Giampaolo: «Siamo in una zona di classifica paludosa e con l’acqua alla gola. Belotti ci sarà»

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Marco Giampaolo ha parlato ai canali ufficiali del Torino alla vigilia della sfida contro il Crotone: le sue parole

Marco Giampaolo ha parlato ai canali ufficiali del Torino alla vigilia della sfida contro il Crotone. Queste le parole del tecnico granata.

CONTINUITÀ ALLA VITTORIA CONTRO IL GENOA – «E’ l’auspicio di tutti: siamo in crescita, anche se non sempre le prestazioni ci hanno portato punti. Siamo sempre in affanno, in una zona di classifica paludosa e con l’acqua alla gola. Non possiamo permetterci distrazioni».

BELOTTI BREMER BONAZZOLI – «Sono disponibili, anche se per noi sarà la quinta partita e qualcuno ha qualche acciacco. E’ normale che per il recupero hanno fatto un lavoro differenziato, ma sono disponibili. A Genova l’abbiamo vinta in 23 e poi in 16, non so quale sia la formazione da premiare (ride, ndr). Non c’è un undici tipo, ma una squadra affidabile. Giocheranno i primi undici e poi con cinque sostituzioni posso stravolgerla al 50%».

SINGO – «Singo è un giovane, non c’è da andare orgogliosi di niente. Ma dobbiamo aspettare altre verifiche: vinci ed è tutto a posto, perdi e c’è scoramento. Bisogna avere la capacità di fotocopiare un certo tipo di prestazione nel tempo. Ci sono 38 partite, dobbiamo farle al meglio, cercando di avvicinarsi il più possibile al 100%».

OBIETTIVI – «Potevamo avere qualche punto in più, ma non li abbiamo perché evidentemente abbiamo sbagliato qualcosa. Non so dove possiamo arrivare, ma sono convinto che attraverso l’applicazione costante si può andare oltre a quelle che possono essere le possibilità della squadra».

TURNOVER IN ATTACCO«Zaza e Millico vengono da venti giorni di divano: li ho recuperati dal Covid, ma non conosco bene le loro condizioni fisiche. Non ci conto in questo momento, ma nei prossimi 15 giorni potranno tornare competitivi».

SIRIGU – «Sono stato frainteso quando ho detto che aveva preso quattro tiri e quattro gol. Parlavo della percentuale di occasioni dell’avversario, non per responsabilità sua: non eravamo stato fortunatissimi. E’ un professionista di alto livello, può attraversare qualche periodo ma i valori restano. Ha la forza e lo spessore per venire fuori da situazioni particolari, altrimenti sarebbe caduto prima. Non deve dimostrare niente a nessuno, deve solo lavorare bene. Ho sempre detto che si possono commettere gli errori, ma è importante come reagisci. E lui lavora bene, ma ha la forza per uscirne. Ma l’ho visto meglio, è un portiere dalle spalle larghe».