Bonazzoli Torino: come si inserisce nel sistema di Giampaolo

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Federico Bonazzoli è un nuovo giocatore del Torino. Scopriamo come si inserisce nello scacchiere di Giampaolo

Questo mercato si sta rivelando estremamente complicato per il Torino, con la società granata messa sotto accusa da parte dei propri tifosi. Cairo ha compiuto una scelta forte ingaggiando Giampaolo, uno degli allenatori più integralisti del calcio italiano. Una vera e propria rivoluzione culturale rispetto agli anni passati, visto che il tecnico ex Sampdoria ha principi diametralmente opposti rispetto a Mazzarri.

Come abbiamo scritto qui, Giampaolo applica un gioco di palleggio e difesa a zona pura. L’esatto contrario di quello che i tifosi del Toro hanno visto nelle ultime stagioni.

Di conseguenza, è parsa assai rischiosa la scelta di ingaggiare Giampaolo nella difficile estate post lokcdown, con tempi stretti e scarsa disponibilità economica. Se prendi un allenatore di questo tipo, lo devi assecondare in tutto e per tutto, rivoluzionando se necessario la rosa per acquistare giocatori funzionali. Giampaolo non è il tipo di allenatore che si arrangia con quello che trova, ma anzi ha bisogno di determinate caratteristiche, proprio perché intende fare un calcio molto difficile.

Finora, c’è però stata grande difficoltà nell’ingaggiare di livello superiore: non si è riusciti né arrivare al regista (ruolo cardine nello scacchiere di Giampaolo), né ad acquistare fantasisti di livello. Ramirez è saltato, tant’è che Vagnati ha puntato sul giovane Gojak. Pur con diversi nuovi innesti, c’è il timore che la qualità tecnica globale sia troppo bassa per applicare correttamente il calcio che ha in mente Giampaolo. Senza dimenticare che Vagnati non è neanche riuscito a cedere molti esuberi.

Un sospetto che si è visto con chiarezza nelle prime due partite, in cui i granata (accompagnati da una condizione atletica non ancora al top) hanno faticato enormemente nell’applicare i principi del gioco di Giampaolo, soffrendo enormemente in entrambe le fasi.

L’ultimo colpo del mercato è stato Federico Bonazzoli, attaccante ex Sampdoria che nel post lockdown si è fatto notare per prestazioni e gol importanti. Si tratta senza dubbio di una punta che ha mostrato buone potenzialità. Ha un’ottima tecnica nella finalizzazione, sa combinare abbastanza bene con una punta vicino a lui e ha eccellenti qualità nel gioco spalle alla porta. Per risalire il campo, la Sampdoria lanciava spesso dal basso su di lui. Bonazzoli era bravo a proteggere palla per poi smistare il gioco in fascia o fare da sponda per i compagni.

Un esempio qui. Viene incontro e allarga bene il gioco a sinistra su Augello.

Il discorso non è tanto se Bonazzoli, in assoluto, possa avere le qualità per fare bene al Toro. Il punto è interrogarsi su quanto sia un profilo funzionale per il calcio che in mente Giampaolo. Si tratta infatti di un giocatore fisico e diretto, che privilegia squadre che utilizzano il cross come arma di rifinitura, visto che ha grandi qualità nel gioco aereo. Al contrario, nel calcio di Giampaolo, si svuota l’ampiezza e si cerca di sfondare soprattutto centralmente: le sue squadre hanno sempre buttato pochi palloni in mezzo.

Proprio per questo, si tratta di un calciatore che non arricchisce particolarmente le soluzioni a disposizione del tecnico. E’ un’altra prima punta da affiancare a Belotti, che non dà al Toro la possibilità di palleggiare meglio tra le linee e avere più creatività in avanti. I granata avrebbero bisogno di qualcosa in più in zona di rifinitura.

D’altronde, nel match contro l’Atalanta abbiamo visto come Giampaolo si stia scontrando con la realtà. Non c’è stato infatti il palleggio insistito dal basso tipico della sua Sampdoria. Per superare le mercature a uomo della Dea, il Toro ha lanciato in modo abbastanza diretto sulle proprie punte, contando sulla capacità di Zaza e Belotti di prevalere fisicamente sugli avversari.

Si vede in questa slide. Bremer non ha soluzioni di passaggio sul breve, di conseguenza lancia lungo sulle punte.

Pur essendo arrivato in una situazione quasi di emergenza (saltato Ramirez, il mercato sarebbe terminato a minuti), si tratta comunque di un giocatore che poco ha a che vedere con l’idea di calcio che tutti associavano a Giampaolo.

L’allenatore si trova così con una rosa piuttosto diversa da quella che probabilmente sperava. Sarà un difficile anno di transizione in cui l’ex Empoli dovrà scendere a tanti compromessi, trovando la quadra con i giocatori a disposizione. C’è da sperare che siano soprattutto i giovani arrivati (Gojak e Vojvoda su tutti) ed esplodere e a fare il salto di qualità.