Cosa porterebbe Douglas Costa alla Juventus

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Douglas Costa e la Juventus, si tratta: come cambierebbe la squadra di Allegri con l’innesto del brasiliano

La dirigenza della Juventus ha individuato in Douglas Costa il profilo giusto per innovare il pacchetto offensivo a disposizione di Massimiliano Allegri, arricchirlo di un valore differente da quelli attuali, nel tentativo – da tempo intrapreso – di far saltare il banco anche sul palcoscenico internazionale. Non che il tutto non sia stato programmato a dovere: quando giochi due finali di Champions League in tre anni e coccoli il sogno di vincerne almeno una fino a mezzora dal fischio finale, hai sinceramente poco da rimproverarti. Il resto dunque è ennesima cura di particolari: tentarle un po’ tutte, intraprendere ogni strada possibile pur di alimentare la speranza, tenerla viva, rinfocolarla con elementi che possano aggiungere una virgola alla torta bianconera.

Douglas Costa-Juventus, lo stato dell’arte

Trattativa che per le sue cifre non può essere immediata: prima di tutto le esigenze del calciatore, classe ’90 e propenso a voler firmare l’ultimo contratto davvero consistente della sua carriera, oltre sette milioni di euro stagionali ed un legame quadriennale con il club bianconero. Non meno rilevanti le richieste del Bayern Monaco, che può cederlo alla Juventus senza rinunciare però all’intenzione di fare cassa con la cessione del brasiliano: 50 milioni la stima del valore del cartellino, ci si può venire incontro intorno ai 40 milioni di euro, difficile che l’accordo tra le società possa arrivare per cifre inferiori. Douglas Costa è stimato dal Bayern Monaco, un club che di tutto ha bisogno ma non di fare cassa: se si vende, dunque, lo si fa alle cifre che stabiliscono i tedeschi. La Juventus dal canto suo sa che, per un profilo di pari livello, difficilmente andrebbe a spendere meno. Ragion per cui non rinuncia all’idea di mettere le mani sul talento sudamericano.

Douglas Costa, il suo valore aggiunto

Rappresenta senza dubbio un esterno dalle caratteristiche differenti rispetto a quelle di Cuadrado, Mandzukic e dello stesso Pjaca: rispetto ai primi due ha maggiore abilità nel dribbling e nel calcio dalla distanza. Quando arma il suo mancino trova con agevolezza lo specchio della porta, può in tal senso agire dai venti metri e diventare un’arma in più nelle soluzioni offensive della Juventus, rispetto appunto ad esterni del genere di Cuadrado o di Mandzukic, che non fanno certamente della conclusione pura il valore aggiunto. Rispetto ai due appena citati vanta anche un talento maggiore: è probabilmente meno propenso – senz’altro rispetto al prezioso apporto del croato – a lavorare per l’equilibrio della squadra, a sacrificarsi per mantenere intatto il livello di copertura complessivo. Nel confronto con Pjaca è assai simile in termini di espressione calcistica, sono però assai diversi sotto il profilo fisico: Douglas Costa sgusciante e brevilineo, il classe ’95 croato di stazza importante e devastante in progressione. Nelle analisi incrociate risulta essere dunque un innesto complementare rispetto alla struttura dell’attuale organico bianconero: può dunque funzionare, non è un doppione ed è per queste sue caratteristiche che è stato scelto e chiesto da Allegri come regalo estivo.

La stagione di Douglas Costa

In termini prettamente numerici in linea con il suo pregresso storico: 4 reti in Bundesliga, 7 complessive in stagione, sostanzialmente come è accaduto nell’annata d’esordio con la maglia del Bayern Monaco ed ancora prima nel campionato ucraino con quella dello Shakhtar Donetsk. Dunque, pur vantando la potenza di conclusione a cui si accennava, nei fatti poi non risulta particolarmente prolifico: la Serie A ha invece mostrato esterni offensivi in grado sì di partecipare a pieno al gioco di squadra ma allo stesso tempo di capitalizzare decisamente più rispetto alle cifre che spettano al brasiliano. Insigne e Callejon in primis nello spettacolare Napoli di Sarri, non da meno Salah nella Roma ed altri esempi di profili che quantomeno sono da posizionare al suo livello. Douglas Costa risponde presente in termini di assist: 9 stagionali divisi tra i 6 della Bundesliga e i 3 della Champions League, numeri non straripanti ma neanche da buttare per chi comunque – come logico che sia in squadre dalle determinate ambizioni – ogni domenica deve sudarsi la titolarità.

Tifosi della Juventus entusiasti?

Non sarebbe con ogni probabilità la pedina che andrebbe a scaldare gli animi del popolo bianconero, in buona parte deluso dall’esito dell’atto finale della Champions League e dunque alla ricerca dell’acuto che possa realmente alterare gli equilibri, oltre la prevalenza espressa sul territorio interno, qualcuno che per intenderci possa – se non accostarsi nel livello – guardare negli occhi il Ronaldo di turno. Resta però, o meglio resterebbe nel caso la trattativa dovesse andare in porto, un colpo funzionale alla Juventus di Allegri per come oggi è intesa: una squadra che si colloca con un 4-2-3-1 dinamico necessitante di esterni più forti di quelli già oggi a disposizione del tecnico bianconero. Douglas Costa può dunque fare al caso di questa Juventus: andare oltre è possibile, andare molto oltre impossibile. Sanchez o James Rodriguez scalderebbero forse più del brasiliano del Bayern Monaco, mentre la fascia dei top assoluti è inaccessibile per un’ovvia ragione: sono pochi e chi ce li ha se li tiene. Non è facile né immediato migliorare questa Juventus: la certezza è che Marotta e Paratici ci proveranno ancora.