco che preferisco? Il tiki-taka di Guardiola, un concetto espresso prendendo spunto dal Milan di Sacchi. Non era più una questione di moduli, ma di conquista del pallone alla continua ricerca della giocata per il gol. Il Mondiale? Ho visto squadre molto chiuse, ma anche belle storie di team che hanno ribaltato i pronostici. Quella della mia Croazia è stata una cavalcata entusiasmante, ma senza l’Italia c’è stato parecchio amaro in bocca. Per questo la scelta del Mondiale a 48: per evitare l’esclusione delle grandi nazioni, com’è successo anche con Olanda e Usa». 

Boban conclude sulle nuove riforme e il Var: «Il Mondiale per club? L’intenzione è di dare il modo di confrontarsi su scala mondiale anche ai club. Proveremo a organizzare una manifestazione che ogni 4 anni metta di fronte le 24 migliori squadre dei vari continenti. Var? C’era il rischio di finire in un calcio robotizzato, ma credo che tutto stia procedendo per il meglio. La tecnologia sta aiutando gli arbitri a sbagliare meno e le partite non stanno subendo grossi rallentamenti. I buu a Koulibaly? Certi episodi fanno male al calcio, è difficile sospendere una partita così ma forse andava fatto. Ma non dipende solo dal calcio, c’è bisogno di aiuto dalle autorità per risolvere questi temi, occorrono provvedimenti a lungo termine».