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Bologna, De Silvestri: «Sogno il trono dei difensori bomber. Qui faccio da mental-coach»

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De Silvestri

Il difensore del Bologna Lorenzo De Silvestri suona la carica dopo la doppietta segnata alla prima giornata contro la Salernitana

Lorenzo De Silvestri, difensore del Bologna, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport dove ha parlato della sua prima doppietta in Serie A segnata domenica contro la Salernitana e dei suoi obiettivi in rossoblù.

DOPPIETTA – «Che il calcio è meravigliosamente pieno di belle cose. E che questo sport mi ha regalato e sta regalando emozioni infinite. Ora sono a 23 gol nella massima serie. Gli obiettivi sono due, perché avere qualcosa nel mirino è necessario per migliorarsi: fare 400 gare in A e diventare il miglior difensore goleador in Serie A. Credo che in testa ci sia Maggio, poi ci sono Materazzi, per non dire di Bonucci, Chiello… Doppietta da capitano? Una soddisfazione ulteriore, un orgoglio, ma è capitato così perché poi Soriano era già uscito dal campo: perché il capitano resta assolutamente lui». 

OBIETTIVI – «Ce lo siamo detti fra noi. E fra noi resta. Sinisa ha detto e ripetuto “Parte sinistra della classifica”? E’ stato chiaro». 

MENTAL COACH – «Ho studiato psicologia dello sport, ho visto gli esempi negli sport americani: certi aspetti danno una mano. Qui ci sono tante culture, tante nazionalità, diverse personalità. Parlo molto coi ragazzi: c’è un bel menù…». 

ARNAUTOVIC – «Si è inserito molto bene, mettendosi subito a disposizione ma con la sua personalità forte. Ah, poi sa più lingue straniere di me. Io sono a 4 lui mi ha detto che ne sa sette. L’altro giorno lo sentivo parlare in portoghese fluente con Vignato. Un talento». 

BOLOGNA CITTA – «Mi sono già affezionato, vivo in centro ed è bellissimo. Dopo l’inizio alla Lazio ho fatto tre anni a Firenze, quattro a Genova e altrettanti a Torino. Spero che cifre simili capitino anche qui. A Bologna resterei a lungo: città, società, pubblico sono componenti di un puzzle di alto livello e con futuro. A me Bologna fa impazzire…».