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Fantacalcio, i tratti tipici dell’allenatore. Che tipo di fantallenatore sei? (parte 2.a)

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Il Fantacalcio come ragione di vita. Noi fantallenatori ci riconosciamo a vicenda. Guardiamo il calcio da un punto di vista che è solo nostro, che va oltre la fede professata.
E voi, che tipo di fantallenatori siete?

Continua la rassegna sulla tipologia di Fantallenatori che in ogni gruppo si possono trovare: ieri abbiamo conosciuto il polemico paranoico, il fumatore e la triade del nuovo, dell’ignaro e del tappabuchi. Oggi vediamo quelli che restano nel panorama del Fantacalcio.

LO STUDIOSO FALLITO – «Ragazzi quest’anno vi faccio un mazzo così» è la prima frase che esterna lo studioso. Di solito con in mano un plico di fogli stampati dai vari siti ufficiali, articoli più o meno aggiornati di consigli sulle nuove promesse, schemi, statistiche e perfino qualche santino di Padre Pio. Tra tutti quei fogli, spiegazzato per le molteplici piegature, è nascosto anche il suo elenco. Quel foglio è la sua Bibbia, lo consulta da sotto il tavolo per non farsi vedere e non fa trasparire nessuna emozione quando uno dei giocatori, presente nella sua lista, viene chiamato. Non offre nemmeno per primo o per secondo, lascia perfino che il battitore arrivi quasi ad assegnare il giocatore per mettere a segno i suoi colpi migliori. A fine asta è madido di sudore, ha le mani coperte di inchiostro e l’aria di quello soddisfatto. Sta già cucendosi il tricolore addosso. Di norma a gennaio gioca con il 5-4-1 e ad inizio aprile è matematicamente retrocesso. Può anche accadere che esulti per giocatori improbabili pagati nulla ma su cui ha molte aspettative: «EVVIVA! Ho preso Iunco a 1 milione, farà sicuro 15 gol!» Iunco che giocò solo 15 minuti in Serie A.

L’IRACONDO E IL LAMENTOSO – Spesso sono due persone distinte. Non nel senso di persone di classe. Nell’eventualità che coincidano nello stesso individuo potremo anche parlare di bipolarismo. L’iracondo è quello che all’asta minaccia di portarsi “le lame”, poi non lo fa. È quello che sbatte i pugni sul tavolo e si fa gonfiare le vene nel collo al rialzo dei suoi giocatori. Perché non accetta che vengano presi da altri. Ad ogni nome chiamato per l’asta, si ricorda che in passato ha fatto male nella sua rosa e a quel punto piovono le madonne e gli improperi. Di solito augura la morte a chi gli soffia un pupillo. Se per caso gli porti via uno dei suoi, la frase tipica è: «Tanto si spacca il crociato alla prima partita».

Il lamentoso invece è quello che ad ogni offerta fa gli occhi da animale ferito, come a voler dire: «Dai, basta raga, mi state facendo svenare». Sospira sommessamente mentre digita sulla calcolatrice. Scuote la testa quando perde un’affare. A fine asta afferma tristemente: «Tranquilli, quest’anno retrocedo facile a novembre». Di solito sulla chat di gruppo fa la cronaca delle sue sconfitte, dei voti che avrebbero dovuto prendere i suoi e che invece hanno preso gli altri. Degli infortunati, squalificati e non convocati. E, se per caso gli va bene e arriva a giocarsi le prime posizioni in classifica, a suo dire, è solo una momentanea fortuna, è convinto che il Karma gli impedirà di vincere. E poi arriva nei primi tre.

IL FANTALLENATORE NAVIGATO – Come detto, questa categoria si suddivide in tre sottospecie di personaggi: il tirchio, lo sfigato e il portatore sano di culo.

Il tirchio di solito viene all’asta con due calcolatrici, con un preventivo di spesa per ogni reparto e, in caso di rilanci inaspettati per i suoi, abbandona la presa fin da subito: «Se lo devo pagare più di uno non vale la pena». Arriva all’attacco con una composizione degli altri reparti alquanto discutibile: ha tutti i giocatori delle squadre minori, onesti titolari ma nulla più. Nessun nome. Spesso attinge dal Chievo. E se il Chievo imbrocca la stagione della vita magari vince pure qualcosa. Agli attaccanti ha talmente tanti soldi che potrebbe portarsi a casa i migliori, peccato che è tirchio e quindi la sua risposta è: «Ma voi siete pazzi, 90 per Higuain? È come lo faccio mercato durante l’anno». E poi durante l’anno non compra nessuno. Una variante del tirchio è il tirchio costantemente indeciso: si riduce ad essere l’ultimo che deve ancora comprare dei giocatori per ogni santo reparto. Per il sesto attaccante potrebbe scegliere Boriello alla Roma, oppure Icardi con la pubalgia all’Inter. Sceglie il primo, Icardi viene riesumato a gennaio. Il resto è cosa nota.

Lo sfigato è un bravo fantallenatore invece, ha vinto qualcosa negli anni, ma riesce sempre a beccare l’annata dove non ne azzecca una. È preparato, ma arriva a tre giorni dall’asta senza ricontrollare e si aggiudica il giocatore col crociato rotto in allenamento il giorno prima. Non capisce perché dopo aver comprato Marchisio a 40 tutti abbiano smesso di rilanciare. Sbianca quando, ad asta chiusa, l’organizzatore lo guarda e gli dice: «Lo sai che sta fuori ancora quattro mesi per il crociato?». La reazione può essere duplice: comincia a insultare tutti come prima ipotesi. Fa il superiore mal celando una incazzatura profonda: «Lo so, ma poi torna e vedrete». Nel caso di Pepito Rossi, il fantallenatore non ne vide mai più il ritorno.

Il portatore sano di culo è quello che ogni anno vince il campionato con giornate di anticipo. Lo odiano tutti. Non sbaglia mai un colpo. I suoi giocatori vanno sempre a segno. Le squadre di cui è composta la sua rosa sono sempre tra le prime dieci. Se compra un giocatore che l’allenatore della squadra di club non vede bene, succede che viene esonerato e arriva uno che lo fa diventare un vero fenomeno (vedi Cavani, ai tempi). Compra Saudati a 1 e questo arriva in doppia cifra con i gol. Se qualcuno deve fare assist, saranno i suoi giocatori. Il suo avversario non arriva quasi mai alla quota per pareggiare: di solito resta sotto di mezzo punto. Quasi sempre. Quelli che dovevano essere delle riserve per lui, si rivelano dei colpi inaspettati e i grandi nomi fanno quello per il quale sono stati pagati. Insomma lo scopritore di talenti, perché è noto anche per comprare dei Primavera sconosciuti che diventano dei fenomeni, è quello contro cui non puoi far nulla. Nemmeno il vodoo. E anzi spesso la macumba é come un boomerang che torna contro a chi l’ha scagliata. Quindi occhio, amici miei.