A tutto Douglas Costa: «Juve il mio orgoglio. Voglio Scudetto e Coppa. Allegri e Dybala…»

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© foto www.imagephotoagency.it

Il giocatore della Juventus, Douglas Costa, si è raccontato alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni

Lunga intervista a Douglas Costa, esterno d’attacco della Juventus. Il giocatore, dopo un periodo di ambientamento, è entrato nei meccanismi bianconeri e si è adattato al calcio italiano. Douglas ha parlato a La Gazzetta dello Sport, rivelando di non aver mai trovato un giocatore più veloce di lui e ammettendo di aver avuto delle difficoltà nei primi mesi, di non aver trovato un parrucchiere in grado di disegnargli il simbolo del fulmine. Inoltre il giocatore ha dichiarato il suo amore verso i bianconeri: «Venire alla Juve è stata la scelta migliore fatta in vita mia. Lo ribadisco».

Douglas ha poi parlato dell’eliminazione dalla Champions e ha chiesto l’utilizzo del Var anche in Europa: «Quando esci da un doppio confronto così, dopo aver perso a Torino e fatto una rimonta pazzesca al Bernabeu, indipendentemente da come è finita non puoi che essere orgoglioso di far parte di un gruppo di campioni che ha dimostrato di poter raggiungere l’impossibile con l’orgoglio». D. Costa non è rimasto sorpreso dalle polemiche dopo Inter-Juve: «Anche in Brasile è così. Io preferisco star lontano dalle polemiche. Se sei un tifoso è un conto, ma un calciatore deve ragionare in altro modo: l’arbitro è un essere umano che può commettere degli errori, se io protesto o mi lamento il risultato non cambia. L’unica cosa su cui devo concentrarmi è il campo».

Douglas Costa ha vinto 7 campionati (5 in Ucraina con lo Shakhtar e 2 in Germania con il Bayern) e potrebbe vincere l’ottavo della sua carriera. Il brasiliano ha esaltato il gruppo bianconero, ha parlato della sua fede, ha elogiato Lucescu, Guardiola e Ancelotti e DybalaMi ha convinto che avevo le capacità per far parte di questo gruppo») e su Allegri ha detto: «Grazie ad Allegri ho capito l’importanza degli esterni nella fase difensiva. Mi sta trasformando in un gioca­tore migliore, perché solo unen­do tecnica e tattica posso diven­tare un giocatore ancora più im­portante».