Inter, Moratti: “Ho fiducia in Stramaccioni, vogliamo tornare a vincere”

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Lunga intervista, quella rilasciata da Massimo Moratti ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Il presidente dell’Inter, facendo capire di voler tornare a conquistare trofei per la sua gente, ha benedetto anche le scelte fatte finora sul mercato dai suoi dirigenti: “Quanto entusiasmo ho da uno a dieci? Assolutamente dieci: stiamo costruendo qualcosa che possa avere credibilità, durata, forza. E che ci riporti a vincere. Ho molta fiducia, moltissima: apriamo un progetto nuovo e basato sui giovani, e Stramaccioni ne è il simbolo. Lui, del resto, è il nostro… giovane adulto. Siamo l’Inter: vogliamo ricominciare a vincere. Si può parlare di Anno Zero? Diciamo che se tutto questo è un ripartire con un’idea chiara che ci metterà nelle condizioni di fare bene, beh, sì, è un Anno Zero. Un ripartire che ha e porta entusiasmo, che nasce da un’idea di gioco chiara e ha una linea ben precisa: per questo sono convinto che sia la ripartenza giusta. Sono fiducioso perché è vero che tutto questo nuovo passo ha una dose di rischio, ma non deve far paura, anzi: deve appassionare ancora di più, e a me sta succedendo esattamente questo. Andrea Stramaccioni è un allenatore di talento con una forte preparazione, con passione e competenza. Un allenatore e una persona credibile, affidabile. Per tutte queste cose mi è sempre sembrata la figura giusta per un nuovo inizio. I nuovi arrivi? Servirà pazienza perché non è sempre facile né subito, però quando vedi nuovi giocatori, nuovi ragazzi in campo io ho sempre la stessa sensazione di attesa di quando si vede per la prima volta un nuovo straniero. Ne parlano bene, lo aspetti, lo vedi giocare: è una scoperta. Qui so che c’è bravura e anche talento: da scoprire. Cosa dico ai tifosi? Loro capiscono, sono intelligenti. Dico che io, da primo tifoso, ho curiosità di veder avviato questo nuovo disegno interista. E che ci vuole entusiasmo attorno all’allenatore e alla squadra, e credo non mancherà. Detto questo, tutto il nostro lavoro dovrà essere fatto con grande profondità e mai con superficialità. Le ribadisco una cosa: la mia carica è pari a dieci, e le situazioni non facili mi caricano ancora di più. L’Europa League? E’ comunque una coppa internazionale, con squadre anche di alto livello e noi siamo l’Inter: è una manifestazione da giocare al massimo anche se è naturalmente scomodo disputarla il giovedì, magari in posti lontani. E poi sì, noi dobbiamo partire per vincere: che non sia facile è normale, che sia un obiettivo importante, beh, questo sempre. Palacio? Mi piace: la sua storia parla di tanti gol fatti, e mi sembra che la cosa conti non poco… Handanovic? Un portiere affidabilissimo: mi pare che abbia le credenziali giuste. Le partenze degli eroi del Triplete? Il Triplete è stato il nostro apice e quindi si fa spesso riferimento a quel grande momento, ma questa è gente che ha vinto anche di più: coppe, supercoppe, il mondiale per club, tutti momenti di ricchezza nelle vittorie. Per loro rimangono affetto, da parte mia e da parte dei tifosi: sono nella storia dell’Inter, fortemente. Fra qualche anno tutti noi penseremo all’Inter che ha vinto 15 trofei in 7 stagioni e i loro nomi resteranno scolpiti nella mente di tutti come protagonisti grandissimi.