Donnarumma, stoccata al Milan: «Giusto tutelare i miei interessi»

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Donnarumma, il rinnovo, il passato e il futuro. Nel corso di una intervista il portiere del Milan lancia un messaggio preciso ai rossoneri. Poi parla di Buffon, Dybala e quella partita con la Juve…

Il futuro di mercato di Gigi Donnarumma è ancora un’enigma. Rinnovo o non rinnovo, restano le grane legate al suo ingombrante procuratore Mino Raiola e alle sirene estere. Nel corso di un’intervista (qui vi avevamo dato un’anticipazione: CalciomercatoMilan, Donnarumma: «Cerco casa a Milano») rilasciata a GQ, il portiere del Milan aveva parlato del proprio futuro vagamente. L’intervista, confermata poco fa, è adesso disponibile in maniera integrale. Tanti i punti in cui il giovane estremo difensore parla della sua infanzia e della sua vita privata. Tra le altre cose, però, Donnarumma di espone anche sul proprio rinnovo di contratto. «I dirigenti del Milan sono nuovi, ci si deve conoscere, la mia priorità è nota ma è giusto che i miei interessi vengano rappresentati al meglio», le parole del portiere. Insomma, un messaggio chiaro. Il Milan resta la priorità, ma è giusto che Raiola chieda il giusto di ingaggio.

Donnarumma si racconta: «Buffon idolo, Dybala intelligente»

Donnarumma racconta del suo idolo Gigi Buffon. «Buffon è un mito, il classico tipo che riesce a farsi voler bene da tutti. Scherza, tiene su l’ambiente, a me ha dato un sacco di consigli. Quando ci alleniamo assieme cerco di rubargli il mestiere, perché tecnicamente è ancora fantastico. Chi pensa che giochi perché si chiama Buffon non ha capito niente». Contro Buffon e la Juventus Gigio ha avuto gioie e dolori. La vittoria della Supercoppa Italiana a dicembre, poi a marzo quel rigore… «Mezz’ora dopo la partita Paulo Dybala è venuto a cercarmi nello spogliatoio. È stato intelligente ad aspettare un po’. Come ricorderà, al fischio finale io ero fuori di me dalla rabbia. Non so come avrei reagito a un suo approccio. Mezz’ora dopo, invece, era tutto sbollito. Mi si è avvicinato col suo sorriso simpatico, mi ha dato il cinque e ha detto “ora stiamo uno a uno”».