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2009

Del Grosso: “Possiamo uscire da questa situazione”

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Cristiano Del Grosso alla salvezza ha sempre creduto. Anche dopo le cadute più dolorose, quando i numeri lasciavano poco scampo, è stato il primo ad analizzarle, con sincerità  e senza mai nascondersi, continuando a spingere chiunque a sognare. Qualcuno gli ha voluto dar retta, qualcun altro lo ha preso per folle. Ora tutti sono con lui: l’impresa è possibile, numeri alla mano. Forza e coraggio: in campo ci voglion quelli. Sugli spalti l’Inferno.

Del Grosso l’esperienza insegna: quale l’approccio che dovrete avere alla gara contro il Bologna?
“Sicuramente migliore di quello di Torino. Dovremo sfruttare al meglio il fattore campo: speriamo che domenica ci sia tantissima gente allo stadio, in modo che la voce dei nostri tifosi ci faccia spingere sull’acceleratore dal primo minuto e ci faccia mantenere alta la concentrazione per tutta la partita”.
Fino a qualche settimana fa le mazzate sono arrivate nei minuti finali. Adesso i gol degli avversari li subite nei primi minuti: si è dato una spiegazione?
“Il calcio è così: ti trovi di fronte a una difficoltà , lavori per eliminarla, ci riesci e te ne trovi davanti un’altra. Nei minuti finali abbiamo perso troppi punti, con il lavoro siamo riusciti a risolvere il problema. Ora soffriamo nel primo quarto d’ora, ma non si tratta di mancanza di concentrazione o di determinazione. E’ un fattore mentale: siamo ultimi da tanti mesi, non è facile scendere in campo nella nostra posizione. Per noi ogni partita è una finale e da uomini, perchè uomini siamo, sentiamo il peso della responsabilità . Un passaggio sbagliato e uno stop venuto male ci condizionano. Ma alla lunga veniamo fuori perchè siamo un gruppo vero che nelle difficoltà  riesce a reagire. Se non avessimo preso tre gol a freddo domenica forse saremmo riusciti a vincerla, quella partita. Ma non bisogna guardare al passato. Bisogna pensare solo a noi, giornata dopo giornata”.
Quali le insidie maggiori della prossima finale?
“Ancora nessuna squadra può ritenersi tranquilla: il Bologna ha una posizione migliore della nostra, ma anche a loro mancano un po’ di punti per la salvezza matematica. I rossoblù sono in forma, hanno fatto un girone di ritorno che sotto l’aspetto del rendimento è da prima della classe. Il Siena dovrà  rimanere concentrato per 90 minuti, senza sbagliare niente, per vincere una partita che è davvero fondamentale”.
Come si aspetta il ritorno di Portanova?
“Un briciolo di emozione, nel tornare nella sua Siena, da parte di Daniele ci sarà . Ma è un grande professionista e sono sicuro che in campo sarà  il giocatore determinato di sempre che lotta per i colori della sua squadra. Personalmente mi fa piacere rivederlo, ci saluteremo e ci abbracceremo”.
I giocatori della Lazio hanno rifiutato di farsi seguire da uno psicologo: cosa ne pensa?
“Dallo psicologo bisogna andarci per altre cose. La Lazio sta vivendo una stagione difficile proprio come il Siena, la differenza è che noi siamo abituati a lottare, loro no. La squadra è direttamente a contatto con una grande tifoseria, con la città , anche a livello politico, e il peso si fa sentire. Per questo non riescono a uscirne”.
Quanto è importante per voi, invece, avere un allenatore tanto motivato come Malesani?
“Fondamentale. E’ un allenatore, un insegnante, un uomo che ci carica al momento giusto, sempre mettendosi al nostro pari e mostrandoci le sue emozioni e le sue sensazioni. Ci sta dando una grossa mano, anche grazie alla sua esperienza”.
Come vi trovate con quattro attaccanti in campo?
“Le difficoltà  ci sono quando in una squadra non si corre. I nostri attaccanti, per fortuna, fanno la differenza sia in fase offensiva che difensiva. Si può giocare anche con quattro attaccanti puri senza rischiare tanto”.

Fonte: fedelissimoonline.it

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